Alle Terme di Caracalla di notte

Alle Terme di Caracalla di notte

Terme di Caracalla

non in cerca di lucciole ovviamente ma per una visita al sito archeologico in orario serale con la nuova illuminazione studiata dall’Acea per valorizzare il grandioso monumento con ripristinato  l’ingresso ai locali sotterranei e al Mitreo delle Terme di Caracalla.

In una zona fortunatamente priva di costruzioni moderne si stagliano maestose le imponenti mura delle Terme costruite su un grande terrapieno artificiale colmato dalla terra degli scavi della collina del “piccolo Aventino” sovrastante a Sud..

Caracalla

Costruite dall’Imperatore Caracalla, figlio di Settimio Severo a partire dal 212 d.C., funzionarono ininterrottamente fino all’anno 537 quando con il taglio degli acquedotti ad opera dei barbari Goti di Vitige durante l’assedio di Roma, le Terme, prive di acqua, cessarono di funzionare.

I Goti si erano asserragliati nel cosiddetto Campo Barbarico, una vasta superficie trapezoidale creata dal doppio incrocio degli Acquedotti Claudio e Marcio nella zona del Parco Torre del Fiscale.

Settimio Severo

Settimio Severo

Caracalla, nomignolo dato all’Imperatore Marco Aurelio Antonino figlio di Settimio Severo e Giulia Domna, per via di un mantello con cappuccio che era solito indossare, nacque nel 188 d.C. a Lugdunum (Lione) e morì nel 217,a Carre (odierna

Giulia Domna

Harran in Turchia) ucciso da un ufficiale della guardia.

Succeduto al padre nel 211 insieme al fratello minore Geta, dopo qualche mese lo fece uccidere con la scusa di un presunto tradimento e ne ordinò la damnatio memoriae, facendo cancellare ogni ritratto o dedica, come ancora oggi possiamo vedere sull’Arco di Settimio Severo al Foro o su un capitello ritrovato durante gli Scavi in S. Giovanni in Laterano ed anche, ad esempio   sull’ Arco degli Argentari al Foro Boario (vedi: “Tra la vacca e il toro…“).

L’Imperatore Caracalla, individuo dispotico e crudele, oltre al fratello Geta, aveva fatto uccidere anche la moglie Flavia Plautilla dopo il ripudio e l’esilio a Lipari e non era benvoluto dai Romani.

Caracalla, con una mossa astuta, aumentò grandemente la paga dei soldati assicurandosene la fedeltà, (salvo poi diminuire via via il tasso d’argento nelle monete emesse a tal scopo e indicate dai numismatici moderni come “antoniniani“) e concedette la cittadinanza ai sudditi delle Province dell’Impero con il recondito scopo di poter riscuotere più tasse.

Terme di Traiano: Biblioteca

Terme di Traiano: Biblioteca

L’imponente complesso delle Terme di Caracalla o Antoniniane seguiva la disposizione architettonica tipica del precedente complesso delle Terme di Traiano a Roma sul Colle Oppio ed anche l’orientamento Nord-Sud per sfruttare al massimo la luce ed il riscaldamento solare.

Queste grandiose Terme di Caracalla venivano frequentate da un enorme quantità di persone giornalmente (tra le 6.000 e le 8.000 persone) in quanto anche luogo di meditazione e trattazione di affari, oltre che di svago e di cura della persona.

Terme di Caracalla: facciata NE

Terme di Caracalla: facciata NE

I Romani di tutte le classi sociali adoravano assistere ad incontri di lotta e praticare giochi vari come il gioco della palla.

Gli ambienti maschili erano separati da quelli femminili e così gli spogliatoi.

Le Terme di Caracalla aveva a disposizione dei frequentatori anche due grandi biblioteche con grandi scaffali per la consevazione dei papiri: una di lingua latina e l’altra di lingua greca come ne Le Terme di Traiano a Roma, o come le biblioteche  recentemente ritrovate  Piazza Venezia in quello che era il parcheggio dei Taxi durante gli scavi per la Metro C, negli Auditoria di Adriano (vedi i Fori Imperiali).

Auditoria di Adriano

Auditoria di Adriano

Questa grandissima frequentazione di popolo, richiedeva una quantità enorme di legname per alimentare i forni per il riscaldamento dell’acqua e l’aria degli ambienti e richiese anche la costruzione ex-novo di un’Acquedotto apposito

Arco di Druso

Arco di Druso

chiamato Antoniniano.

LEGGI anche:  Il Tempio di Portuno al Foro Boario

Un esempio chiaro di come funzionav il sistema per riscaldare gli ambienti soprastanti attraverso l’emissione di aria calda, la vediamo nelle Terme del Palazzo Imperiale nella Tenuta di Castelporziano.

L’Acquedotto Antoniniano si staccava dall’Acquedotto Marcio all’altezza di Porta Furba e tagliando verso il Parco della Caffarella passava per Piazza Galeria 

Resti dell'Acquedotto Antoniniano a Piazza Galeria

Resti dell’Acquedotto Antoniniano a Piazza Galeria

e costeggiando le Mura Aureliane, (poco all’interno della Porta S.Sebastiano si trova l’Arco di Druso che, in realtà è un fornice superstite dell’Acquedotto) si dirigeva verso le Terme di Caracalla.

Posterula Ardeatina

Posterula Ardeatina

 

Dopo la Posterula Ardeatina, l’Acquedotto seguiva il percorso dell’odierna Via Guido Baccelli.

Le Terme

Sotto l’imponente struttura, che sviluppava 2 piani in altezza e 3 sotterranei, si trovava una ampia rete viaria (per un’estensione di circa 2 Km) a due sensi di marcia con apposite rotatorie per

Mappa delle Terme di Caracalla

mappa delle Terme

movimentare una enorme quantità di carri che dovevano, tra le altre cose, trasportare il legname necessario al funzionamento delle Terme.

La Legge in materia esigeva una scorta minima di legna da ardere da conservare nei magazzini per soddisfare un periodo di almeno un mese.

Nelle Terme di Caracalla invece la scorta di legna assicurava un’autonomia di ben sette mesi.

Palestra Occidentale

Palestra Occidentale

Quest’anno, dopo una lunga chiusura dei sotterranei per lavori di messa in sicurezza e l’allestimento in essi di un interessantissimo antiquarium, la Soprintendenza Speciale di Roma ha ripristinato le visite guidate al pubblico in un suggestivo percorso serale che, complice un clima gradevole e una guida preparatissima, è stato molto apprezzato dai visitatori, con prenotazioni di tutto esaurito.

L’Antiquarium allestito nei sotterranei è costituito da centinaia di reperti sfuggiti nei secoli alla distruzione, ai furti e alla dispersione verso i Musei di tutto il mondo.

Di notte a Caracalla: mosaici pavimentali

mosaici pavimentali

Le statue delle divinità pagane infatti, dopo l’avvento del Cristianesimo con l’Editto di Tessalonica (380) e successivi, vennero distrutte da parte dei Cristiani dapprima, come forma di spregio verso i culti pagani ma anche per evitarne il ripristino dei culti.

L’avversione in particolare avvenne verso il culto del Dio Mitra che aveva preso molto piede nell’Impero Romano, dapprima tra le classi meno abbienti, i soldati, i commercianti, i liberti ma, con il tempo era arrivata a lambire anche le classi elevate e addirittura qualche Imperatore come lo stesso Caracalla o, dopo la morte dell’usurpatore Macrino, il successore (di origine medioorientale, come il resto dei Severi)  Elagabalo (vedi Il Mitraismo a Roma) che per ereditarietà era anche un sacerdote del Sol Invictus (assimilato al Dio Mitra)..

Alle Terme di Caracalla di notte: : S.Stefano Rotondo

S.Stefano Rotondo

Infatti, per questo motivo sulle fondamenta di molti Mitrei di Roma, come il Mitreo di S. Prisca o quello di San Clemente o anche il Mitreo di Santo Stefano Rotondo (Mitreo dei Castra Peregrinorum), furono edificate delle Chiese.

Mitreo S.Prisca

Mitreo S.Prisca

Dove non era stato possibile costruire luoghi di culto cristiani, i Mitrei vennero vandalizzati e in molti casi le statue della tauroctonia e dei dadofori fatte a pezzi e gettate nelle fogne come ad esempio nel Mitreo delle Terme del Mitra ad Ostia Antica.

In seguito alla caduta dell’Impero Romano e l’ingresso nel periodo medioevale, le statue di marmo furono fatte a pezzi per alimentare le calcinare e ricavarne calce per le costruzioni. In seguito, statue e rivestimenti marmorei pregiati vennero usati per la costruzione di palazzi nobiliari e Chiese a Roma principalmente ma anche dispersi per i Musei di tutto il mondo o depredati dalle truppe di invasione.

Alle Terme di Caracalla di notte: pavimento della palestra

Pavimento della Palestra

Nelle Terme di Caracalla c’erano centinaia di statue marmoree ed anche di bronzo che popolavano le nicchie dei vari ambienti ed anche dei giardini che circondavano il complesso, circondato da un recinto porticato (costruito dagli Imperatori Elagabalo e Alessandro Severo.

LEGGI anche:  Via Severiana e Villa della Palombara (o c.d. di Plinio)

Qui furono ritrovate nei secoli, importanti gruppi marmorei, collezionati da Papa Farnese come il Toro, la Flora e l’Ercole, custoditi al Museo Archeologico di Napoli, il bellissimo mosaico con atleti, custodito dagli anni sessanta del secolo scorso nel Museo Lateranense Vaticano, le due vasche di granito di Piazza Farnese.

Toro Farnese

Il corpo centrale delle Terme di Caracalla misurava m. 220 x m. 114 ed oltre se si considera anche la sala circolare del Calidarium.

Gli ingressi (quattro) si trovavano sulla facciata NE e,ai lati due grandi esedre.

Sotto l’esedra di NO si trova il Mitreo delle Terme di Caracalla, il più grande Mitreo ritrovato a Roma e uno dei pochi a carattere pubblico e, l’unico in cui si praticava la tauroctonia come si vede dal ritrovamento di una grande fossa sanguinis.

Ai lati del complesso che comprendeva il frigidarium, il tepidarium, il calidarium e la natatio, si trovavano gli spogliatoi e le due grandi palestre, oltre ad un’area di negozi, biblioteche e portici per riparasi dalla pioggia e sfuggire al caldo estivo.

Nella parte opposta agli ingressi si trovava una grande esedra molto schiacciata con gradinate che nascondevano delle enormi cisterne sovrapposte che alimentavano le piscine.

Le pareti degli ambienti erano interamente coperte da marmi pregiati, da nicchie con statue, da affreschi e mosaici di ambienti marini come abbiamo ritrovato anche ad Ostia Antica, nelle Grandi Terme o, in piccolo nelle Terme della c.d. Villa di Plinio ed i pavimenti erano coperti da mosaici colorati con motivi ad onde (a sagoma di ventaglio).

Alle Terme di Caracalla di notte: mosaici di ambiente marino

Mosaici di ambiente marino

Grazie a cospicui fondi della maison Bulgari, negli scorsi anni sono stati finanziati i restauri del grande pavimento della Palestra Occidentale che erano rimasti sepolti sotto il terreno per oltre 40 anni.

L’ingresso odierno per la visita all’interno delle Terme di Caracalla, si trova nella parte posteriore a SO, entrando in un piccolo ambiente vicino a quello che era un bagno turco, si entra in una delle due grandi palestre e si prosegue verso un grande ambiente centrale rappresentato dalla basilica , in origine coperta da tre volte a crociera sorrette da 8 grandi pilastri e continuando si arriva all’altra grande palestra ammirando gli splendidi mosaici pavimentali restaurati. A N della basilica c’è la grande natatio, di dimensioni quasi olimpioniche, in origine all’aperto, mentre dal lato opposto si passava per il tepidarium per poi proseguire fino al grande calidarium, una grande sala circolare con otto grandi pilastri di cui ne restano solo quattro.

Finita la visita si rifà il percorso all’incontrario per uscire all’aperto dove c’è l’ingresso ai sotterranei.

Dopo due rampe di scale si entra in un grande corridoio, che in antico veniva percorso dai carri di servizio, dove è stato allestito un grande Antiquarium che con un’illuminazione sapiente dell’Acea, valorizza numerosi reperti con alcuni splendidi capitelli di colonne provenienti dalle sale delle Terme, colonne che fronteggiavano i vari pilastri.

Alle Terme di Caracalla di notte: Antiquarium

Antiquarium

Percorrendo uno di questi corridoi larghi e alti circa 6 metri, con in mezzo una grande pedana con l’esposizione di numerosi reperti provenienti dalle soprastanti Terme, possiamo immaginarci il frastuono dei carri trasportanti la legna e le merci dei negozi, le lenzuola pulite e la sabbia per le palestre e l’andirivieni frenetico dalle centinaia di schiavi addetti ai servizi .

Alle Terme di Caracalla di notte: i capitelli del frigidarium

Capitelli dal Frigidarium

Alla fine del corridoio sono esposti due capitelli ritrovati nell’ambiente del Frigidarium e raffiguranti un Ercole a riposo e dall’altra parte delle una figura femminile e delle Ninfe e l’altra che raffigura il Dio Marte e dalla parte opposta un Bacco.

Alle Terme di Caracalla di notte: Ercole a riposo

Ercole a riposo

Alla fine di questo lungo corridoio con la volta a botte, si arriva ad una rotatoria dove, al centro, è stata collocata una enorme mela in bianchissimo marmo di Carrara (La Mela reintegrata) dello scultore Michelangelo Pistoletto, che simboleggia il Terzo Paradiso. La Mela è morsicata da una parte  ma con dei grandi punti di sutura a risaldare l’intera mela.

LEGGI anche:  Mitreo del Circo Massimo

 Il Mitreo delle Terme di Caracalla

La Mela reintegrata

Proseguendo nel sotterraneo e girando a destra si percorre un’altro corridoio e, dopo un cancello di protezione si accede ad un grande Mitreo molto ben conservato, con tracce di pittura sbiadite sulle pareti, preceduto da un grande vestibolo.

Alle Terme di Caracalla di notte: la mela reintegrata

La Mela reintegrata

Al centro del Mitreo delle Terme di Caracalla si trova, protetto da un recinto metallico (per motivi di sicurezza), una grande fossa (fossa sanguinis) in origine coperta da una grata sopra la quale veniva portato il toro, precedentemente custodito in una stalla adiacente, per il sacrificio della tauromachia.

Alle Terme di Caracalla di notte: il Mitreo

Mitreo di Caracalla: l’altare

Dopo il Mitreo, la visita è terminata e si accede all’uscita senza passare nuovamente dai sotterranei.

Lello

 

 

Se avete apprezzato l’articolo Vi chiedo di condividerlo sui social con un like. Grazie

Bibliografia:

F.Coarelli – Guide Archeologiche: Roma – Mondadori 2000

Di seguito il comunicato della Soprintendenza Speciale di Roma:

al 18 agosto al 3 ottobre 2017
ogni martedì e venerdì

Orario: dalle 19.30 (partenza prima visita 19.45) alle 22.30 (partenza ultima visita alle ore 21.00).
Visite in italiano e in inglese della durata di 75′.
Ingresso: viale delle Terme di Caracalla 52.

La Soprintendenza Speciale di Roma avvia un percorso notturno tra i più suggestivi dell’antica Roma. Dal 18 agosto, e fino al 3 ottobre 2017, ogni martedì e venerdì sera, le Terme di Caracalla saranno accessibili di notte con visite guidate.

Gruppi di massimo 25 partecipanti potranno ammirare le monumentali vestigia illuminate nella notte e scendere nei sotterranei, dedalo di gallerie e cuore pulsante dell’intero edificio dove erano installati i servizi che alimentavano le terme in superficie. Compreso nella visita il mitreo di Caracalla, il più grande tra quelli rimasti a Roma e perfettamente conservato, dove si percepisce tutto il mistero del culto di Mitra.

Le visite, della durata di 75 minuti, inizieranno alle 19.30, con l’ultima partenza alle 21.00, avverranno grazie a una spettacolare illuminazione del monumento a cura di Acea. Tuttavia nelle giornate lunghe di agosto e dell’inizio di settembre per i primi turni di visita si potranno ammirare le Terme costruite dagli imperatori Severi nella luce dorata del tramonto.

È proprio dall’area centrale del complesso termale che iniziano le visite, guidate da archeologi e storici dell’arte. Oltre al nucleo principale composto di palestre, spogliatoi, frigidarium, tepidarium, caldarium, natatio c’erano alti recinti, che ospitavano negozi, biblioteche, sale di riunione, porticati per proteggersi dal caldo e dalla pioggia.

I ruderi delle Terme di Caracalla, che si ammirano ancora per la notevole altezza di oltre 37 metri in numerosi punti, restituiscono oggi solo un’idea della grandiosità del complesso termale; ma le dimensioni dell’edificio e la monumentalità degli ambienti, conservati per due piani in alzato e per tre livelli in sotterraneo, ci permettono di immaginarne ancora oggi la fastosità che la luce della notte esalta. La visita  si conclude poi nei sotterranei, dove è allestito un Antiquarium con reperti provenienti dalle terme stesse, passando dalla rotonda dove è collocata la Mela reintegrata di Michelangelo Pistoletto, per concludersi poi al Mitreo, dove è visibile la misteriosa fossa sanguinis.

 

 

Share This: