Basilica sotterranea di Porta Maggiore

La Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Porta Maggiore

Porta Maggiore

conosciuta anche come Basilica Neopitagorica, fu scoperta del tutto casualmente nel 1917  in seguito al cedimento di alcuni binari ferroviari posti sulla massicciata soprastantante.

In seguito al crollo, venne alla luce una grande struttura sotterranea rappresentante una basilica a tre navate più l’abside e un vestibolo quadrato.

Sepolcri repubblicani di Via Statilia

La Basilica sotterranea fu costruita nella prima età imperiale in una zona di proprietà della gens Statilia che si estendeva tra le viae Tiburtina e

Labicana-Praenestina, in cui si trovavano anche i suoi monumenti funerari e quelli della gens Arruntia.

La zona era parte del grande sepolcreto Esquilino come vediamo anche dai vicini Sepolcri Repubblicani di Via Statilia e nella Via Luzzatti (antica Via Labicana) il notevole Ipogeo degli Aureli catacomba semi interrata anch’essa scoperta nel 1919.

Sepolcro degli Arruntii nell’incisione di Tommaso Piroli

A circa 200 metri della Basilica sotterranea, durante i lavori di ristrutturazione di un villino adibito ad albergo sono stati recentemente ritrovati alcuni sepolcri tardo antichi e sempre nella stessa zona , nel corso della sistemazione di Via di Porta Maggiore furono rinvenuti alcuni colombari in opera reticolata e, nel 1875, fu scoperto un grande colombario con circa 700 loculi e centinaia di iscrizioni marmoree che segnavano i nomi ed anche talvolta le professioni dei defunti, tutti riferiti alla Gens Statilia ed i loro servi e liberti. Nelle vicinanze furono trovati anche altri edifici sepolcrali tra cui il sepolcro degli Arruntii.

Agrippina minore

Agrippina minore

Questi sepolcri e la Basilica sotterranea erano inseriti negli Horti Tauriani. I giardini prendevano il nome dal proprietario Tito Statilio Tauro,console dell’Impero Romano nel 37 a.C e un succesivo omonimo membro della famiglia ,  console del 44 d.C., che venne falsamente accusato di magia da Agrippina minore (Imperatrice nipote e moglie di Claudio e madre di Nerone) e costretto a suicidarsi nel 53 d.C., allo scopo di spogliarlo della ricca proprietà.

Parco degli Acquedotti

La zona di Porta Maggiore era conosciuta anche come Ad Spem Veterem a causa di un antichissimo luogo di culto eretto nella zona nel 477 a.C. come ringraziamento per la vittoria romana contro i nemici della città di Veio.

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In questa zona convergevano ben otto degli undici antichi Acquedotti Romani provenienti dal bacino dell’Aniene e dai Castelli romani i cui resti possiamo ancor oggi ammirare nell’odierno Parco degli Acquedotti, nella zona di Cinecittà.

La Basilica

Questa Basilica sotterranea, non documentata nei testi antichi, venne costruita appositamente sottoterra con una particolare tecnica molto semplice ed economica.

Pianta della Basilica

Vennero fatte delle trincee profonde e dei pozzi dove venne fatta colare una miscela di calcestruzzo a formare le pareti e i pilastri, ed in ultimo, usando il terreno a mo’ di centina, venne costruita la volta. In seguito venne asportata la terra e liberata la struttura che venne poi intonacata e abbellita con gli stucchi alle pareti e sulla volta ed i mosaici sul pavimento.

Ovviamente in tal modo le pareti e le colonne mostrano delle evidenti irregolarità come si evidenzia nel disegno della piantina.

L’ingresso (che non corrispondeva a quello odierno) era costituito da una rampa di discesa che correva lungo la parete del lato ad Est e dopo un angolo di 90° si immetteva in un vestibolo di forma quadrata che dava l’accesso alla Basilica vera e propria.

Ingresso moderno alla Basilica

La Basilica sotterranea si trova ad una profondità di m. 7,25 e misura circa m.12 di lunghezza x m.9 di larghezza.

Negli anni cinquanta del secolo scorso, per proteggere il complesso dalle vibrazioni date dall’incessante traffico ferroviario e dalle infiltrazioni d’acqua dal terreno soprastante, venne costruito un cubo esterno di cemento armato che inglobava ed isolava il monumento.

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Risolto il problema statico, rimangono purtroppo i problemi dell’

Ingresso all’atrio con il foro di prospezione fatto all’epoca del ritrovamento

umidità risalente dal pavimento e di un parassita, che stanno via via danneggiando in maniera irreparabile gli stucchi delle decorazioni, per cui al momento, dopo anni di restauri,l’ingresso alle persone è contingentato e non è possibile entrare nelle navate ma bisogna accontentarsi di ammirarle dall’atrio.

Le numerose decorazione alle pareti ed alla volta si riferiscono a scene della mitologia greco-romana.

Dopo il vestibolo a forma quadrata, si accede all’aula basilicale vera e propria dove  sei colonne creano tre navate con quella centrale chiusa in fondo da un abside.

Pavimento dell’atrio

Il pavimento del vestibolo è coperto da un mosaico bianco con due fasce nere che corrono lungo le pareti con agli angoli quattro spighe.

Sulla volta c’è un lucernario con la forma della pianta basilicale che forniva la luce naturale all’ambiente.

Volta dell’atrio con lucernario e illustrazioni laterali

Le illustrazioni sulla volta sono simmetriche ai due lati del lucernario con un tondo centrale raffigurante una baccante con pantera, ai lati delle scene con eroti (putti).

La Basilica sotterranea è ugualmente pavimentata con mosaico a tessere bianche e due strisce nere che sottolineano tutto intorno le basi e i pilastri.

Particolare del mosaico dell’atrio

Sepolcro dei Valeri

Le illustrazioni a stucchi bianchi della Basilica sono molto somiglianti a quelli usati per decorare le pareti e la volta del Sepolcro dei Valeri nel Parco Archeologico delle Tombe di Via Latina.

Le illustrazioni alle pareti delle navate fatte con stucchi bianchi, incominciano dopo una fascia di colore rosso che parte dal pavimento (come si vede anche dalle foto).

Pilastri della navata centrale e navata sinistra

Navata sinistra

Sulle pareti dei pilastri c’erano dei riquadri con scene mitologiche, ormai scomparsi tranne uno che rappresenta Ercole con una delle Esperidi che gli porge i pomi.

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Sulla volta, ripartita in tre settori, ci sono delle scene riquadrate e simmetriche tra loro con al centro la raffigurazione del Ratto di Ganimede e ai lati due riquadri simmetrici con Dioscuro e Leucippide.

Decorazioni parietali

Agli angoli dei tre riquadri principali ci sono dei riquadri minori con altre scene mitologiche tra loro simmetriche.

Nell’abside, davanti al quale ci sono le tracce di un seggio (scomparso) c’è una grande scena di Saffo che si getta in mare accolta da Leucothea e da un tritone, mentre assistono alla scena Apollo e Faonte.

Anche le pareti e le volte delle navate laterali sono riccamente illustrate con figure umane e paesaggi rustici.

La Basilica sotterranea il cui uso rimane incerto: Ninfeo, Basilica ad uso funerario, Basilica Neopitagorica, venne abbandonata dopo pochi anni di vita, gli arredi tolti e venne nuovamente sepolta fino al ritrovamento odierno.

Considerando che le tessere dei mosaici dei pavimenti del vestibolo e della Basilica sono di dimensioni differenti ed l’uso del colore alle pareti dell’atrio si contrappone agli stucchi bianchi della Basilica, è ipotizzabile pensare a due momenti costruttivi diversi nel tempo per questa struttura pur nella continuità di una proprietà riconducibile alla famiglia di Tito Statilio Tauro proprietari dell’area degli Horti Tauriani.

Nella ristretta area fuori dall’ingresso c’è un gazebo con all’interno numerosi cartelli esplicativi con numerose foto dei restauri effettuati ed è anche possibile assistere ad una breve proiezione sulla storia di questo monumento, le varie ipotesi sul suo uso e la spiegazione animata della particolare tecnica di costruzione usata per edificarlo.

Lello

Bibliografia; Filippo Coarelli – Guida Archeologica di Roma – Mondadori 2000

Note: La Basilica sotterranea è visitabile solo in gruppo guidato e con prenotazione obbligatoria.

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