La Casa dei Crescenzi a Roma

La Casa dei Crescenzi

è l’unico esempio a Roma di costruzione medioevale  conservatasi  pressochè intatta fino ai nostri giorni.

Tempio di Portuno

Si trova nel Foro Boario a pochi passi dal Tempio di Portuno e si attestava in corrispondenza del Ponte Emilio o di Santa Maria o Ponte Rotto come è conosciuto attualmente,

Ponte Rotto

Ponte Rotto

Il Ponte Emilio risale alla prima metà del II secolo a.C., costruito probabilmente dai Censori Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore, nel medioevo era conosciuto come Ponte Lepido.

Ponte rotto

Ponte rotto

Seriamente danneggiato dalla piena delle acque varie volte nei secoli, il Ponte Emilio fu semidistrutto (tre arcate delle sei totali) durante l’alluvione del 1598 e non più ricostruito.

Da qui il nome di Ponte Rotto dato ai suoi resti. Alla fine dell ‘800, una passerella metallica collegava il ponte alla riva sinistra ma venne in seguito eliminata insieme alle arcate vicino alla riva in occasione dell’innalzamento degli argini del Tevere.

Questo ponte, che insieme a quelli dell’isola Tiberina (Ponte Fabricio e Cestio), e il ponte di Castel S.Angelo (Ponte Elio) era uno gli unici ponti che collegavano le due rive del Tevere in epoca medioevale, e permetteva il collegamento della riva destra al Foro Boario.

Quest’importanza per il traffico delle merci in questa zona della città densamente popolata consentì alla famiglia Crescenzi di riscuotere per un lungo periodo dei lauti pedaggi per l’ingresso delle merci, così come accadeva anche in alcune porte della cinta muraria delle Mura Aureliane, date in appalto a privati.

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Il Foro Boario, che era sede del più importante mercato di animali di Roma, data anche la facilità di approdo per le basse rive del Tevere in questo punto (per questo motivo soggetto alle frequenti e devastanti alluvioni del Tevere), si trova a poche decine di metri  dalla Casa dei Crescenzi e dal palazzo che ora ospita l’Anagrafe di Roma, e sotto il quale, durante gli scavi per la sua edificazione nel 1936-1937 furono trovati i resti di quello che era stato il primo porto della città: il Porto Tiberino con i magazzini di epoca traianea quando successivamente questo porto era stato sostituito da quello più grande dell’Emporium, con i suoi grandi magazzini ed uffici a Testaccio.

Casa dei Crescenzi

Casa dei Crescenzi

Casa dei Crescenzi. Vista laterale posteriore

La Casa dei Crescenzi è una dei rari esempi di dimora gentilizia costruita in epoca medioevale tra XI e XII secolo.

Nota anche come casa di Cola di Rienzo o di Pilato (per via delle manifestazioni sacre della Passione di Cristo nel medioevo quando un attore che rappresentava Pilato, si affacciava dal balcone della casa) o del Monzone, nome probabilmente derivato dal latino mansio (dimora gentilizia) , fu per lungo tempo adibita a fienile e stalla, cosa che la salvaguardò al pari di altri monumenti o di edifici funerari romani come nel caso del Cenotafio di Annia Regilla , il c.d. Tempio della Salute allo Statuario e altri, da un destino di spoliazione del materiale di pregio riutilizzabile o di distruzione tout court.

Cenotafio di Annia Regilla

La Casa dei Crescenzi, venne fatta costruire nel I secolo d.C. da un certo Nicolaus appartenente ai Crescenzi percome citato in un’epigrafe sulla facciata , “rinnovare l’antico decoro di Roma“.

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Questo Nicolaus venne successivamente talvolta confuso con il tribuno Cola di Rienzo (da qui il nome di Casa di Cola di Rienzo).

La Casa dei Crescenzi fu restaurata durante l’Ottocento, e si salvò fortunatamente dalle demolizioni del periodo fascista in questa zona e dal 1939 è sede del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura.

Questo Centro Studi fondato dall’Arch. Gustavo Giovannoni.  custodisce un importante archivio di disegni, fotografie e documenti ,che sono fondamentali per capire a storia e l’evoluzione dell’architettura e dell’urbanistica del Novecento italiano.

Esterno della Casa

La Casa dei Crescenzi che rappresenta i resti di una torre fortificata è ornata di frammenti archeologici, e di materiale di riutilizzo di antichi monumenti romani .
La costruzione, con un primo piano,  una parte del secondo con un soppalco dal pavimento ligneo, ha all’esterno una superficie in laterizio con molti elementi marmorei di riutilizzo e
cornici
in laterizio a forma di dente di sega con dei pilastrini che sostenevano una piccola loggia sulla facciata al primo piano.
Sulla facciata principale, una grande porta sovrastata da un’architrave ad arco ribassato sostenuta da due mens
ole a testa di leone che riporta la scritta su citata in parte, con l’esortazione a considerare la caducità della propria vita.
Ai lati di questa iscrizione, ci sono alcune lettere che, decifrate, in pratica ribadiscono lo stesso concetto dell’iscrizione principale.

A destra del portone si apre una finestra con un arco ribassato riportante un’altra scritta che probabilmente fa riferimento ad una statua (non più presente) del suo costruttore.

Casa dei Crescenzi: lato sud

Casa dei Crescenzi; lato sud

Il lato sud offre una serie di semicolonne e paraste in mattoncini con dei capitelli in stile corinzio con, nella parte superiore delle mensole in pietra con raffigurazione di vittorie alate. C’era un ballatoio esterno coperto che girava intorno alla costruzione con delle arcate; ballatoio di cui oggi rimane solo la parte interna.

Interno della Casa

Casa dei Crescenzi: Pianterreno

All’interno troviamo un’ampia sala con volte a crociera sorrette da archi con cornici a dente di sega che poggiano su una cornice che corre lungo tutta la stanza.

Scala

 

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Sul lato destro dell’ampio ingresso c’è una scala in muratura, ad elle che porta al piano superiore che è costituito da una grande sala rettangolare con due

Primo piano e scala per il soppalco

absidi nei muri perimetrali e coperta da due crociere e una scala in legno che porta ad un soppalco ligneo.

Altri piani di cui non rimane traccia andavano a costituire una alta torre che spaziava tutto intorno sul territorio.

Casa dei Crescenzi: soppalco

Soppalco

 

La Casa dei Crescenzi al contrario del passato, oggi appare  saldata al al massiccio edificio dell’Anagrafe e non svetta sul territorio circostante con l’originaria funzione torre come al momento della sua costruzione.

Lello

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