La Piramide di Caio Cestio

La Piramide di Caio Cestio

fu a lungo ritenuta la tomba di Romolo e Remo (Mirabilia Urbis Romae, XII sec.) i quali avrebbero fatto costruire la loro tomba con questa particolare forma per evitare che i cani potessero farci i loro bisogni sopra. Anche il poeta Francesco Petrarca riteneva che questa fosse la Tomba di Remo (Meta Remi), contrapposta ad un’altra piramide di uguali dimensioni sita nel Vaticano, dove oggi c’è la Via della Conciliazione, che si supponeva fosse la Tomba di Romolo (Meta Romuli).

La Piramide Cestia e la Porta Ostiense

La Piramide Cestia fu in realtà la tomba di Caio Cestio, pretore, tribuno ed epulone, cioè membro del collegio dei septemviri epulones, deputati all’allestimento dei banchetti sacri, morto probabilmente nel periodo 18-12 a.C., tenuto conto che: nel 18 a.C., Augusto emana una Legge contro l’ostentazione del lusso e che d’altro canto uno dei principali eredi di Caio Cestio, il Console Marco Vipsanio Agrippa, morì nel 12 a.C.,ne consegue che Caio Cestio doveva essere morto in questo intervallo di anni.

Il collegio sacerdotale degli Epuloni, creato nel 196 a.C., aveva l’incarico di di preparare i banchetti sacri per l’Epulum Iovis, un sacrificio in onore di Giove.

Una delle colonne ai lati della Piramide

L’enorme ricchezza derivatagli dall’importate incarico, spinse Caio Cestio ad acquistare dei preziosissimi arazzi intessuti da fili d’oro, detti Attalica, dal Re Attalo I di Pergamo che per primo li aveva posseduti, per portarseli nella sua tomba alla maniera dei Faraoni d’Egitto.

Purtroppo nel frattempo Augusto aveva emanato una Legge che, tra le altre cose, proibiva l’ostentazione della ricchezza cosìcchè  la famiglia di Caio Cestio non potè esaudire il desiderio del defunto, ma con la vendita dei preziosi arazzi, finanziò la costruzione di due enormi statue bronzate poste davanti l’ingresso della tomba, di cui sono rimasti i basamenti.

I resti di queste statue ed il testamento di Caio Cestio si trovano esposti ai Musei Capitolini.

Nel suo testamento, Caio Cestio imponeva la costruzione ed il completamento della tomba nel arco di 330 giorni pena la perdita dell’eredità, come ci ricorda una scritta sulla parete marmorea: opus absolutum ex testamento diebus CCCXXX, arbitratu (L.) Ponti P. f. Cla (udia tribu), Melae heredis et Pothi l(iberti). Inutile dire che la Piramide Cestia fu completata ben prima dei fatidici 330 giorni prescritti.

Come già detto, uno degli eredi di Caio Cestio era quel Marco Vipsanio Agrippa, genero e consigliere di Augusto che edificò il Pantheon e le sue Terme al Campo Marzio

Acquedotto Vergine

Acquedotto Vergine

                                          Terme che costituirono il primo esempio a Roma di bagni pubblci.

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Queste Terme erano alimentate dall’Acquedotto Vergine fatto costruire appositamente dallo stesso Agrippa. 

   Quali furono i motivi per i quali Caio Cestio volle farsi fare una tomba a forma di Piramide?                                                                                               

 

 

Sappiamo intanto che c’erano almeno altre tre Piramidi a Roma oltre alla Piramide Cestia: quella del Vaticano che sorgeva nella zona dell’attuale Via della Conciliazione e altre due a Piazza del Popolo, nel posto dove ora sorgono le due Chiese gemelle di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli costruite nella seconda metà del Seicento per volere del Papa Alessandro VII.

Questa diffusa moda per i miti e le consuetudini egizie si diffuse a Roma principalmente nel corso del I secolo a.C. con l’occupazione dell’Egitto Tolemaico, succeduto al regno di Alessandro Magno.

Nel 30 a.C., con la battaglia di Azio e la sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra, l’Egitto divenne una colonia romana, vitale per l’importazione del grano a Roma.

Si diffusero a Roma le religioni come il culto di Iside e Serapide e la costruzione di numerosi luoghi di culto dedicati a queste divinità come l’Iseo Campense a  Campo Marzio o il Tempio di Iside sulla Via Labicana.

Tempio di Iside

Tempio di Iside

Un altro grande Tempio dedicato a Serapide, altra divinità greco-egiziana, in seguito collegata con Iside, si trovava invece nella zona tra Piazza della Pilotta e Piazza del Quirinale con resti ancora visibili tra Palazzo Colonna e la Pontificia Università Gregoriana e a cui si accedeva con una grandiosa scalinata.

Mura Serviane a Viale Aventino

Mura Serviane a Viale Aventino

La Piramide Cestia fu costruita sulla Via Ostiense appena fuori dalle Mura Serviane (di cui a poca distanza possiamo ancora ammirarne dei consistenti resti), in omaggio alla Legge che proibiva la costruzione di monumenti funebri nel recinto cittadino.

Immagine della Piramide di Caio Cestio nel ‘700 secondo Piranesi

La Piramide Cestia venne circondata da un recinto di blocchi di tufo, ancora visibile e contornata da quattro colonne (ne sono rimaste due), per sottolinearne l’importanza e creare uno spazio di rispetto rispetto alle altre numerose tombe edificate in questo vastissimo sepolcreto.

Infatti anche la Via Ostiense come le altri vie consolari, appena fuori della città erano costellate di sepolture che non erano ammesse all’interno. Oltre alla Piramide Cestia, tutta la zona in uscita dalla città era adibita a sepolcreto come si è visto anche da alcuni scavi casuali fatti alcuni anni fa in occasione della sistemazione dei binari della linea del Tram 3, quando gli operai della ditta che effettuava i lavori scoprirono alcune sepolture con suppellettili vari ed anfore. Le anfore, come noto, venivano riusate anche per la sepoltura di bambini di ceti poveri e la zona, molto vicina al Porto fluviale Emporium, era piena di anfore usate e portate in discarica, nel Monte dei Cocci.

Angelo del dolore al Cimitero Acattolico

Cimitero Acattolico di Roma: Angelo del dolore

La destinazione sepolcrale della zona è ancora oggi assolta dalla costruzione nel 1716 del Cimitero Acattolico di Roma che si affaccia sulla Piramide Cestia con una splendida veduta ravvicinata e dal poco distante Cimitero del Commonwealth a seguire lungo le Mura Aureliane.

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In occasione della costruzione delle Mura Aureliane (270-275 d.C.), che andavano a sostituire le ormai inadeguate Mura Serviane, la Piramide Cestia venne inglobata nel circuito murario come era successo anche per altre imponenti costruzioni che per motivi strategici non potevano essere lasciate fuori a disposizione di eventuali truppe nemiche che da posizioni privilegiate avrebbero potuto vanificare le difese cittadine.

Posterula (ricostruita)

In occasione dell’inserimento nel perimetro delle Mura, la superficie di calpestio della Piramide risultava già interrata di ben 4 metri.

Per motivi a tutti evidenti, con l’inserimento nelle Mura della Piramide Cestia, venne forzatamente ad interrompersi la continuità del camminamento delle ronde di guardia, a cui probabilmente suppliva la Posterula aperta nelle Mura Aureliane a pochi metri dalla Piramide.

Vista della Piramide Cestia dalla Porta Ostiense

Non per questo le Mura Aureliane non assolsero al loro compito nei secoli, almeno fino al 1870. Le invasioni barbariche che pure vi furono, avvennero per tradimenti interni che permisero l’apertura delle porte ai nemici, compresa la vicina Porta Ostiense (Totila nel 546).

Come detto, dopo la Piramide Cestia c’era una Posterula che probabilmente si apriva in direzione dell’antica Via Ostiense, chiusa già all’epoca di Massenzio e definitivamente distrutta alla fine del 1800.

Posterula Ardeatina

Posterula Ardeatina

Le Posterule, come anche la Posterula Ardeatina erano delle anguste porte minori che assolvevano ad una funzione di traffico locale e di servizio per le ronde e data la loro ridotta dimensione, erano facilmente difendibili in caso di attacco nemico.

Il Sepolcro

Figura femminile

Oggi ammiriamo uno splendido monumento di un biancore abbagliante nel panorama circostante dopo un grande lavoro di restauro partito nel 2000, finanziato da un mecenate giapponese: Yuzo Yagi.

L’importante restauro ha ripulito i marmi riportandoli allo splendore originario, estirpato le erbacce cresciute negli interstizi, inserite grappe metalliche di protezione, ripulite le scritte.

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La Piramide Cestia con un’altezza di m. 36.4 ed con i lati di m. 29.6,  fu costruita in calcestruzzo e mattoni e ricoperta da blocchi di marmo di Carrara non levigati.

Piramide Cestia: il corridoio d'ingresso

Corridoio d’ingresso

Dopo la sepoltura di Caio Cestio, essa venne sigillata per evitare l’opera di predatori in caccia di tesori che, comunque non mancarono nei secoli successivi.

La porta che oggi ci consente di entrare nella camera sepolcrale,. fu costruita in occasione di un’indagine di scavo voluta dal Papa Alessandro VII nel 1656.

Piramide Cestia: Camera Sepolcrale

Camera Sepolcrale

Si entra da questa porticina e percorso un basso corridoio di una decina di metri si entra in una camera sepolcrale di m. 5.90 x 4.10 per un’altezza di m.4.80.

Grande buco centrale sulla volta

La camera sepolcrale è totalmente vuota, mancante del sarcofago o della urna cineraria e di ogni suppellettile che accompagnavano la sepoltura.

Candelabro stilizzato

Le pareti e la volta sono dipinte di bianco e si notano delle semplici decorazioni parietali con riquadri in cui sono inserite delle figure femminili, alcune con pezzi di intonaco mancanti, recanti doni, dei vasi, dei candelabri stilizzati e sulla volta a botte quattro vittorie alate agli angoli mentre al centro della volta c’è un grande foro al posto di un riquadro che raffigurava il defunto.

Il grande foro era stato probabilmente fatto da tombaroli che cercavano un’altra possibile camera funeraria da depredare, così come dei buchi di prospezione nel pavimento per lo stesso motivo.

Foro sulla parete di fronte all’ingresso che ospitava l’urna con le ceneri

Sulla parete di fondo un altro grande foro dove si trovava la nicchia con l’urna contenente le ceneri del defunto.

Cunicolo con gradini

 

 

 

 

 

 

 

In fondo alla parete sinistra di chi entra si nota un grande foro da cui si dipartono dei rozzi gradini che portano in alto: un tentativo dei tombaroli di trovare una altro percorso per trafugare le suppellettili preziose.

Graffiti “artistici”

Sulle pareti in alto ci sono graffiti vari lasciati da visitatori in occasione della prospezione seicentesca: si nota anche un disegno che vorrebbe emulare i dipinti della Cappella Sistina e un nome: “Antonio” che sarebbe stato lasciato da un visitatore famoso, quell’Antonio Bosio, archeologo Maltese che scoprì le Catacombe di Domitilla e altre.

Evidentemente c’era un ingresso secondario alla tomba, visto che Antonio Bosio morì nel 1629, molti anni prima della prospezione di Alessandro VII del 1656.

Di fronte alla Piramide Cestia si trova la Stazione Ferroviaria Roma-Lido progettata dall’Architetto Marcello Piacentini e  nell’area adiacente alla vecchia biglietteria estiva si trova all’aperto un interessantissimo Museo allestito dall’Atac dedicato alle linee tranviarie e ferroviarie di Roma.

Lello

Note: La Piramide Cestia è visitabile (solo visite guidate) previa prenotazione, il secondo ed il quarto sabato del mese.

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