Ludus Magnus,la scuola gladiatoria

 Ludus Magnus

fu scoperto casualmente nel 1937 nel corso di scavi per edificare un palazzo tra via Labicana e Via di S.Giovanni in Laterano, dopo aver  abbattuto delle vecchie abitazioni, e dopo che per anni, pur sapendone l’esistenza, non si era riusciti a localizzare la struttura con precisione.

Il Ludus Magnus era la più grande palestra gladiatoria esistente a Roma e l’unica ancora, seppur parzialmente, visitabile.

Forma Urbis in una incisione del Piranesi

Se ne conosceva l’esistenza in quanto riportata nella Forma Urbis Severiana, ma mai localizzata con esattezza pur conoscendone la vicinanza al Colosseo, nella zona esistevano infatti molte costruzioni seicentesche che impedivano qualsiasi possibile indagine del sottosuolo.

La Forma Urbis Romae era una gigantesca (m. 13 di larghezza x m. 18 di altezza) mappa di Roma antica incisa su lastre di marmo, realizzata tra il 203 e il 211 d.C. e disposta a mo’ di rivestimento di una parete nella parte meridionale del Tempio della Pace ai Fori Imperiali.

Una piccola parte di questi marmi si è conservata fino ai nostri giorni, di altre, ne esistono dei disegni, la gran parte purtroppo è andata perduta.

Sono ancora visibili su una facciata della Basilica dei SS. Cosma e Damiano, al Foro Romano, costruita riadattando un paio di locali del Foro della Pace, i fori delle grappe che sostenevano le lastre di marmo della Forma Urbis Romae.

Tempio di Iside

Tempio di Iside

Da alcuni archeologi, prima di questa scoperta del 1937, si ipotizzò che i resti del Tempio di Iside, situati poco distanti da qui, fossero invece quelli del Ludus Magnus.

Il rinvenimento negli scavi della parte settentrionale dell’arena dei combattimenti con la cavea con gli spalti per gli spettatori, fugò ogni possibile dubbio in proposito.

Le gradinate potevano contenere circa 3.000 spettatori, segno che l’attività dei gladiatori, i loro allenamenti quotidiani, erano spettacoli molto seguiti dai Romani, molti dei quali, come oggi, amavano assistere agli allenamenti dei loro beniamini.

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Il Ludus Magnus era la più grande di quattro palestre gladiatorie tra loro molto vicine che rifornivano di combattenti il vicino Colosseo e la loro attività continuò fino al VI Sec., con la cessazione di ogni spettacolo gladiatorio.

Le altre tre palestre erano: il Ludus Matutinus dove si allenavano i gladiatori (bestiarii) a combattere con le bestie feroci (venationes), combattimenti che si svolgevano al mattino, e vicino doveva ovviamente esserci un vivarium, un serraglio dove contenere i numerosi animali da combattimento come ad esempio esisteva a S.Croce in Gerusalemme per i combattimenti nell’Anfiteatro Castrense.

Un grande vivarium di transito per le numerose bestie che venivano trasferite dai territori del nord Africa al Porto di Traiano per poi essere trasferite a Roma, è stato ritrovato nella zona di Via del Lido di Castelporziano (sono state rinvenute anche ossa di elefanti), a qualche centinaio di metri dalla antica Via Severiana e dalla c.d. Villa di Plinio (Villa della Palombara).

Terme di Traiano: biblioteca

Terme di Traiano: biblioteca

Il Ludus Matutinus si trovava tra la valle del Colosseo e le pendici del Celio come indicato nel Cataloghi Regionari.

C’erano inoltre il Ludus Dacicus che si trovava vicino le Terme di Traiano ed il Ludus Gallicus, con i gladiatori provenienti da quelle provincie assoggettate, di cui si ignora la localizzazione.

Il Ludus Magnus e gli altri tre, furono costruiti dall’Imperatore Domiziano (81-96 d.C.) in funzione degli spettacoli da tenersi nell’Anfiteatro Flavio (Colosseo), a sua volta costruito tra il 72 e l’ 80 d.C..

Nella zona si trovavano anche altre strutture di servizio come lo Spoliarium, dove venivano trasportate i corpi dei gladiatori morti o moribondi per spogliarli prima della sepoltura, i Castra Misenatium, per l’alloggiamento dei marinai della flotta del porto di Miseno, necessari fin quando era stato possibile, prima della costruzione dei sotterranei, allagare l’arena del Colosseo, per rappresentare delle battaglie navali.

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C’era poi il Saniarium che era l’ospedale per i gladiatori feriti, l’Armamentarium (deposito delle armi dei gladiatori) e il Summum Choragium che era un deposito delle attrezzature sceniche e gli allestimenti per i combattimenti, che è stato riconosciuto nei resti di un edificio in laterizio, rinvenuto al momento della costruzione della vicina Esattoria Comunale di via dei Normanni.

Insieme ai resti di alcuni ambienti di epoca repubblicana, furono ritrovati anche dei mosaici, ora custoditi nella sede dell’Esattoria.

Il Ludus Magnus fu costruito sulle rovine dell’incendio neroniano di una casa di età repubblicana ed un insula di epoca augustea.

Ludus Magnus: Pavimento marmoreo

Resti del pavimento marmoreo

Sono visibili i frammenti di un pavimento marmoreo di queste costruzioni ritrovato durante gli scavi.

Sotto l’Imperatore Traiano fu fatto un importante restauro del Ludus Magnus, innalzando il livello di m. 1,40 e rifacendo la struttura in elevato che, mal progettata fin dall’inizio, soffriva di problemi statici. La struttura attualmente visibile è proprio quella frutto dei restauri di Traiano.

Nei secoli successivi si dovette nuovamente intervenire sulla cavea aggiungendo dei muri di sostegno radiali per rafforzarne la struttura.

Dopo la scoperta del complesso nel 1937, si fermarono i lavori di costruzione del nuovo edificio ma si aspettò circa 20 anni ancora per intervenire con nuovi scavi ed un restauro conservativo delle strutture e per permettere la costruzione della nuova Esattoria Comunale di Via dei Normanni.

Descrizione del Ludus Magnus

La parte di scavi venuti alla luce formano la parte settentrionale del Ludus Magnus, mentre la parte meridionale si trova sotto la via di S. Giovanni in Laterano e sotto l’isolato che va da lì alla via dei SS. Quattro Coronati.

Ludus Magnus, la scuola gladiatoria

Ludus Magnus, a sx la fontana triangolare e a dx la parte settentrionale dell’arena con la cavea

Il Ludus Magnus era costituito da un rettangolo con un edificio a due piani (probabilmente a tre) con al centro un grande cortile circondato da un porticato.

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Intorno al cortile si trovavano delle celle in muratura a pianta rettangolare che erano adibite ad alloggio per i gladiatori.

Ludus Magnus, la scuola gladiatoria: alcune celle dei gladiatori

Ludus Magnus: alcune celle dei gladiatori

Queste celle avevano solo l’apertura frontale e non comunicavano con il corridoio posteriore. Ci sono dei fori sul muro che, tenendo presente che il piano di calpestio originario si trovava ad m. 1,40 al di sotto del piano odierno, possono essere i fori dei travi in legno che sostenevano il pavimento del piano superiore.

Ludus Magnus, la scuola gladiatoria: la Cavea

Ludus Magnus: la Cavea e in secondo piano alcune celle dei gladiatori

Ne sono state ritrovate 14 relative al lato settentrionale ed alcune altre dei settori orientali ed occidentali della struttura.

C’erano delle scale esterne che portavano ai piani superiori, ma stranamente non sono stati trovati segni di letti che forse sta ad indicare che i gladiatori dormivano su giacigli a terra.

Ludus Magnus, la scuola gladiatoria: scale per i piani superiori

Ludus Magnus: scala per i piani superiori

Al centro del cortile c’era un’arena costruita a somiglianza di quella del Colosseo anche se di dimensioni inferiori che serviva agli allenamenti dei gladiatori.

Un ampio corridoio sotterraneo partiva dal Ludus Magnus per arrivare al centro dell’arena del Colosseo.

Ludus Magnus, la scuola gladiatoria: la fontana

Ludus Magnus: la fontana e la Cavea in secondo piano

Ai quattro lati del rettangolo si trovavano quattro fontane triangolari, una delle quali, quella della parte nord ovest è stata ricostruita sui resti di quella originale.

All’ingresso di Via Labicana (ora mediante una scala di ferro moderna), si scendeva al Ludus Magnus con una grande scala monumentale (riservata alle Autorità) che portava ad una tribuna d’onore sulla cavea.

Lello

Note: Il complesso è completamente visibile dalle strade circostanti, salvo alcuni particolari come il frammento di pavimento della casa repubblicana che si trova al di sotto del palazzo della Banca.

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Bibliografia:

F.Coarelli – Guide Archeologiche: Roma – Mondadori 2000

 

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