Il Mitraismo a Roma

Mitreo S.Prisca

Il Mitraismo a Roma

La diffusione, massima nel II e III secolo, del culto del Dio Mitra nella città di Roma portò alla costruzione o alla trasformazione di ambienti, rigorosamente sotterranei, in luoghi adibiti al culto.

Sono stati ritrovati molti Mitrei nel corso degli scavi che interessarono Roma alla fine dell”800, in occasione dell’espansione edilizia seguita alla proclamazione della città Capitale del Regno e successivamente nel periodo del ventennio fascista.

Sorprendentemente il numero dei Mitrei scoperti a Roma è segnatamente inferiore a quelli che ci saremmo aspettati di trovare in rapporto alla popolazione dell’epoca, ma quelli visibili e visitabili sono pochissimi, purtroppo.

Il risultato stride ancora di più se lo paragoniamo all’alto numero di Mitrei scoperti finora ad Ostia Antica (dove la superficie finora scavata è pari a circa 2/3 rispetto all’area totale)  che vantava una superficie ed una popolazione di molto inferiore.

I motivi possono essere molteplici, non ultimo il fatto che Ostia vantava una popolazione massimamente composta da militari, commercianti, marinai, lavoratori portuali, funzionari, che rappresentavano uno spaccato ideale del tipico seguace del culto del Dio Mitra, oltre alle dimensioni limitate dei luoghi di culto che potevano accogliere solo pochi adepti per volta.

Si tenga presente a questo proposito, che molti Mitrei furono distrutti dai Cristiani anche qualche anno prima del 380 d.C. (Editto di Tessalonica), come viene riportato nella Epistola di S.Girolamo a Leta.

I Mitrei di Roma, sono mediamente più grandi, salvo eccezioni, di quelli che troviamo ad Ostia, e sono , fortunatamente, in abbastanza buone condizioni.

Segue un elenco di Mitrei conosciuti ad oggi scoperti nella città di Roma, compresi alcuni che, scoperti in seguito a scavi effettuati alla fine dell’800, furono reinterrati o distrutti per consentire l’edificazione di nuovi palazzi.

Mitrei di Roma

Mitreo S.Prisca

Mitreo S.Prisca

Il Mitreo di Santa Prisca , scoperto durante gli scavi condotti nel 1934 e anni seguenti, sotto le fondamenta della Chiesa di Santa Prisca, eretta sui resti di una Domus romana di fine  I° Sec., forse appartenuta a Traiano, molto più probabilmente al suo amico il Console Lucio Licinio Sura (raffigurato anche sulla colonna Traiana mentre discute con l’imperatore). E’ visitabile su prenotazione il 2° e 4° sabato del mese;

Il Mitreo del Circo Massimo, risale al IV° sec., adattato su strutture del I° Sec., nell’area sacra di Ercole, si trova nelle immediate vicinanze del Circo Massimo, sotto i locali dell’ ex pastificio Pantanella. 

Mitreo del Circo Massimo: rilievo della tauroctonia

Mitreo del Circo Massimo

Visitabile su prenotazione il 2° e 4° sabato del mese; http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/mitreo-dell-ara-massima-di-ercole-mitreo-del-IL circo-massimo.html

Il Mitreo delle Terme di Caracalla, scoperto nel 1938, il Mitreo più grande presente a Roma e probabilmente l’unico che vide effettivamente in opera i sacrifici rituali dei tori, visto il vicino recinto per gli animali e una grande fossa sanguinis. Chiuso al pubblico per molti anni a causa di restauri degli ambienti sotterranei, solo dalla fine di agosto 2017 è nuovamente aperto alle visite guidate di gruppo ; http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/sotterranei-e-mitreo-delle-terme-di-caracalla.html

Il Mitreo dei Castra Peregrinorum o di S.Stefano Rotondo, scoperto da relativamente pochi anni (negli anni cinquanta del secolo scorso), si trova sotto la Chiesa di S.Stefano Rotondo, vicino ai Castra Peregrinorum, le caserme degli eserciti provinciali ai quali era forse collegato tramite un corridoio. Ha le pareti decorate. Da questo Mitreo provengono delle statue in stucco (una testa di Mitra dorata) e di marmo (due statue di Mitra petrogeno).

Tauroctonia

E’ un Mitreo di quasi 10 x 10 m. , abbandonato in antichità, probabilmente sul finire del IV secolo forse a causa dei Decreti Teodosiani. Il soffitto era crollato e l’ambiente riempito di terra. Sul fondo dell’aula mitraica  si trova un altare e un’edicola con un rilievo a stucco dorato raffigurante la tauroctonia e, ai lati, sono affrescati la Luna (un volto di donna dentro la falce lunare) ed il Sole.

Al momento (2017) il Mitreo è chiuso al pubblico per restauri. http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/mitreo-di-santo-stefano-rotondo.html

Il Mitreo Barberini, risale al II-III° secolo, si trova nei sotterranei del Palazzo Barberini, sul colle Quirinale ed è uno dei pochissimi Mitrei con la tauroctonia affrescata sul muro della grotta, invece che scolpita in marmo.

Mitreo Barberini

Mitreo Barberini

Visita su prenotazione il 2° e 4° sabato del mese; http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/mitreo-barberini

Il Mitreo di S.Clemente, portato alla luce nel 1868, si trova sotto la Basilica di San Clemente , nella valle tra i colli Celio ed Esquilino e risale al II-III° secolo. E’ sempre aperto e visitabile; www.basilicasanclemente.com

Il Mitreo di Via Giovanni Lanza, scoperto nel 1883, si trova nella parte più profonda di una domus scavata in corrispondenza del numero civico 130, dove, attualmente, sul marciapiedi, si trova un tombino per  potervi accedere.

Mitraismo a Roma: Mitreo di via G.Lanza, ingresso attuale

Ingresso attuale al Mitreo di Via G. Lanza

Il Mitreo si trova alle spalle della Chiesa di S.Martino ai Monti a poca distanza da Piazza Vittorio Emanuele II . E’ un Mitreo piccolissimo per uso personale del proprietario della domus e dei suoi familiari. Si accede a un piccolo larario (un sacrario per il culto domestico) e attraverso un piccolo arco si scendono due rampe di scale con un pianerottolo intermedio. All’ingresso del Mitreo, troviamo le due nicchie contrapposte dei dadofori, poi uno spazio con un capitello ionico capovolto con funzione di altare , e, al di sopra due mensole sul muro dove era appoggiata la tauroctonia. Sia il rilievo con la tauroctonia che i dadofori , sono di dimensioni minuscole, adatte alla piccola superficie. Il Mitreo non è visitabile al momento; su un bel libro di C.Pavia,”Guida dei Mitrei di Roma Antica”, vi si trovano molte splendide fotografie a colori di Il questo Mitreo (insieme a quelle di molti altri).

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Mitreo della Crypta Balbi, si trova nei sotterranei di un grande isolato, posto tra Largo Argentina e Piazza Venezia, dove anticamente si trovava un portico (Crypta Balbi) e una grande esedra prospicienti ad un grande teatro (il terzo per dimensioni a Roma dopo il Teatro di Pompeo e il Teatro di Marcello) fatto edificare da Lucio Cornelio Balbo minore, Console romano, appartenente alla Gens Cornelia , nel 13 a.C.. A differenza del resto del Museo, aperto tutti i giorni per le visite, il Mitreo ed i sotterranei, sono invece visitabili solo nei fine settimana con visite guidate da prenotare;

 http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-crypta-balbi

Il Mitreo di S.Lorenzo in Damaso (o del Palazzo Apostolico), Chiesa incorporata nel Palazzo Apostolico, a Piazza della Cancelleria 1,  scoperto negli anni ’40 dello scorso secolo. Sono stati trovati un’ ara rotonda, la statua del Mitra petrogeno (nato dalla roccia), e frammenti di un rilievo della tauroctonia con la dedica del pater Proficentius. Non è al momento visitabile; info : 060608

Casino De Rossi: altare con figure dipinte

Mitreo De Rossi: Figure dipinte sotto l’altare con una semivolta che raffigura il cielo stellato

Mitreo del Casino De Rossi. Uno scavo archeologico condotto sulle pendici del Gianicolo a partire dal 2001 sotto il Casino De Rossi alla Lungara, attuale sede del Collegio Tiberino, ha consentito di portare alla luce una domus romana con un ambiente mitraico risalente alla fine del II secolo d.C., con una rappresentazione pittorica del Mitra e dei dadofori.

Mitrei non più esistenti ma documentati

Poi c’è una serie di Mitrei trovati in passato a Roma , alcuni distrutti dopo il ritrovamento ma di cui fortunatamente esistono le documentazioni di scavo e i reperti trovati sono conservati presso alcuni Musei:

Il Mitreo della Domus dei Nummi Albini, nella zona di Via XX Settembre/Via Firenze, scoperto nel 1885 da Alessandro Capannari, nei pressi del Ministero della Difesa. Già in epoca più antica, nel 1629, durante gli scavi per la costruzione della Chiesa di S.Caio, era venuto alla luce un grande piedistallo di marmo che doveva sostenere la statua del Console M.Nummio Albino, proprietario dell’area . La Domus, molto grande, si estendeva nell’area che comprende l’odierna piazza di S.Bernardo, la Chiesa di S. Caio e per oltre metà dell’area su cui venne poi edificato il Palazzo del Ministero della Difesa (allora : della Guerra), obliterando tutti i ritrovamenti archeologici, compresi il Mitreo , che andarono purtroppo distrutti. Il Mitreo in particolare si trovava sotto la sede stradale di Via Firenze. Dalla relazione degli scavi sappiamo che il Mitreo e l’area circostante circondata su tre lati da un criptoportico, aveva una volta a botte molto bassa (m. 2,50) e aveva le pareti con una scena  affrescata della tauroctonia e in un momento successivo, forse per il degradamento degli affreschi, era stata ricoperta e successivamente fatta a stucco. Il pavimento, in una prima fase fatto in cocciopesto, successivamente era stato ricoperto da un mosaico in bianco e nero.

Mitreo di Via Passalacqua, risalente al IV° secolo, fu scoperto nel 1928 all’angolo tra via G.Passalacqua e Via Statilia, presso Porta Maggiore. Il Mitreo , fu scoperto durante gli sterri per la costruzione di un villino ma, purtroppo risultava semidistrutto e violato già in tempi antichi. Durante gli scavi furono messi in luce vari ambienti, mura di fondazioni e parte di una strada romana in basolato, larga 5 metri.

Il Mitraismo a Roma: Sotto questa palazzina c'era il Mitreo di Via Passalacqua

Sotto questa palazzina c’era il Mitreo

Il Mitreo aveva una pianta rettangolare di m. 5,95 x 3,75 e un’altezza di m. 2,60.

Aveva una volta a botte quasi interamente franata all’atto del ritrovamento, con l’abside nel muro rivolto verso S.O. e con un affresco del Cautopates con mantello e berretto frigio di colore rosso in campo celeste. La statua del Cautes si intravvedeva  a malapena visto lo stato degradato degli affreschi.

Sul lato lungo una banchina lunga m.2,50 e larga m.1,15, non fu ritrovato l’altare. Alle pareti numerose nicchie per le lucerne (tipo quelle del Mitreo di Via Giovanni Lanza, dove alcune furono ritrovate  con ancora la lucerna al suo posto). Vicino all’ingresso c’era un altro ambiente più piccolo con apertura ad arco e un un corridoio tutto pieno di terra franata (causa la distruzione del Mitreo), dove probabilmente si trovava la scala d’ingresso.

Il Mitreo risulta (come abbiamo visto in altri Mitrei) un riadattamento del IV° secolo di locali costruiti in epoca anteriore.

Nella camera piccola furono trovati molti reperti, piccole statue, frammenti, sigilli di bronzo, lucerne fittili, alcune di color rosso, parte di capitello in marmo, colonnette in marmo, molte anfore (alcune integre), frammenti di sarcofagi e un importante vaso fittile invetriato.Una lucerna con Giove Serapide, un frammento di lucerna con sigillo Costantiniano e una moneta dello stesso periodo che hanno consentito la datazione del Mitreo al IV° Sec.

Cratere di Via Passalacqua

Il cratere di ceramica invetriata di cui sopra, è a due anse (ne è rimasta una sola) con scene di quattro  fatiche di Ercole e con un serpente sull’ansa (simbolo comune anche su altri crateri simili, che simboleggiava il genius protettore della sorgente da cui proveniva l’acqua usata per i rituali), che ora si trova nel museo della Crypta Balbi. Un cratere del tutto simile è stato trovato nel Tempio Siriaco del Gianicolo.

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In generale, vasi di questo tipo o frammenti, sono stati ritrovati in molti Mitrei.

La raffigurazione di un cratere simile la troviamo anche nel mosaico del Mitreo di Felicissimus ad Ostia.

Parte di questo materiale si trova nel Museo Nazionale Romano, la gran parte elencata sulla relazione degli scavi invece, è irreperibile.

Una parte del materiale ritrovato durante lo sterro, fu parcheggiata provvisoriamente in un locale di proprietà della società proprietaria del terreno ma, ad oggi, non è dato più sapere dove si trovi, magari nell’antiquarium comunale.

Purtroppo il Mitreo è stato sepolto sotto le fondamenta della nuova palazzina e pertanto non è visitabile.

Tauroctonia

Mitreo di Piazza Dante: la Tauroctonia

Il Mitreo di Piazza Dante, venne scoperto (e distrutto) nel 1874. Furono trovate due bassorilievi con la tauroctonia, uno di grandi dimensioni (con evidenti tracce di policromia) con la dedica (a Mitra) di un pater chiamato Primus , un’altra tauroctonia più piccola, e due piccoli rilievi in marmo (27cm.) con la raffigurazione del Mitra che nasce dalla roccia e un Sole nascente con la corona a sette raggi. Il Mitreo si trovava sul limite occidentale dei giardini della Villa Palombara, in quella che anticamente era la zona occupata dagli Horti Lamiani, vicino alla Villa di Caligola.

Venere Esquilina

Era un tempio molto grande di circa m. 20 x 6, con un pavimento di mosaico bianco e mura in laterizio. Durante questi scavi, furono rinvenuti anche un vaso simile a quello del Mitreo di Via Passalacqua (a poca distanza da Piazza Dante), frammenti di ceramica rossa, una bellissima statua di Venere (detta Esquilina), del I° sec. a.C. , un ritratto di Commodo in veste di Ercole, e un rilievo con la tauroctonia che ora si trovano ai Il Musei Capitolini.

Imperatore Costantino

Il Mitreo di Piazza San Silvestro, scoperto nel XV° Sec. e non più esistente. Era un tempio di tipo rotondo dedicato al Sol Invictus. Penso si tratti del Mitreo costruito a proprie spese dal nobile romano Tamesio Augenzio Olimpio nel IV° sec.. Fu distrutto quando gettarono le fondamenta per la costruzione di una Chiesa (prima) ed in seguito, le fondamenta dell’imponente Palazzo Marignoli, tra via del Corso e Piazza S.Silvestro. Sulle fondamenta della prima Chiesa, venne poi eretta l’odierna S.Silvestro in capite.

Il Mitreo dei Castra Praetoria, non sono stati ancora trovati resti archeologici ma ci sono delle epigrafi. F.Coarelli parla di “rilievi e statua di dadoforo scoperti in prossimità o all’interno dei Castra Praetoria, in un punto non precisato”. Questi oggetti sono in parte scomparsi, rimane solo parte di una tauroctonia su un rilievo con figure da ambo i lati. Probabilmente questo Mitreo fu distrutto con tutta la caserma, dopo la vittoria di Costantino contro Massenzio nella Battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C.

Il Mitreo del Foro di Nerva, non più esistente, ma è stato trovato un bassorilievo dedicato al Sol invictus;

Il Mitreo dell’Ospedale S.Giovanni, un piccolo Mitreo della seconda metà del III° Sec.. E’ stata trovata una lucerna con il monogramma di Costantino. Nella zona c’erano le caserme dei Castra Peregrina con le truppe delle Province dell’Impero e i Castra Nova Equitum Singularium, costruiti nella zona del Laterano, sotto l’attuale Basilica di S.Giovanni. Nella stessa zona altre caserme  sono state ritrovate  recentemente durante gli scavi per la Metro C, per la costruzione della futura stazione Amba Aradam;

Il Phrygianum sul colle Vaticano, non più esistente. Ricordato su i Cataloghi Regionari della XIV Regio, era posto nelle immediate vicinanze del Circo Vaticano costruito da Caligola. Forse non era neanche un Mitreo ma un ampio tempio dedicato al culto della Magna Mater e Attis, culto sempre di origine orientale che aveva molte affinità  con il culto di Mitra (tra cui la tauroctonia), vedi a proposito il campo della Magna Mater a Ostia con vicino il Mitreo degli Animali;

Il Mitreo delle Terme di Tito, si trovava a poca distanza dal Colosseo, non più esistente. Descritto da Lanciani con molte pitture e la tauroctonia affrescata ritratta su un acquerello dell’800 che mostra il Dio Mitra con in testa una corona con i raggi solari invece del berretto frigio;

Piranesi: Veduta delle Terme di Tito

Piranesi: Veduta delle Terme di Tito

Il Mitreo della Villa di Massenzio , sull’Appia Antica. Non c’è sicurezza che fosse  un Mitreo, anche se è molto probabile. Durante gli scavi fu trovato un cratere con immagini di Ercole e Dioniso presso un ninfeo poi trasformato con l’aggiunta dei banconi laterali;

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Nelle vicinanze di Roma possiamo anche aggiungere:

Il Mitreo di Marino che si trova a pochi Km da Roma. Questo Mitreo fu scoperto casualmente negli anni ’60 del secolo scorso. Ha la tauroctonia affrescata ma al momento (2017) non è visitabile.

Il Mitreo di Sutri (VT), un Mitreo in seguito trasformato in una chiesa cristiana.

Testimonianze del Mitraismo a Roma sono state trovate anche in altri zone della città, come ad esempio un  marmo con la dedica al Sol Invictus nel quartiere della Suburra, o un’iscrizione con dedica a Mitra nei pressi di S.Maria in Aracoeli al Campidoglio. In questo luogo nel 1873, in occasione della sistemazione di Via delle Tre Pile, la salita che porta al Campidoglio, nel demolire una casa, fu trovata in fondo al giardino una scala che portava ad un piccolo sotterraneo. Il primo gradino di marmo, una volta smurato, rivelò, nella parte nascosta, un rilievo di tauroctonia in ottime condizioni. La scala era appoggiata alla roccia capitolina dove si apriva una piccola grotta riempita di terra. Probabilmente era un Mitreo naturale, cioè ricavato da una vera grotta come il Mitreo di Duino.

Ci sono anche altre testimonianze della diffusione del culto del Mitra in città come dimostrano anche la piccola tauroctonia esposta nei giardini della Villa Wolkonsky all’Esquilino, attuale sede dell’Ambasciata Inglese ed anche un rilievo mitraico che faceva parte dei reperti conservati nella vicina Villa Altieri, e ritrovato durante gli scavi condotti da parte degli Altieri nei loro possedimenti nella zona del Celio e ora in una collezione privata.

La tauroctonia di Villa Wolkonsky

Per quanto riguarda il reperto di Villa Wolkonsky, non è dato sapere dove esso sia stato ritrovato, se in loco o altrove, ma è appena il caso di ricordare che, a brevissima distanza sia della Villa Wolkonsky che della Villa Altieri, si trovava la grande caserma degli Equitum Singularium che  disponeva di spazi dedicati al Culto del Dio Mitra.

Infatti un santuario dedicato a Giove Dolicheno, una divinità asiatica, raffigurata anche come Mazda, nella religione di Zoroastro, con molti punti in comune con il Mitraismo a Roma, si trovava all’interno dei su ricordati Castra Priora Equitum Singularium, localizzati nell’area tra Via Tasso e la Scala Santa (poi seguiti dai Castra Nova sotto l’attuale Basilica di S. Giovanni, fatti costruire probabilmente da Traiano. All’interno di questa caserma esisteva anche un Mitreo come detto sopra da cui potrebbero provenire le due sculture citate.

Un santuario più importante sempre dedicato a Giove Dolicheno, citato anche nei Cataloghi Regionari, costruito nel II° Sec., fu rinvenuto sul Colle Aventino nei pressi delle chiese di S.Alessio e di S.Sabina nel 1935 nel corso dell’apertura della via di S.Domenico.

in occasione degli scavi furono trovati i resti di un altare, una dedica a Giove Dolicheno, statue e rilievi dedicate a culti orientali tra cui Mitra, Sol e Luna, Iside e Serapide, ecc., tutti conservati nei Musei Capitolini.

Nella zona di Viale della Porta Ardeatina si  sono trovate le tracce di un’antichissima strada che partiva dalla Via Appia Antica, all’altezza del Quo Vadis e passando sotto la Posterula Ardeatina  probabilmente si dirigeva, attraverso la Porta Naevia delle Mura Serviane, verso questa zona dove c’era anche il Tempio di Diana.

Tracce del culto di Mitra le ritroviamo su un arcosolio posto nell’Ipogeo di Vibia, sull’Appia Antica.

Si tratta di una catacomba con degli Ipogei privati costruiti in epoche differenti, appartenenti a otto famiglie con i loro defunti ed i loro culti, cristiani e pagani.

Nei pressi dell’arcosolio di Vibia, ci sono due arcosoli con immagini che riferiscono al Culto di Mitra ed un’iscrizione dedicata ad un certo M.Aurelio sacerdos del Solis invicti Mithrae.

Altri ritrovamenti di epigrafi e statue legate al Mitraismo a Roma avvennero in molte zone della città interessate agli scavi successivi al 1870.

Tauroctonia di Tor Cervara

Nel 1964 in occasione di una campagna di bonifica dalle bombe inesplose della II Guerra Mondiale nella zona di Tor Cervara (periferia di Roma) venne rinvenuta una grande tauroctonia in marmo lunense, fatta risalire al II o inizio III secolo d.C.,  rotta in 59 pezzi (forse proprio per l’esplosione di una bomba) che, dopo varie peripezie (con dispersione di alcuni importanti pezzi nel mercato antiquario clandestino o addirittura all’estero), è stata fortunatamente ricomposta con grande perizia ed esposta al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano.

Lello

Bibliografia:

F.Coarelli – Guide Archeologiche: Roma – Mondadori 2000

Carlo Pavolini – Ostia – Laterza 2006

G.Calza – Ostia – IPS

Carlo Pavia – Guida dei Mitrei di Roma Antica – Gangemi 1999

G.M.Bellelli – G.Messineo – Uno sconosciuto mitreo e i crateri invetriati romani – L’Erma 1994

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