Il Mitraismo a Roma

 

Mitreo S.Prisca

Il Mitraismo a Roma

Il Mitraismo o culto di Mitra fu una religione antica di origine indo-iranica probabilmente derivata dalla religione fondata da Zoroastro nella prima metà del I° millennio a.C. in Persia e importata successivamente in Asia minore e poi nel mondo greco-romano.

Per convivere con i riti romani. il culto di Mitra dovette spogliarsi dei caratteri barbarici originari per operare un sincretismo con le religioni praticate a Roma.

Il Mitraismo a Roma ebbe un carattere privato e i Mitrei, con qualche eccezione ( Mitreo delle Terme di Caracalla), li troviamo nei sotterranei delle domus, o nei retrobottega di qualche horrea (Ostia) .

Il Mitraismo del mondo greco romano fu una reinterpretazione della religione iranica.

I nomi delle divinità orientali si trasformarono nei corrispondenti nomi greco latini, così l’Ahura Mazda diventò Zeus/Giove mentre il dio del Male Ahriman fu identificato con Plutone, e così via per tutte le altre divinità.

Il Mitraismo si cominciò a diffondere nel mondo ellenico e successivamente in quello romano durante il primo secolo a.C., al seguito dei pirati della Cilicia Trachea (odierna Turchia meridionale) sottomessi da Gneo Pompeo Magno nel 67 a.C. nelle cosiddette guerre piratiche, per poi raggiungere la massima diffusione a Roma durante il III° Sec. d.C.

A differenza dello Zoroastrismo, il Mitraismo ebbe un carattere misterico con l’obbligo assoluto per gli adepti a tenere il segreto sulla natura dei riti di iniziazione che si svolgevano nei Mitrei.

Il nome MitraMithra o Meithras , appare anche in altre religioni come l’Induismo o anche lo Zoroastrismo, anche se i caratteri del Mitraismo praticato nel mondo ellenico e a Roma sono alquanto differenti dal culto orientale.

Il Mitra persiano era un Dio tra altri Dei mentre quello romano, è il Dio supremo che, insieme al Sole (con cui si identifica), è attorniato dai pianeti, anch’essi divinità.

Il rituale dei sette gradi dell’iniziazione al Mitraismo romano, non trova riscontro nella religione persiana, mentre l’uccisione del toro (tauroctonia) è invece una pratica in comune con la tradizione persiana: il suo sangue fertilizza la terra mentre le forze del male (lo scorpione che morde i testicoli ed il serpente che ne lecca il sangue) cercano di impedire che il sangue raggiunga la terra. La coda del toro solitamente termina in una spiga di grano.

Il Mitraismo predicava le doti della fratellanza, dell’onestà, del rispetto dei patti e aiutava i credenti a raggiungere la salvezza dell’anima seguendo un percorso di iniziazione che portava il fedele ad ambire al grado più alto, quello di Pater.

Ostia Antica. Mitreo di Felicissimo (foto P.Petrocelli)

Mitreo di Felicissimo (foto P.Petrocelli)

I gradi dell’iniziazione, come ben si vede anche nei mosaici del Mitreo di Felicissimus ad Ostia Antica, erano sette, ognuno di essi protetto da un corpo celeste: Corax (il corvo) protetto da Mercurio, Nymphus (lo sposo) protetto da Venere, Miles (il soldato) protetto da Marte, Leo (il Leone) protetto da Giove, Perses (il Persiano) protetto dalla Luna, Heliodromus (il corriere del Sole) protetto dal Sole, Pater (il Padre) protetto da Saturno.

Il Mitra al momento della nascita è già adulto ed è sempre accompagnato da due dadofori (portatori di fiaccole) Cautes e Cautopates, uno con la torcia rivolta in su, a simboleggiare l’alba, l’altro con la torcia rivolta in basso a simboleggiare il tramonto, o, l’equinozio d’autunno e l’equinozio di primavera durante il moto apparente del Sole.

Essi sono quasi sempre raffigurati con i calzoni ed il berretto frigio e, di solito, sono posti in due nicchie contrapposte, all’ingresso del Mitreo, o, in qualche caso, ai lati del Dio stesso.

Non in tutti i casi osservati, questi due personaggi (i dadofori) , a dispetto del nome, portano le fiaccole.

Nell’iconografia mitraica troviamo spesso un altro personaggio di origine orientale che non trova corrispondenze nel mondo romano: è una figura mostruosa con le ali, la testa leonina, avvolta nelle spire di un serpente, a simboleggiare il Tempo. In alcuni casi ha in mano delle chiavi con cui apre e chiude le porte dell’alba al sorgere del sole e quella del tramonto, al calo del sole.

Il Dio Mitra è invece sempre raffigurato con una corta tunichetta e un mantello svolazzante nell’atto di sacrificare il toro tenendolo di solito per le frogie del naso con la mano sinistra e nella destra un coltello, e con lo sguardo riluttante rivolto all’indietro verso il Sole. Nel caso del Mitreo di S.Prisca, il Mitra è raffigurato nudo. Probabilmente si trattava di una statua di Ercole di reimpiego.

Cautes del Mitreo di S. Prisca

Cautes del Mitreo di S.Prisca

II Mitraismo a Roma veniva praticato in Mitrei costruiti in locali sotterranei, cantine, retrobottega riadattati e non in superficie, inoltre erano privi di aperture che facessero penetrare la luce diretta dall’esterno così da poter imitare l’oscurità della grotta in cui era stato generato il Dio.

Il Mitreo aveva una forma rettangolare e la volta a botte decorata da stelle . L’ingresso al luogo di culto era solitamente posto su un lato, in maniera da nascondere agli estranei la vista diretta dell’interno e le cerimonie che in esso si svolgevano.

L’ingresso al tempio poteva anche avvenire tramite uno  o più locali che fungevano da “sacrestia” (apparatorium), dove c’era una scuola per catecumeni e/o dove il Pater riponeva i paramenti sacri e gli strumenti necessari a compiere i sacrifici rituali.

Sui due lati lunghi del rettangolo ci sono

Mitraismo: Mitreo della casa di Diana a Ostia Antica

Mitreo della casa di Diana a Ostia Antica

due banchine in muratura (podia o praesepia) dove si sedevano gli adepti per assistere alla cerimonia e consumare il cibo rituale (agape); al  centro dei podia ci sono due aperture contrapposte: una per contenere una lucerna per rischiarare l’ambiente, l’altra per contenere un’ olla con il cibo (spesso sono stati ritrovati ossa di pollo, denti e ossa di maiale). In alcuni casi, la cavità per la lucerna è posta alla base dell’altare (Mitreo del Caseggiato di Diana) oppure le lucerne venivano appese  o poste su mensole sulle pareti.

Olla con l'acqua lustrale

Olla con l’acqua lustrale

In fondo al rettangolo è posto un altare e, alle spalle di esso, la raffigurazione della tauroctonia, ovvero il sacrificio rituale del toro cosmico, inserita in una cavità a forma di grotta grezza con la volta decorata con le stelle e i pianeti a cui, alle volte, si accedeva tramite sette scalini marmorei (Mitreo del Palazzo Imperiale).

La scena della tauroctonia , a parte pochi casi, come, ad esempio, nel Mitreo Barberini, il Mitreo di Marino, e il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, dove è affrescata direttamente sulla parete di fondo dietro l’altare, di solito è rappresentata con un gruppo marmoreo come nel Mitreo delle Terme del Mitra a Ostia, oppure a stucco (Mitreo di S.Prisca), o un rilievo come nel Mitreo del Circo Massimo o su tessuto (Mitreo Aldobrandini).

Le sculture mitraiche solitamente, con pochissime eccezioni, sono di bassa qualità artistica.

Mitraismo a Roma: Mitreo del Circo Massimo: la tauroctonia

Mitreo del Circo Massimo: la tauroctonia

Essendo il Mitraismo a Roma una religione misterica, come si è detto, non ci sono testi scritti tramandati ai posteri ma solamente qualche notizia da parte di scrittori cristiani dell’epoca, come nelle lettere di San Gerolamo, che fa l’elenco dei sette gradi dell’iniziazione, o accenni da Giustino ( I° Apologia, 66, 3-4 ), o Tertulliano, figlio di un centurione romano, che addirittura era stato iniziato al culto in un Mitreo di Cartagine, Origene (Contro Celsio) od anche da scrittori pagani come Celso (Discorso vero) e Porfirio, un discepolo di Plotino, originario di Tiro che introduce il concetto dei dèmoni, buoni e cattivi che stanno tra il Dio e gli umani, nella sua opera: L’Astinenza.

Giustino ad esempio ci spiega come nei riti di iniziazione si introducessero un pane e una coppa d’acqua mentre si pronunciavano alcune formule.

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Cenni sul rito di iniziazione del singolo adepto li troviamo sul cosiddetto Papiro magico di Parigi, documento scritto in greco che risale al IV° secolo d.C. e conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi.

L’acqua (alle volte, mischiata al vino, durante la consumazione del cibo rituale) infatti, sempre presente nei Mitrei, aveva un essenziale ruolo purificatore e ricordava il miracolo del Dio Mitra che, con una freccia la fece sgorgare dalla roccia, dopo un terribile periodo di siccità.

Il grande numero di Mitrei rinvenuti ad Ostia, Roma e in tutte le aree periferiche dell’Impero, hanno fornito moltissimi particolari che aiutano a comprendere le caratteristiche di questo culto che ad un certo punto entrò in diretta concorrenza con la religione cristiana con cui aveva molti punti di contatto.

Sono stati rinvenuti in molti Mitrei, dei crateri di ceramica invetriata con scene che si riferiscono a personaggi della mitologia greco-romana come Ercole.

Il Mitreo del Circo Massimo , ad esempio, si trova in un’area di luoghi di culto dedicati ad Ercole che, secondo la leggenda, in quella zona aveva sconfitto il brigante Caco che gli aveva sottratto una parte della sua mandria di vacche rosse mentre riposava dalla decima fatica.

Nel corso del III secolo, il Mitraismo venne di fatto assimilato al culto del Dio Sole del quale esisteva a Roma un importante tempio sulle pendici del Quirinale (edificato dall’Imperatore Aureliano nel 274), e nella zona di Piazza San Silvestro.

Fu proprio durante l’impero di Aureliano (270-275), la cui madre era una sacerdotessa del Sol Invictus (assimilato al Dio Mitra, come già detto), che venne deciso di festeggiare la divinità il giorno 25 dicembre quando si celebrava la fine del solstizio d’inverno

Infatti, secondo la leggenda, il Dio Mitra nasce da una vergine in una grotta (o dalla grotta stessa) il 25 dicembre (solstizio d’inverno).

Il sacerdote del Mitreo si chiamava Pater, mentre il sacerdote massimo si chiamava Pater Patrum (PaPa).

Costantino I

Costantino I

Questa “concorrenza” spiega anche il motivo della violenta distruzione di ogni manifestazione esteriore del Mitraismo (Mitrei, statue, epigrafi fatti a pezzi o incendiati, o gettati nelle fogne) da parte dei Cristiani, passati dopo l’editto di Costantino, da perseguitati a persecutori e spiega anche l’usanza di costruire, in alcuni casi, le Chiese, sopra i Mitrei distrutti in modo da distruggerne anche la memoria.

Soli invicto comiti

Soli invicto comiti

Il Mitraismo a Roma, all’inizio coinvolse i soldati, i lavoratori portuali, i commercianti, i liberti, (ma non le donne),e questo spiega anche la maggiore diffusione relativa dei Mitrei ad Ostia, città portuale, rispetto a Roma. Il Mitraismo pian piano si estese anche alle classi elevate e coinvolse anche gli Imperatori come Aureliano, Marco Aurelio, Caracalla, ed Eliogabalo, egli stesso sacerdote del Sol Invictus, fino agli Imperatori Costantino  e Licinio.

L’Imperatore Costantino è passato alla storia come Imperatore cristiano quando invece sembra si convertisse al Cristianesimo solo in punta di morte, mentre non aveva mai smesso di adorare nella vita la religione del Sol Invictus come dimostrano le numerose monete coniate a partire dal 313 e fino al 320 nelle varie zecche dell’Impero, con un tributo al Soli Invicto comiti .

Presso i Musei Capitolini è conservato un ritratto di Traiano con il copricapo orientale per celebrare la vittoria sui Parti (Persiani).

I Mitrei comunque si rivolgevano a comunità di fedeli molto ristrette. Un Mitreo poteva infatti contenere al massimo una ventina di persone alla volta, fatta eccezione per qualche Mitreo di grande superficie, come ad esempio, il Mitreo delle Terme di Caracalla, che si rivolgeva ad un pubblico più numeroso di frequentatori delle Terme o quello della Crypta Balbi.

Una volta raggiunta la capienza massima di fedeli in un Mitreo, era necessario “aprire” un altro Mitreo, magari nelle vicinanze.

Così vediamo ad Ostia che il Mitreo del Palazzo Imperiale, ha lo stesso Pater del Mitreo delle Pareti Dipinte: C.Caelius Haermeros (o Ermeros).

Il Mitraismo a Roma, raggiunta la massima diffusione nel   III° secolo, finì per estinguersi dopo gli editti di Teodosio (380-381), anche se ci sono tracce in qualche caso, che il culto si prolungò, in gran segreto, fino agli inizi del V° sec., come ad esempio nel caso del Mitreo dei Marmi Colorati ad Ostia.

I Mitrei di Roma

I Mitrei scoperti a Roma, sono in misura molto bassa rispetto a quelli ritrovati (fin qui) ad Ostia (dove la superficie finora scavata è pari a circa 2/3 rispetto all’area totale), per tanti motivi, ma quelli ancora visibili e visitabili sono pochissimi, purtroppo.

Si tenga presente a questo proposito, che molti Mitrei furono distrutti dai Cristiani anche qualche anno prima del 380 d.C. (Editto di Tessalonica), come viene riportato nella Epistola di S.Girolamo a Leta.

I Mitrei di Roma, sono mediamente più grandi, salvo eccezioni, di quelli che troviamo ad Ostia, e, che sono , fortunatamente, in abbastanza buone condizioni.

Segue un elenco di Mitrei conosciuti:

Mitreo S.Prisca

Mitreo S.Prisca

Mitreo di Santa Prisca , scoperto durante gli scavi condotti nel 1934 e anni seguenti, sotto le fondamenta della Chiesa di Santa Prisca, eretta sui resti di una Domus romana di fine  I° Sec., forse appartenuta a Traiano, molto più probabilmente al suo amico il Console Lucio Licinio Sura (raffigurato anche sulla colonna Traiana mentre discute con l’imperatore). E’ visitabile su prenotazione il 2° e 4° sabato del mese;

Mitreo del Circo Massimo, risale al IV° sec., adattato su strutture del I° Sec., nell’area sacra di Ercole, si trova nelle immediate vicinanze del Circo Massimo, sotto i locali dell’ ex pastificio Pantanella. 

Mitreo del Circo Massimo: rilievo della tauroctonia

Mitreo del Circo Massimo

Visitabile su prenotazione il 2° e 4° sabato del mese; http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/mitreo-dell-ara-massima-di-ercole-mitreo-del-circo-massimo.html

Mitreo delle Terme di Caracalla, scoperto nel 1938, il Mitreo più grande presente a Roma e probabilmente l’unico che vide effettivamente in opera i sacrifici rituali dei tori, visto il vicino recinto per gli animali e una grande fossa sanguinis. Chiuso al pubblico per molti anni a causa di restauri degli ambienti sotterranei, solo dalla fine di agosto 2017 è nuovamente aperto alle visite guidate di gruppo ; http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/sotterranei-e-mitreo-delle-terme-di-caracalla.html

Mitreo dei Castra Peregrinorum, scoperto da pochi anni, si trova sotto la Chiesa di S.Stefano Rotondo, vicino ai Castra Peregrinorum, le caserme degli eserciti provinciali. Ha le pareti decorate. Da questo Mitreo provengono delle statue in stucco (una testa di Mitra dorata) e di marmo (due statue di Mitra petrogeno).

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Al momento (2017) il Mitreo è chiuso al pubblico per restauri. http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/mitreo-di-santo-stefano-rotondo.html

Mitreo Barberini, risale al II-III° secolo, si trova nei sotterranei del Palazzo Barberini, sul colle Quirinale ed è uno dei pochissimi Mitrei con la tauroctonia affrescata sul muro della grotta, invece che scolpita in marmo.

Mitreo Barberini

Mitreo Barberini

Visita su prenotazione il 2° e 4° sabato del mese; http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/mitreo-barberini

Mitreo di S.Clemente, portato alla luce nel 1868, si trova sotto la Basilica di San Clemente , nella valle tra i colli Celio ed Esquilino e risale al II-III° secolo. E’ sempre aperto e visitabile; www.basilicasanclemente.com

Mitreo di Via Giovanni Lanza, scoperto nel 1883, si trova nella parte più profonda di una domus scavata in corrispondenza del numero civico 130, dove, attualmente, sul marciapiedi, si trova un tombino per  potervi accedere.

Mitraismo a Roma: Mitreo di via G.Lanza, ingresso attuale

Ingresso attuale al Mitreo di Via G. Lanza

Il Mitreo si trova alle spalle della Chiesa di S.Martino ai Monti a poca distanza da Piazza Vittorio Emanuele II . E’ un Mitreo piccolissimo per uso personale del proprietario della domus e dei suoi familiari. Si accede a un piccolo larario (un sacrario per il culto domestico) e attraverso un piccolo arco si scendono due rampe di scale con un pianerottolo intermedio. All’ingresso del Mitreo, troviamo le due nicchie contrapposte dei dadofori, poi uno spazio con un capitello ionico capovolto con funzione di altare , e, al di sopra due mensole sul muro dove era appoggiata la tauroctonia. Sia il rilievo con la tauroctonia che i dadofori , sono di dimensioni minuscole, adatte alla piccola superficie. Il Mitreo non è visitabile al momento; su un bel libro di C.Pavia,”Guida dei Mitrei di Roma Antica”, vi si trovano molte splendide fotografie a colori di questo Mitreo (insieme a quelle di molti altri).

Mitreo della Crypta Balbi, si trova nei sotterranei di un grande isolato, posto tra Largo Argentina e Piazza Venezia, dove anticamente si trovava un portico (Crypta Balbi) e una grande esedra prospicienti ad un grande teatro (il terzo per dimensioni a Roma dopo il Teatro di Pompeo e il Teatro di Marcello) fatto edificare da Lucio Cornelio Balbo minore, Console romano, appartenente alla Gens Cornelia , nel 13 a.C.. A differenza del resto del Museo, aperto tutti i giorni per le visite, il Mitreo ed i sotterranei, sono invece visitabili solo nei fine settimana con visite guidate da prenotare;

 http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-crypta-balbi

Mitreo di S.Lorenzo in Damaso (o del Palazzo Apostolico), Chiesa incorporata nel Palazzo Apostolico, a Piazza della Cancelleria 1,  scoperto negli anni ’40 dello scorso secolo. Sono stati trovati un’ ara rotonda, la statua del Mitra petrogeno (nato dalla roccia), e frammenti di un rilievo della tauroctonia con la dedica del pater Proficentius. Non è al momento visitabile; info : 060608

Mitreo della Domus dei Nummi Albini, nella zona di Via XX Settembre/Via Firenze, scoperto nel 1885 da Alessandro Capannari, nei pressi del Ministero della Difesa. Già in epoca più antica, nel 1629, durante gli scavi per la costruzione della Chiesa di S.Caio, era venuto alla luce un grande piedistallo di marmo che doveva sostenere la statua del Console M.Nummio Albino, proprietario dell’area . La Domus, molto grande, si estendeva nell’area che comprende l’odierna piazza di S.Bernardo, la Chiesa di S. Caio e per oltre metà dell’area su cui venne poi edificato il Palazzo del Ministero della Difesa (allora : della Guerra), obliterando tutti i ritrovamenti archeologici, compresi il Mitreo , che andarono purtroppo distrutti. Il Mitreo in particolare si trovava sotto la sede stradale di Via Firenze. Dalla relazione degli scavi sappiamo che il Mitreo e l’area circostante circondata su tre lati da un criptoportico, aveva una volta a botte molto bassa (m. 2,50) e aveva le pareti con una scena  affrescata della tauroctonia e in un momento successivo, forse per il degradamento degli affreschi, era stata ricoperta e successivamente fatta a stucco. Il pavimento, in una prima fase fatto in cocciopesto, successivamente era stato ricoperto da un mosaico in bianco e nero.

Mitreo di Via Passalacqua, risalente al IV° secolo, fu scoperto nel 1928 all’angolo tra via G.Passalacqua e Via Statilia, presso Porta Maggiore. Il Mitreo , fu scoperto durante gli sterri per la costruzione di un villino ma, purtroppo risultava semidistrutto e violato già in tempi antichi. Durante gli scavi furono messi in luce vari ambienti, mura di fondazioni e parte di una strada romana in basolato, larga 5 metri.

Il Mitraismo a Roma: Sotto questa palazzina c'era il Mitreo di Via Passalacqua

Sotto questa palazzina c’era il Mitreo

Il Mitreo aveva una pianta rettangolare di m. 5,95 x 3,75 e un’altezza di m. 2,60.

Aveva una volta a botte quasi interamente franata all’atto del ritrovamento, con l’abside nel muro rivolto verso S.O. e con un affresco del Cautopates con mantello e berretto frigio di colore rosso in campo celeste. La statua del Cautes si intravvedeva  a malapena visto lo stato degradato degli affreschi.

Sul lato lungo una banchina lunga m.2,50 e larga m.1,15, non fu ritrovato l’altare. Alle pareti numerose nicchie per le lucerne (tipo quelle del Mitreo di Via Giovanni Lanza, dove alcune furono ritrovate  con ancora la lucerna al suo posto). Vicino all’ingresso c’era un altro ambiente più piccolo con apertura ad arco e un un corridoio tutto pieno di terra franata (causa la distruzione del Mitreo), dove probabilmente si trovava la scala d’ingresso.

Il Mitreo risulta (come abbiamo visto in altri Mitrei) un riadattamento del IV° secolo di locali costruiti in epoca anteriore.

Nella camera piccola furono trovati molti reperti, piccole statue, frammenti, sigilli di bronzo, lucerne fittili, alcune di color rosso, parte di capitello in marmo, colonnette in marmo, molte anfore (alcune integre), frammenti di sarcofagi e un importante vaso fittile invetriato.Una lucerna con Giove Serapide, un frammento di lucerna con sigillo Costantiniano e una moneta dello stesso periodo che hanno consentito la datazione del Mitreo al IV° Sec.

Cratere di Via Passalacqua

Il cratere di ceramica invetriata di cui sopra, è a due anse (ne è rimasta una sola) con scene di quattro  fatiche di Ercole e con un serpente sull’ansa (simbolo comune anche su altri crateri simili, che simboleggiava il genius protettore della sorgente da cui proveniva l’acqua usata per i rituali), che ora si trova nel museo della Crypta Balbi. Un cratere del tutto simile è stato trovato nel Tempio Siriaco del Gianicolo.

In generale, vasi di questo tipo o frammenti, sono stati ritrovati in molti Mitrei.

La raffigurazione di un cratere simile la troviamo anche nel mosaico del Mitreo di Felicissimus ad Ostia.

Parte di questo materiale si trova nel Museo Nazionale Romano, la gran parte elencata sulla relazione degli scavi invece, è irreperibile.

Una parte del materiale ritrovato durante lo sterro, fu parcheggiata provvisoriamente in un locale di proprietà della società proprietaria del terreno ma, ad oggi, non è dato più sapere dove si trovi, magari nell’antiquarium comunale.

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Purtroppo il Mitreo è stato sepolto sotto le fondamenta della nuova palazzina e pertanto non è visitabile.

Tauroctonia

Mitreo di Piazza Dante: la Tauroctonia

Mitreo di Piazza Dante, venne scoperto (e distrutto) nel 1874. Furono trovate due bassorilievi con la tauroctonia, uno di grandi dimensioni (con evidenti tracce di policromia) con la dedica (a Mitra) di un pater chiamato Primus , un’altra tauroctonia più piccola, e due piccoli rilievi in marmo (27cm.) con la raffigurazione del Mitra che nasce dalla roccia e un Sole nascente con la corona a sette raggi. Il Mitreo si trovava sul limite occidentale dei giardini della Villa Palombara, in quella che anticamente era la zona occupata dagli Horti Lamiani, vicino alla Villa di Caligola. Era un tempio molto grande di circa m. 20 x 6, con un pavimento di mosaico bianco. Durante questi scavi, furono rinvenuti anche un vaso simile a quello del Mitreo di Via Passalacqua (a poca distanza da Piazza Dante), frammenti di ceramica rossa, una bellissima statua di Venere (detta Esquilina), del I° sec. a.C. , un ritratto di Commodo in veste di Ercole, e un rilievo con la tauroctonia che ora si trovano ai Musei Capitolini.

Mitreo di Piazza San Silvestro, scoperto nel XV° Sec. e non più esistente. Era un tempio di tipo rotondo dedicato al Sol Invictus. Penso si tratti del Mitreo costruito a proprie spese dal nobile romano Tamesio Augenzio Olimpio nel IV° sec.. Fu distrutto quando gettarono le fondamenta per la costruzione di una Chiesa (prima) ed in seguito, le fondamenta dell’imponente Palazzo Marignoli, tra via del Corso e Piazza S.Silvestro. Sulle fondamenta della prima Chiesa, venne poi eretta l’odierna S.Silvestro in capite.

Mitreo dei Castra Praetoria, non sono stati ancora trovati resti archeologici ma ci sono delle epigrafi. F.Coarelli parla di “rilievi e statua di dadoforo scoperti in prossimità o all’interno dei Castra Praetoria, in un punto non precisato”. Questi oggetti sono in parte scomparsi, rimane solo parte di una tauroctonia su un rilievo con figure da ambo i lati. Probabilmente questo Mitreo fu distrutto con tutta la caserma, dopo la vittoria di Costantino contro Massenzio nella Battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C.

Mitreo del Foro di Nerva, non più esistente, ma è stato trovato un bassorilievo dedicato al Sol invictus;

Mitreo dell’Ospedale S.Giovanni, un piccolo Mitreo della seconda metà del III° Sec.. E’ stata trovata una lucerna con il monogramma di Costantino. Nella zona c’erano le caserme dei Castra Peregrina con le truppe delle Province dell’Impero e i Castra Nova Equitum Singularium, costruiti nella zona del Laterano, sotto l’attuale Basilica di S.Giovanni. Nella stessa zona altre caserme  sono state ritrovate  recentemente durante gli scavi per la Metro C, per la costruzione della futura stazione Amba Aradam;

Phrygianum sul colle Vaticano, non più esistente. Ricordato su i Cataloghi Regionari della XIV Regio, era posto nelle immediate vicinanze del Circo Vaticano costruito da Caligola. Forse non era neanche un Mitreo ma un ampio tempio dedicato al culto della Magna Mater e Attis, culto sempre di origine orientale che aveva molte affinità  con il culto di Mitra, vedi a proposito il campo della Magna Mater a Ostia con vicino il Mitreo degli Animali;

Mitreo delle Terme di Tito, si trovava a poca distanza dal Colosseo, non più esistente. Descritto da Lanciani con molte pitture e la tauroctonia affrescata ritratta su un acquerello dell’800 che mostra il Dio Mitra con in testa una corona con i raggi solari invece del berretto frigio;

Piranesi: Veduta delle Terme di Tito

Piranesi: Veduta delle Terme di Tito

Mitreo della Villa di Massenzio , sull’Appia Antica. Non c’è sicurezza che fosse  un Mitreo, anche se è molto probabile. Durante gli scavi fu trovato un cratere con immagini di Ercole e Dioniso presso un ninfeo poi trasformato con l’aggiunta dei banconi laterali;

Questi Mitrei non sono gli unici templi del Mitraismo a Roma. A questi possiamo aggiungere:

Mitreo di Marino, si trova a pochi Km da Roma. Fu scoperto negli anni 60 del secolo scorso. Ha la tauroctonia affrescata ma al momento (2017) non è visitabile.

Testimonianze del Mitraismo a Roma sono state trovate anche in altri zone della città, come ad esempio un  marmo con la dedica al Sol Invictus nel quartiere della Suburra, o un’iscrizione con dedica a Mitra nei pressi di S.Maria in Aracoeli al Campidoglio. In questo luogo nel 1873, in occasione della sistemazione di Via delle Tre Pile, la salita che porta al Campidoglio, nel demolire una casa, fu trovata in fondo al giardino una scala che portava ad un piccolo sotterraneo. Il primo gradino di marmo, una volta smurato, rivelò, nella parte nascosta, un rilievo di tauroctonia in ottime condizioni. La scala era appoggiata alla roccia capitolina dove si apriva una piccola grotta riempita di terra. Probabilmente era un Mitreo naturale, cioè ricavato da una vera grotta come il Mitreo di Duino.

Un santuario di Giove Dolicheno, una divinità asiatica, raffigurata anche come Mazda, nella religione di Zoroastro, con molti punti in comune con il Mitraismo a Roma, si trovava all’interno dei Castra Priora Equitum Singularium, localizzati nell’area tra Via Tasso e la Scala Santa (poi seguiti dai Castra Nova sotto l’attuale Basilica di S. Giovanni), fatti costruire probabilmente da Traiano. All’interno di questa caserma esisteva anche un Mitreo.

Un santuario più importante sempre dedicato a Giove Dolicheno, citato anche nei Cataloghi Regionari, costruito nel II° Sec., fu rinvenuto sul Colle Aventino nei pressi delle chiese di S.Alessio e di S.Sabina nel 1935 nel corso dell’apertura della via di S.Domenico.

in occasione degli scavi furono trovati i resti di un altare, una dedica a Giove Dolicheno, statue e rilievi dedicate a culti orientali tra cui Mitra, Sol e Luna, Iside e Serapide, ecc., tutti conservati nei Musei Capitolini.

Nella zona di Viale della Porta Ardeatina si  sono trovate le tracce di un’antichissima strada che partiva dalla Via Appia Antica, all’altezza del Quo Vadis e passando sotto la Posterula Ardeatina  probabilmente si dirigeva, attraverso la Porta Naevia delle Mura Serviane, verso questa zona dove c’era anche il Tempio di Diana.

Tracce del culto di Mitra le ritroviamo su un arcosolio posto nell’Ipogeo di Vibia, sull’Appia Antica.

Si tratta di una catacomba con degli Ipogei privati costruiti in epoche differenti, appartenenti a otto famiglie con i loro defunti ed i loro culti, cristiani e pagani.

Nei pressi dell’arcosolio di Vibia, ci sono due arcosoli con immagini che riferiscono al Culto di Mitra ed un’iscrizione dedicata ad un certo M.Aurelio sacerdos del Solis invicti Mithrae.

Altri ritrovamenti di epigrafi e statue legate al Mitraismo a Roma avvennero in molte zone della città interessate agli scavi successivi al 1870.

Lello

Bibliografia:

F.Coarelli – Guide Archeologiche: Roma – Mondadori 2000

Carlo Pavolini – Ostia – Laterza 2006

G.Calza – Ostia – IPS

Carlo Pavia – Guida dei Mitrei di Roma Antica – Gangemi 1999

G.M.Bellelli – G.Messineo – Uno sconosciuto mitreo e i crateri invetriati romani – L’Erma 1994

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