Necropoli di Isola Sacra o di Porto

 

 

 

 

 

Porto: cancellata d'ingresso alla Necropoli (Foto P.Petrocelli)

Ingresso alla Necropoli di Porto. (foto P.Petrocelli)

 

 

Necropoli di Isola Sacra o di Porto

La Necropoli di Porto, venne scoperta negli anni venti del secolo scorso, quando durante delle opere di bonifica agraria condotta dall’Opera Nazionale Combattenti nella località di Isola Sacra (tra Ostia e l’odierna Fiumicino), si rinvennero alcune tombe riccamente decorate , interrate nella sabbia e pertanto ben conservate nei secoli. L’Isola Sacra è un’isola artificiale fatta costruire dall’Imperatore Traiano nella foce del Tevere. Una campagna di scavi condotta da Guido Calza, all’epoca direttore degli Scavi della vicina Ostia e durata un quindicennio (1923-1938), permise di portare alla luce una vasta area cimiteriale.

Il centinaio di tombe visitabili ai nostri giorni rappresentano una parte del totale delle tombe scoperte all’epoca e poi reinterrate nuovamente a scopo protettivo,

Archigallo, sommo sacerdote di Cibele (foto P.Petrocelli)

Archigallo, sommo sacerdote di Cibele. Foto P.Petrocelli

dopo aver provveduto al salvataggio di di pitture, statue, inscrizioni, trasportate nel Museo degli Scavi di Ostia Antica o ai depositi ostiensi.

Busto di Settimio Severo ( ritrovato nella Necropoli di Porto). Foto di P.Petrocelli

Busto di Settimio Severo (ritrovato nella Necropoli di Porto). Foto di P.Petrocelli

Le tombe costruite in gran parte tra il I e il II secolo d.C.,, in parte furono riusate nei secoli successivi , fino al IV-V secolo.

Il sepolcreto era usato dalle famiglie dei lavoratori dei Porti Imperiali di Claudiodi Traiano e non da quelli di Ostia viste le numerose tombe lungo la Via Ostiense e Laurentina fuori le mura di Ostia, compresa l’area su cui venne poi costruita la c.d. torre circolare e poi il Castello di Giulio II, che era un luogo di sepoltura cattolica.

Porto:tombe disposte ai lati della Via Flavia (foto P.Petrocelli)

Porto:tombe disposte ai lati della Via Flavia (foto P.Petrocelli)

Le  tombe di Porto erano disposte lungo una strada (la Via Flavia) costruita all’epoca dei Flavi, quindi siamo nella seconda metà del I° sec. d.C., che conduceva dai porti di ClaudioTraiano a Ostia, confluendo nella Via Severiana  (dopo la Porta Marina) che arrivava fino a Terracina. Ci sono tombe monumentali a uno e/o due piani riccamente decorate con dipinti alle pareti , accanto a tombe semplici nella terra con un semplice tetto di tegole.

Interno tomba 42 (foto P.Petrocelli)

Interno tomba 42 (foto P.Petrocelli)

Le sepolture, anche nella stessa tomba potevano essere di tipo

Sepolcro a due piani (foto P.Petrocelli)

Sepolcro a due piani (foto P.Petrocelli)

misto, a inumazione e cremazione ( i due riti funerari erano contemporanei), pertanto all’interno possiamo trovare le tombe ad arcosolio (sepolcro arcato) e, superiormente nicchie contenenti le olle con le ceneri.. Sul pavimento potevano esserci dei riquadri dove comporre le salme (inumazione) poi ricoperti da un pavimento con mosaici per l’isolamento. Ad esempio nella tomba a due piani n.42, al piano superiore, sul pavimento c’è un mosaico a colori (vedi foto sopra) con un’iscrizione che ci dice che sotto il pavimento ci sono quattro sarcofagi. In questo caso, ovviamente, in occasione della sepoltura di un nuovo individuo, era necessario rompere il pavimento per poi ricostruirlo nuovamente. In alcune tombe, nei recinti esterni o all’interno del sepolcro, se di dimensioni adeguate, possiamo trovare anche sedili in muratura (triclini) per la cerimonia del banchetto che si teneva dopo 9 giorni dal funerale (la coena novemdialis) e vi sono anche i tubuli,  condotti per le libagioni (che confluivano nel sepolcro del defunto),  magari costituiti da un collo d’anfora murato nella tomba stessa, allo scopo di far partecipare, in un certo qual modo anche il defunto, magari versando qualche goccia di nettare nel condotto.

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In alcuni casi, lo spazio per i banchetti era comune a più tombe.

Sarcofago con leoni che azzannano cerbiatte. Tomba n. 34 (foto P.Petrocelli)

Sarcofago con leoni che azzannano cerbiatte. Tomba n. 34 (foto P.Petrocelli)

Ci sono anche vasetti
per i profumi e lanterne ad olio, sarcofagi. All’esterno delle tombe troviamo le iscrizioni con il nome della famiglia o dei defunti ed anche delle mattonelle scolpite raffiguranti i mestieri dei defunti.Possiamo trovare il marinaio, il fabbro, il fornaio, l’acquaiolo, l’arrotino, venditore di ferramenta, ecc.

Tomba del medico

Tomba del medico

La tomba n. 100 ad esempio apparteneva ad un medico (M. Ulpio Amerimno), come vediamo dalle formelle esterne che raffigurano a sinistra il medico che cura una gamba del paziente, mentre a destra c’è una levatrice (Scribonia Attice), forse sua moglie, che aiuta una donna a partorire aiutata da un’ancella.

La levatrice (foto P.Petrocelli)

La levatrice (foto P.Petrocelli)

Ingresso tomba n. 16 (foto P.Petrocelli)

Ingresso tomba n. 16 (foto P.Petrocelli)

 

 

 

 

 

 

Tra le tombe della necropoli ne troviamo molte riccamente decorate alcune hanno dei mosaici in bianco e nero , altre a colori.

mosaico tomba n.30 (foto P.Petrocelli)

mosaico tomba n.30 (foto P.Petrocelli)

Necropoli di porto: sarcofago

Necropoli di porto: sarcofago (foto P.Petrocelli)

 

 

 

 

 

 

I sepolcri , fuori terra erano disposti verso la strada,( alcuni hanno l’ingresso nella parte posteriore) in zone lontane dai luoghi abitati, data la proibizione a seppellire i defunto al di fuori delle mura cittadine salvo alcune eccezioni per personaggi pubblici importanti (legge delle dodici tavole).

Necropoli di Porto : sepolcri monumentali (foto P.Petrocelli)

Sepolcri monumentali (foto P.Petrocelli)

In seguito, per mancanza di spazi, si formò una seconda fila di sepolcri, poi ancora vennero occupati anche i vialetti di servizio alle tombe e queste cose le possiamo vedere benissimo a Porto,

Interno tomba n.16 : stucco murale (foto P.Petrocelli)

Interno tomba n.16 : stucco murale (foto P.Petrocelli)

 

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visto l’ottimo stato di conservazione. Si trova anche una terza e quarta fila (detta impropriamente “dei poveri“, in quanto si trovano numerose tombe non monumentali ma con una semplice sepoltura in terra indicata da un collo di anfora piantato sul terreno in corrispondenza della sepoltura o semplici, a cassone (a forma semicircolare) o con copertura a cappuccina (ovvero tegole poste a doppio spiovente con coppi che coprivano le giunzioni).

Necropoli di Porto : campo dei poveri (foto P.Petrocelli)

Campo dei poveri (foto P.Petrocelli)

 

Necropoli di Porto : campo cosiddetto dei poveri (foto P.Petrocelli)

Campo dei poveri (foto P.Petrocelli)

 

 

 

 

 

 

In queste ultime tombe, di solito i defunti venivano cremati e l’olla con le ceneri interrata, dato che questo tipo rito funebre era molto più economico rispetto all’inumazione.

Le tombe di questo tipo ritrovate in questa zona, furono tantissime, ma la maggior parte venne reinterrata come forma di protezione dal degrado e dai vandalismi.

Gli spazi tra le tombe monumentali erano fittamente occupati da semplici sepolture a terra on in cassoni di legno o di terracotta o, per i bambini, anche frammenti di anfore.

I defunti di questa necropoli appartenevano ad una classe media fatta da liberti commercianti, artigiani , lavoratori del porto e le loro famiglie, anche benestanti, e tra loro non troviamo personaggi importanti della vita pubblica come invece troviamo in altre necropoli a Roma.

Dopo il 3° sec. d.C. non furono più edificati nuovi sepolcri ma vennero riutilizzate vecchie tombe ormai senza più proprietari.

La visita può durare circa 90 minuti, c’è molto da vedere e muniti di una buona guida (io ho usato quella (ottima) di Carlo Pavolini – Ostia , della serie “Guide Archeologiche Laterza” , cod. ISBN: 9788842077844, che potrete trovare in libreria o nei siti di e-commerce), apprezzerete maggiormente i particolari .

Carlo Pavolini - Ostia

Carlo Pavolini – Ostia

Anni fa esisteva una piccola guida specifica per questo sito archeologico della Bonechi Editore ma ora penso sia fuori catalogo.

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Volendo, ne potete anche fare a meno visto che le tombe sono ben segnalate e descritte sui cartelli plasticati posti sul percorso.

Le tombe sono numerate e così è semplice leggerne la descrizione sulla guida o sui cartelli. Si incomincia dalla via centrale ed in fondo, dopo una settantina di metri si gira a sinistra, si visitano le tombe in seconda fila rispetto alla strada principale e si ritorna all’ingresso.

Statua Femminile età traianea (foto P.Petrocelli)

Statua femminile (foto P.Petrocelli)

 

Sulla parte destra della via ci sono alcuni sarcofagi e una serie di tombe ad inumazione.

 

tombe ad inumazione (foto P.Petrocelli)

Tombe ad inumazione (foto P.Petrocelli)

 

 

Le statue e le epigrafi di maggior valore ritrovate durante gli scavi, sono visibili presso il Museo Ostiense posto all’interno  dei vicini Scavi di Ostia Antica.

La Necropoli si può visitare di mattina il giovedì, il sabato, la prima  domenica del mese mentre il pomeriggio : terza domenica del mese.

L’ingresso è gratuito ma è necessario prenotare telefonicamente al n. 066583888. Il sito web: http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/ostia/necropoli-porto .

Potrete passare un po’ di tempo in una gradevole passeggiata culturale, finita la quale, tornare a Isola Sacra o Fiumicino che distano un paio di Km e trovare molti ristoranti, alcuni dei quali abbastanza buoni e non troppo cari.

Per arrivare al sito della necropoli, venendo da Roma, potete fare la Via del Mare, costeggiare gli imponenti scavi di Ostia Antica, e prendere la via dell’Aeroporto. Poco prima di attraversare il Ponte della Scafa, a sinistra vedrete una torre di avvistamento costiera (a quell’epoca la linea della costa era molto arretrata rispetto ad oggi) chiamata Tor Boacciana,

Tor Boacciana (foto P.Petrocelli)

Tor Boacciana (foto P.Petrocelli)

costruita al tempo di Traiano. Attraversato il ponte, percorrete circa 2 km in direzione aeroporto e all’altezza dell’ Air Park, ne costeggiate i muri e girate subito a destra. Dopo circa un centinaio di metri, girate a sinistra su una strada senza uscita (Via Spinoncia), la percorrete fino in fondo (sono circa 200 metri) e vi fermate: di Fronte a voi c’è l’ingresso. Al ritorno, se non volete andare in direzione Fiumicino, vi conviene percorrere tutta la via Spinoncia fino ad arrivare ad uno Stop e a quel punto girate a destra e, dopo 200 m circa vi trovate al semaforo su via dell’Aeroporto e prendere qualunque direzione vogliate.

Buona passeggiata

Admin

Info:

www.archeoroma.beniculturali.it

Bibliografia:

C.Pavolini – Ostia – Edizioni Laterza , 2006

G. Calza – Ostia – Libreria dello Stato

AA.VV. – Necropoli di Porto Isola Sacra – Ist. Poligrafico e Zecca dello Stato, 1996

G.Calza-G.Becatti – Ostia – Ist. Poligrafico e Zecca dello Stato, 2005

 

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