Porta S.Paolo (già Porta Ostiense)

 

La Porta S.Paolo, conosciuta al tempo degli antichi Romani come Porta Ostiensis, inserita nel settore a sud delle Mura Aureliane, è, insieme alla Porta Asinaria e alla Porta Appia (S.Sebastiano), una delle porte  meglio conservate della cinta muraria della città.

Piramide di Caio Cestio e Porta S.Paolo

A differenza della Porta Asinaria che all’inizio era una porta di secondaria importanza, quasi una posterula, la Porta Ostiense rappresentò fin da subito una delle porte principali per importanza di traffico visto che da essa passava la via che conduceva a Ostia da dove transitavano le merci che rifornivano la città di Roma.

In seguito all’abbandono del Porto di Ostia in favore dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano, anche la Via Ostiense perse gran parte della sua importanza a favore della Via Portuensis/Campana che sulla sponda destra del Tevere, conduceva a Portus, la città portuale di Roma.

Porta Ostiense lato interno

Porta Ostiense lato interno

Nella Porta Ostiense si possono distinguere varie fasi nella sua costruzione e trasformazione negli anni. All’inizio la Porta presentava due fornici  inseriti tra due torri semicircolari e, successivamente, con Massenzio, vennero aggiunti posteriormente due muri a tenaglia con due controporte di travertino.

In seguito con i lavori di manutenzione delle Mura Aureliane fatti da Onorio, vennero ridotte i due fornici esterni ad uno solo e rialzate le torri.

Mappa della Via Ostiense

Da questo ingresso, a causa di un tradimento, riuscirono ad entrare in città i Goti di Totila nel 594 d.C.

In effetti le Mura Aureliane di Roma svolsero perfettamente il loro ruolo difensivo fino al 1870 quando avvenne la Presa di Roma e la contestuale fine dello Stato Pontificio.

Piramide Cestia vista da Porta S.Paolo

La Porta Ostiense si presenta oggi isolata dalle Mura Aureliane a causa di un ampio taglio di muro, effettuato negli anni venti del secolo scorso onde facilitare il traffico automobilistico, mentre la parte di muro che la congiungeva alla Piramide Cestia, venne distrutto da un bombardamento aereo nel 1943.

Monte dei Cocci

Anche la Via Ostiense come le altri vie consolari, appena fuori della città erano costellate di sepolture che non erano ammesse all’interno. Oltre alla Piramide Cestia, tutta la zona in uscita dalla città era adibita a sepolcreto come si è visto anche da alcuni scavi casuali fatti alcuni anni fa in occasione della sistemazione dei binari della linea del Tram 3, quando gli operai della ditta che effettuava i lavori scoprirono alcune sepolture con suppellettili vari ed anfore. Le anfore, come noto, venivano riusate anche per la sepoltura di bambini dei ceti poveri (come si può vedere nella Necropoli di Porto) e la zona, molto vicina al Porto fluviale Emporium, era piena di anfore usate e portate in discarica, nel Monte dei Cocci.

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Ovviamente non erano queste le anfore usate per la sepoltura dei bambini.

Il nome della Porta Ostiense venne cambiata in Porta S.Paolo quando, diminuita l’importanza della via per il transito di uomini e merci verso Ostia in favore della Via Portuense che andava a Portus, essa venne valorizzata per l’afflusso dei pellegrini per la Basilica di S. Paolo fuori le Mura.

All’interno della Porta Ostiense è stato ricavato un piccolo museo con reperti marmorei, calchi di iscrizioni funebri  cippi funerari provenienti da scavi lungo la Via Ostiense. Alcuni di questi reperti si trovano nel giardino ricavato tra la porta esterna e i fornici interni.

Claudio

Le sale del Museo ospitavano fino a qualche anno addietro, i grandi plastici costruiti dall’architetto e archeologo  Italo Gismondi          (negli anni ’30 del secolo scorso) che raffiguravano l’antico Porto di Ostia e  i Porti Imperiali di Claudio e di Traiano a Fiumicino (Portus).

I Porti Imperiali nel plastico di I.Gismondi

L’architetto Gismondi ha lavorato anche alla realizzazione del ben più famoso e vasto plastico di Roma  che si trova nel Museo della Civiltà Romana all’EUR.

Costantino

Questo plastico in scala 1:250, rappresenta la città di Roma all’epoca di Costantino all’inizio del IV secolo.

Nelle sale del Museo della Porta Ostiense, sono esposti anche tre arcosoli che provengono da una tomba del III sec. d.C. ritrovata nei pressi della Basilica di S.Paolo e alcuni affreschi risalenti al XIII-XIV provenienti da una cappella dove si riuniva una comunità bizantina.

Stazione Roma-Lido

Al piano superiore tra le due torri c’è un camminamento esterno da cui si gode di una magnifica vista sulla vicina Piramide Cestia, il Cimitero Acattolico e la Stazione di Roma Lido del Piacentini.

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L’ingresso alla Porta e al Museo si trova al lato della Torre occidentale, in Via Raffaele Persichetti, 3 , la piccola via tra questa e la Piramide Cestia.

Lunetta sepolcrale

Raffaele Persichetti, fu un Ufficiale dei Granatieri invalido caduto nei combattimenti svoltisi contro le truppe occupanti tedesche (dopo l’Armistizio del 1943) proprio nei pressi della Porta S.Paolo.

Tra le due Torri della porta c’è la camera di manovra con le scanalature dove scorreva la saracinesca per la chiusura rapida in caso di pericolo, con le mensole che reggevano le pulegge per le funi.

Al di sopra, salendo per le scale poste nelle Torri si arriva all’attico con  il camminamento delle ronde e un terrazzo merlato.

Attico merlato

Nella corte interna tra la Porta esterna e le due porte interne in travertino fu inserito nel ‘700 un palazzetto adibito alla Casa del Dazio, dove i gabellieri riscuotevano i pedaggi per le merci che transitavano nella porta.

Nel periodo medioevale la Porta S.Paolo, come anche altre porte, venne concessa in affitto a privati che in cambio di un (modesto) canone semestrale, riscuotevano gabelle sulle merci che vi transitavano.

Casa del Dazio

Sulla facciata di questo bianco palazzetto del Dazio ci sono due edicole sacre che raffigurano l’Annunciazione e la Vergine con il Bambino ed i Santi.

Sulla parte interna della Porta S.Paolo, si nota una sopraelevazione a forma quadrangolare sulla parte destra, dove è inserita un’edicola di grandi dimensioni con un arco e due colonne ai lati con una immagine sacra raffigurante S.Pietro e la scritta: “S.Petre ora pro nobis“.

Edicola sacra sulla facciata posteriore della Porta

Importanti lavori di restauro della Porta S.Paolo e buona parte delle Mura Aureliane vennero poi svolte ancora a partire dal 1749 dal Papa Benedetto XIV come ci ricorda una scritta posta nella Torre orientale.

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La visita alle torri e al museo è gratuita e la vista che si gode dagli spalti è magnifica.

Lello

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Bibliografia:

F.Coarelli – Guide Archeologiche: Roma – Mondadori 2000

 

 

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