Scavi sotto la Rinascente

 

Scavi sotto La Rinascente a Roma

Nel corso del rifacimento radicale del palazzo situato all’angolo tra Via del Tritone e Via dei Due Macelli destinato alla nuova sede degli storici magazzini La Rinascente, sono venuti alla luce numerose testimonianze di epoca romana, tra cui la bellezza di quindici arcate dell’Acquedotto Vergine che si saldano a quelle già note di Via del Nazareno e sotto Palazzo Sciarra a Via del Corso (già Via Lata).

Acquedotto Vergine

L’Acquedotto Vergine, è l’unico tra gli antichi Acquedotti romani, ancora in funzione a Roma.

Esso fu terminato nel 19 a.C. dal generale e genero di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa e costruito con l’intento primario di alimentare le sue Terme al Campo Marzio, dove aveva costruito anche il Pantheon.

Fontana di Trevi

Attualmente, a causa delle infiltrazioni unitamente al degrado ambientale (discariche abusive) ed anche dell’urbanizzazione selvaggia che ha compromesso e inquinato le falde acquifere dove attinge l’Acquedotto Vergine, la sua acqua, non più potabile, viene usata solo per usi agricoli o per alimentare alcune fontane monumentali di Roma come attualmente la Fontana della Barcaccia a Piazza di Spagna, la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona e, appunto, la Fontana di Trevi che costituisce la sua mostra terminale ai nostri giorni.

Fontana di Trevi

Fontana di Trevi

Una cisterna (castellum aquae) dell’Acquedotto Vergine è visibile nel vicino sito archeologico di Vicus Caprarius a poca distanza della Fontana di Trevi.

L’Acquedotto Vergine dalle sorgenti in località Salone, correva sotterraneo per circa 20 Km per poi uscire allo scoperto all’altezza dell’odierna Via Capo le Case dove scorreva su arcate fino al Campo Marzio per andare ad alimentare le Terme di Agrippa, scavalcando la Via Lata su un grande arco trionfale costruito dall’Imperatore Claudio.

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Insieme all’Acquedotto Vergine è stato ritrovato un secondo acquedotto, probabilmente un ramo dell’Acqua Marcia (di cui ancora possiamo ammirare i resti al Parco degli Acquedotti), quasi coevo, un tratto della via Salaria vetus con alcuni sepolcri,e, insieme ad una lussuosa domus romana con terme, e tracce di un antico quartiere.

Gli Scavi sotto La Rinascente

Già nel 1950, nel corso della costruzione del palazzo, erano state trovate in quello che era il cortile interno, alcuni muri romani che erano stati distrutti per circa tre metri di profondità per proseguire con la costruzione del piano sotterraneo.

Con grande sorpresa, scavando ad una quota inferiore del 1950 nel corso della ristrutturazione odierna, sono state rinvenute altre e più importanti tracce che risalgono ad un’età tardo-repubblicana e il tracciato di due strade che confluivano dove si sovrappongono anche i due acquedotti.

Lungo il lato settentrionale della via Salaria vetus, sono stati trovati i resti di tre sepolcri rivestiti esternamente in tufo e marmi , due dei quali del tipo “a dado” (come ce ne sono altri a Roma) e uno con camera funeraria.

Ci troviamo infatti all’esterno delle Mura Serviane, in quanto, come sappiamo, era proibito fare sepolture all’interno del “pomerio” come dalle prescrizioni delle 12 tavole del 451-450 a.C. che, alla tavola X recitava: «hominem mortuum in urbe ne sepelito neve urito», ovvero: non si seppellisca o si cremi alcun morto all’interno della città.

Successivamente, con lo sviluppo della città, nell’area dei due acquedotti vennero costruiti degli edifici in opera laterizia adibiti ad attività commerciali sul piano stradale e ad abitazioni nei piani superiori vista la presenza di scale.

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Sul lato meridionale degli odierni scavi,sono stati ritrovati i resti di una lussuosa domus, costruita in una fase successiva al III secolo,    con un ambiente di rappresentanza decorato con pavimenti  con marmi colorati ad intarsio (opus sectile) ,che dava su un giardino con portico, successivamente ampliata con aggiunta di fontane e una sala di banchetti (triclinio) con sedile semicircolare in muratura rivestito in marmo con una piccola vasca al centro.

Terme della Villa di Plinio

Terme della Villa di Plinio

Più tardi viene modificato un edificio preesistente per ospitare un complesso termale con le canoniche vasche e ambienti riscaldati e mosaici con animali marini come si vedono ad esempio nella c.d. Villa di Plinio o ad Ostia Antica.

Non è chiaro se le Terme appartenessero alla domus in quanto le due costruzioni sono divise da una strada oppure fossero terme pubbliche.

Con la fine dell’Impero e a partire dal VII secolo, gradualmente l’area viene abbandonata e vengono impiantate due fornaci (calcare) adibite alla cottura dei materiali di spoglio e dopo questa fase le costruzioni vengono man mano interrate.

Follis dell'Imp. Costantino I

Follis dell’Imp. Costantino I

Dagli Scavi sotto La Rinascente sono stati recuperati una grande quantità di reperti ceramici, anfore, lucerne, elementi architettonici delle tombe, sarcofagi, ossi lavorati, epigrafi, monete principalmente di basso conio ( indice di attività commerciali dove circolava denaro).

Resti dell'Acquedotto Vergine sotto la Rinascente

Resti dell’Acquedotto Vergine sotto la Rinascente

Gli Scavi sotto La Rinascente sono visibili per la parte che riguarda l’Acquedotto Vergine completamente restaurato, recandosi al piano interrato con la scala mobile e girando in fondo a sinistra.

Scavi sotto La Rinascente, Ricostruzione virtuale in 3D

Ricostruzione virtuale in 3D

Protetto da una balaustra in vetro possiamo ammirare l’imponente muro dell’acquedotto e gli archi sottostanti, comodamente seduti e goderci ogni circa cinque minuti uno spettacolo multimediale proiettato sul muro che spiegano la storia ed il funzionamento dell’acquedotto, le fasi dello scavo effettuato e la ricostruzione in realtà virtuale dell’antico quartiere con le ricostruzioni dei probabili edifici e le varie fasi storiche che caratterizzarono la sua vita nei secoli.

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Vediamo scorrere magicamente sotto i nostri occhi l’acqua sulle arcate dell’Acquedotto Vergine e sgorgare da una fontana in travertino sul muto.

Usciti dal Grande Magazzino La Rinascente, andiamo Largo Chigi e visitiamo la Chiesa di Santa Maria in Via, conosciuta come la Chiesa della Madonna del Pozzo.

All’interno della Chiesa

Santa Maria in Via

Santa Maria in Via

nella prima cappella sulla destra si trova esposta l’immagine della Madonna su un mattone, ed  la fonte miracolosa del pozzo, dove è possibile bere l’acqua grazie ad un  rubinetto e dei bicchierini messi a disposizione dei fedeli.

Infatti narra la leggenda che in una notte del 1256 venne gettata inavvertitamente per sbaglio l’immagine della Madonna dipinta su di un mattone di terracotta, dentro un pozzo, ma successivamente le acque del pozzo riportarono a galla l’immagine sacra che da allora  concede ancora oggi grazie e guarigioni anche tramite le acque del pozzo.

Lello

Bibliografia:

Filippo Coarelli – Guida Archeologica di Roma – A.Mondadori Editore 2000

Marta Baumgartner – Roma Rinascente – De Luca Editori d’Arte 2017

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