Sepolcro Barberini o dei Corneli

Il Sepolcro Barberini

si trova nel Parco Archeologico della Via Latina, a sua volta inserito nel Parco Regionale dell’Appia Antica, ed è tornato visitabile dopo anni di restauri e dopo la sua messa in sicurezza, dall’inizio del mese di Novembre 2017 (con visite guidate).

A oltre un anno di distanza dalla mia precedente visita al Parco, ritorno con piacere a rivedere questo interessantissimo sito che, pur circondato (ad una certa distanza, per fortuna) da costruzioni moderne e a pochi metri dalla trafficatissima Via Appia Nuova, resta come sospeso in una atmosfera, direi, quasi bucolica, facendoci immergere in quella che doveva essere l’aspetto della campagna romana nell’ antichità con un buon tratto ben conservato dell’antica Via Latina.

Per la descrizione generale del sito e delle altre tombe, rimando alla lettura del primo post (Parco Archeologico della Via Latina) che, comunque, ho rivisto, aggiungendo altri particolari e alcune nuove fotografie.

Ci troviamo al terzo miglio della Via Latina che in questo tratto corre parallela e a poca distanza dalla Via Appia Antica con cui ha in comune l’origine presso la Porta Capena nelle vicinanze del Circo Massimo.

Circo Massimo

Circo Massimo

La Via Latina era una via antichissima, preesistente ai Romani, su sentieri che il popolo etrusco usava per recarsi in Campania per assoggettare quella regione.

Infatti a differenza delle altre grandi strade romane, essa non porta il nome di un Console che l’avesse costruita.

La Via Latina, come anche le altri consolari, nel percorso extraurbano era contornata da tombe di vario tipo e altre costruzioni edificate ai bordi, stante il divieto di seppellire i defunti all’interno delle mura cittadine (antica legge detta delle “dodici tavole“), con l’unica eccezione per personaggi molto importanti della vita pubblica. Le tombe monumentali, introdotte a partire dal II sec. a.C sull’uso del mondo ellenistico, venivano erette per ricordare ai viandanti la vita e le opere del defunto. Solitamente questi sepolcri erano a tre piani con il piano inferiore (seminterrato o con camera ipogea) destinato all’area di sepoltura vera e propria. L’ingresso alla tomba si trovava solitamente sul lato posteriore rispetto alla strada.

Cenotafio di Annia Regilla

Questi sepolcri in un certo qual modo relativamente economici, rispetto ad altre costruzioni rivestite in marmo o costruite in cementizio, erano costruiti in laterizio con mattoncini di colori differenti.

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All’interno venivano invece rivestiti di marmi o travertini e decorati con stucchi.

L’esterno di questi sepolcri era solitamente in laterizi con mattoni gialli smussati agli angoli per la cortina e con mattoni rossi per le decorazioni o per  spezzare l’uniformità delle facciate con delle lesene.

c.d. Tempio della Salute

c.d. Tempio della Salute

Numerosi tempietti di questo genere, tra cui il Cenotafio di Annia Regilla al Parco della Caffarella, il c.d. Tempio della Salute allo Statuario, la Torre dell’Angelo in Via Latina, e altri, si sono infatti conservati quasi intatti fino ai nostri giorni proprio per la mancanza di materiali pregiati riusabili da saccheggiare ed anche perchè solitamente venivano adibiti a ricoveri e depositi per il fieno dai contadini del posto.

Il Sepolcro Barberini o dei Corneli

Entrando nel Parco, dopo un primo sepolcro a tumulo mancante dei rivestimenti esterni marmorei e con una grande lapide a ricordo degli scavi di Lorenzo Fortunati, un dilettante appassionato di antichità, primo scopritore di quest’area archeologica, vediamo svettare il Sepolcro Barberini o dei Corneli.

Il sepolcro era detto Barberini in quanto la nobile famiglia romana era la proprietaria dei terreni in cui il Fortunati ebbe i permessi di effettuare gli scavi.

Sepolcro Barberini: scala per il vano sotterraneo

Scala per il vano sotterraneo

La tomba è costituita da due piani sopraterra e una camera sotterranea a cui si accedeva da una scala esterna a due rampe (ora coperta da una grata di sicurezza). All’esterno, sulla parete posteriore del Sepolcro, ci sono tre aperture ora murate, una delle quali conteneva un’epigrafe (non più esistente) con i nomi dei defunti che da un dipinto del ‘500 di Pirro Ligorio riportante un frammento

Sepolcro Barberini lato strada

Sepolcro Barberini lato strada

dell’iscrizione,sappiamo essere di un Q. Cornelius, probabilmente il capostipite della famiglia o il proprietario del Sepolcro. L’ingresso, come per altre tombe del genere, si trova nella parte posteriore della costruzione. Nella camera ipogea, durante gli scavi di sistemazione sono stati rinvenute le salme di 40 individui sovrapposti uno sopra l’altro come in una rastrelliera, alcuni posti in un corridoio sotterraneo che circondava la struttura.

Sepolcro Barberini: decorazioni della volta

Decorazioni della volta

In questo ambiente fu rinvenuto il sarcofago c.d. Barberini con raffigurate scene del mito di Protesilao e Laodomia, ora conservato al Vaticano.

Sepolcro Barberini: facciata con l'epigrafe (mancante)

Facciata con l’epigrafe (mancante)

Il pavimento tra il primo e secondo piano, in legno , non si è conservato ma esistono le tracce dei supporti della scala che portava al piano superiore, adibito ai riti funebri. Il soffitto del piano superiore è affrescato a intonaco con stucchi decorativi con figure varie.

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Sulle facciate esterne in basso ci sono delle strette aperture che davano luce alla camera sepolcrale ipogea.

Sepolcro Barberini: feritoie per la luce alla camera sotterranea

Feritoie per la luce alla camera sotterranea

Nel corso dei lavori di restauro e messa in sicurezza è stata creata una struttura metallica interna che lascia intravvedere il piano ipogeo con un pavimento a mosaico, con i vani per la sepolture e una scala che porta al piano superiore (collocata dove in origine c’era la scala originaria) dove si possono ammirare da vicino la volta a crociera con intonaco affrescato e rilievi in stucco con personaggi vari, uccelli, animali marini, vittorie alate su bighe su uno sfondo rosso e bande azzurre.

Sepolcro Barberini: decorazioni interne

aspetto interno del sepolcro al piano rialzato

Sepolcro Barberini: facciata posteriore con l'ingresso al sepolcro

Facciata posteriore con l’ingresso al sepolcro

Il Sepolcro era circondato da un alto muro che proteggeva l’area dagli sguardi indiscreti e un corridoio con mosaici bianche e neri che conducevano alla scala che portava al piano delle sepolture e all’ingresso nella parte posteriore rispetto alla strada.

Sulla facciata del piano rialzato si apriva un grande arco (ora murato) che probabilmente conteneva una statua del capostipite della famiglia proprietaria del Sepolcro.

Sepolcro Barberini: altre costruzioni vicine

Tracce di altre costruzioni intorno al Sepolcro

Intorno al Sepolcro Barberini ci sono le tracce di altre costruzioni funebri che l’attorniavano.

Lello

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