Stasera a casa di Elena

S.Croce in Gerusalemme: resti della Basilica Civile

Resti della Basilica Civile

 

 

 

Basilica di S.Croce in Gerusalemme

Basilica di S.Croce in Gerusalemme

Con l’acquisizione della palazzina in uso ai Paracadutisti da parte della Soprintendenza Speciale di Roma nell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, sono stati avviati altri scavi nel sottosuolo dopo quelli già effettuati in varie riprese nel secolo scorso.

Imperatore Costantino

Questi ultimi scavi, dopo un accurato lavoro di restauro, hanno portato alla luce i mosaici di tre ambienti di quella che è conosciuta come la Domus dei Ritratti, che, con la Domus della Fontana facevano parte delle abitazioni, risalenti al IV sec. d.C., dei dignitari di Corte di Elena, la madre dell’ Imperatore Costantino.

I risultati di questi scavi sono stati presentati al pubblico con una serie di visite guidate serali a partire dall’8 luglio e che al momento si fermano al 1 settembre 2017.

La zona di Santa Croce in Gerusalemme si trova sulle ultime propaggini del Monte Celio, al di fuori delle Mura Serviane, ed era anticamente, fin dal IX secolo a.C., adibita a cimitero, insieme al vicino Esquilino nella zona di Piazza Vittorio e vie adiacenti. Ricordo che a poche centinaia di metri da qui ci sono i Sepolcri Repubblicani di Via Statilia ed anche  l’Ipogeo degli Aureli, inoltre nella vicina Porta Maggiore passavano le vie Prenestina e Labicana e, come di consueto, stando al di fuori delle Mura Serviane, ai lati delle strade c’erano numerosi sepolcri come avveniva anche per le altre strade consolari come la Via Appia e la Via Latina (vedi:Parco Archeologico della Via Latina) , vista la proibizione di fare sepolture in città.

In seguito alla risistemazione urbanistica dell’Esquilino da parte di Mecenate che vi aveva poi costruito la sua magnifica Villa negli Horti Mecenatiani di cui rimane oggi il solo c.d. Auditorium di Mecenate, altri ricchi personaggi avevano fatto la stessa cosa in questa zona con gli Horti Lamiani e Maiani.

La zona era nota come ad spem veterem in quanto anticamente vi si trovava un santuario dedicato alla Dea della Vecchia Speranza in seguito alla vittoria di Roma sugli Etruschi di Veio nel 477 a.C..

In questa zona confluivano ben 8 acquedotti romani che provenivano dalla valle dell’Aniene e dai Colli Albani i cui resti oggi ritroviamo nel Parco degli Acquedotti ed il Parco di Torre del Fiscale.

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Nelle adiacenze della zona di Porta Maggiore si trovava un castellum aquae che provvedeva a regolamentare il flusso delle acque e ripartirle in varie zone della città.

Helena

Elena

Nel II secolo d.C. questa zona detta degli Horti Spei Veteris, divenne proprietà della famiglia dei Varii (imparentati con i Severi) che vi costruirono gli Horti Variani  ed in seguito entrò nella disponibilità del demanio imperiale.

In questa zona, Elena aveva stabilito la sua residenza nel palazzo detto Sessorium.

La costruzione del Palazzo Sessoriano era stata iniziata dall’Imperatore Settimio Severo all’inizio del III Secolo, proseguita da Caracalla e terminata dall’Imperatore Elagabalo (figlio di Sesto Vario Marcello, ultimo proprietario dell’area).

Dopo la morte di Elena, il complesso del Palazzo Sessoriano conobbe un lento e graduale declino, fino al totale abbandono con la spoliazione dei materiali pregiati e il livellamento dell’area.

Elagabalo

Elagabalo

A destra della Basilica si trova l’Anfiteatro Castrense, un piccolo anfiteatro, costruito interamente in laterizio e risalente alla fine dell’età severiana, simile al più grande Anfiteatro Flavio (Colosseo) che poteva contenere circa 3500 spettatori e, di lato, un lungo corridoio che conduceva al Circo Variano, iniziato da Caracalla e terminato da Elagabalo.

L’Anfiteatro Castrense rimase in funzione fino alla costruzione delle Mura Aureliane, nel 270-275 d.C., che lo tagliarono a metà inglobandolo parzialmente nelle Mura e ricoprendone le arcate a scopo difensivo.

Separate dal Palazzo Sessoriano, lungo l’odierna Via Eleniana, si trovavano le Terme Eleniane, costruite, al tempo dei Severi nelle nelle immediate vicinanze dell’Acquedotto Neroniano che si diramava dall’Acquedotto Claudio.

S.Croce in Gerusalemme: resti della Basilica Civile

Resti della Basilica Civile

Di queste Terme dette Eleniane in quanto erano state restaurate da Elena ed erano a carattere pubblico, oggi sopravvivono le grandi cisterne dell’acqua.

Il gruppo delle Cisterne, di forma rettangolare, era alimentato dall’acquedotto Alessandrino che, realizzato da Alessandro Severo, era destinato ad alimentare le restaurate Terme di Nerone a Campo Marzio, dove oggi sorge il Palazzo Madama. Le sue altissime arcate sono ancora visibili nella zona di Centocelle.

Venere e Cupido

Venere e Cupido

Adiacente all’Anfiteatro Castrense si trovava un grande atrio che, all’epoca dell’Imperatore Costantino, fu trasformato in un luogo di culto (Cappella Palatina) che doveva accogliere le reliquie della Croce di Cristo, recuperate da Elena a Gerusalemme. Successivamente l’iniziale cappella divenne il nucleo dell’attuale Basilica.

Anfiteatro Castrense: lato esterno delle mura

Anfiteatro Castrense: mura lato esterno

Sulla parte nord dell’area ci sono i resti della cosiddetta Basilica Civile con un’abside (in parte crollato), conosciuta in passato come il Tempio di Venere e Cupidine, per via di una statua di Venere con il figlio Cupido ritrovata in zona, e oggi ai Musei Vaticani.

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Domus dei ritratti

Domus dei ritratti

In questa zona, addossate alle Mura Aureliane ( che in questo tratto inglobano gli archi dell’Acquedotto Claudio) si trovavano due grandi Domus private a due piani, ritrovate durante gli scavi negli anni ’80 del secolo scorso. Le domus, risalenti agli inizi del IV sec. d.C., sono dette “dei ritratti” per via di due figure, una femminile e una maschile inserite nei mosaici pavimentali di quelli che erano due triclini, e “della fontana” per via di un muretto perimetrale con una fontana semicircolare rivestita con tessere di marmo. L’esistenza di un piano superiore è confermato dai segni delle travi del soffitto sulle Mura Aureliane, dove si trovavano le camere.Risultati immagini per domus dei ritratti

Non ci sono molte notizie biografiche su Elena, nata nel 248 d.C. Sec. e morta tra il 328-329 d.C..

Flavia Giulia Elena era una donna molto bella ma di umili condizioni che faceva la locandiera o comunque lavorava in una locanda.

Domus dei Ritratti e della Fontana

Domus dei Ritratti e della Fontana

Qui avrebbe conosciuto Costanzo Cloro, un ufficiale dell’esercito di cui divenne la sposa e che poi divenne Imperatore nel 293-306 durante la tetrarchia, come reggente della Gallia e della Britannia.

In occasione di alcuni scavi nella parte esterna settentrionale posteriore della Basilica di S.Croce in Gerusalemme, sono state rinvenute alcune strutture del Circo Variano, in particolare la zona dei Carceres con una delle due torri.

I Carceres erano i recinti da dove partivano i carri per effettuare le corse intorno alla spina del circo. Sulla spina si trovava un obelisco inizialmente voluto da Adriano in memoria del giovane amante Antinoo morto prematuramente e che fu poi riutilizzato da Elagabalo. Questo obelisco, rinvenuto in 3 pezzi alla fine del 1500, dopo vari peregrinaggi fu poi eretto nel 1822 nei giardini del Pincio per volere di Papa Pio VII.

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Il Circo Variano era un circo lungo ben 630 m., 9 metri in più del Circo Massimo e nei suoi pressi si trovava anche un grande vivarium dove erano custoditi gli animali destinati agli spettacoli. Resti di animali vari sono stati ritrovati nell’area antistante la Basilica.

Il giovane Imperatore Elagabalo era un appassionato cultore delle corse con le quadrighe e, talvolta le conduceva di persona.

Domus di Aufidia Valentilla

Domus di Aufidia Valentilla

Nella vicina sede Acea di Via Eleniana, nel corso di scavi nel 1999 nella zona del parcheggio dei mezzi, fu ritrovata una Domus detta di Aufidia  Cornelia Valentilla (dalle iscrizioni sulle fistule plumbee ritrovate nel 1887), risalente anch’essa all’età Severiana.

Centro Acea Eleniano

Centro Acea Eleniano

La Domus è in eccellente stato di conservazione con bellissimi affreschi parietali con colori vivaci e mosaici sui pavimenti.

Aufidia Valentilla: zoccolo rosso e fascia verde

Zoccolo rosso e fascia verde

C’è un corridoio centrale che immette in due ambienti laterali.

Sul pavimento del corridoio un mosaico di grandi tessere marmoree, sulle pareti di un ambiente rettangolare corre un alto zoccolo di colore rosso scuro, una fascia sottile di color verde dove si notano la figura di un pavone (a sx) e un animale erbivoro (forse una pecora) e, sopra, una decorazione a pannelli con uno stambecco rampante, un volatile ad ali spiegate , un terzo pannello con la figura di una donna e altre due colonne che incorniciano una figura di un uomo e una donna.

Aufidia Valentilla: figure parietali

Figure parietali

Sulla parete corta c’è un unico pannello con un riquadro con una figura femminile.

Sul pavimento del triclinio, un mosaico in bianco e nero con decorazioni geometriche con fiori, stelle, croci ,svastiche.

Da qui si accede ad un altro piccolo vano con decorazioni con pannelli con cornici gialle e verdi separati da linee rosse.

Aufidia Valentilla : riquadri geometrici

Riquadri geometrici

Non tutta la domus è stata scavata e l’esame dei resti indicano varie fasi di costruzione, come dimostra il ritrovamento di due pavimenti sottostanti (pertanto di epoca anteriore) a quello attuale.

In occasione del restauro delle Mura Aureliane ad opera di Flavio Onorio (401-406 d.C.), tutte queste Domus in prossimità o addossate alle Mura, furono livellate e ricoperte per poter intervenire sulle Mura, innalzandole e restaurandole.

Lello

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