Tenuta di Castelporziano

Tenuta di Castelporziano

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. Approfittando di una recentissima lodevole iniziativa da parte della Presidenza della Repubblica di aprire la Tenuta di Castelporziano ai visitatori, sia pure in date concordate e a piccoli gruppi, mi sono prenotato per una visita.

Ho scelto il “Percorso Archeologico” in quanto i numerosi e importanti  ritrovamenti romani nell’area della Tenuta sono stati raramente aperti ai visitatori, per quanto ne sappia, e la visita rappresentava per me una possibilità direi “unica”.

Appuntamento alle 8:15 ad un parcheggio che si trova a circa 2 km dell’ingresso della Tenuta di Castelporziano sulla Via Cristoforo Colombo dove ci aspetta una navetta che con le guide, il personale del Corpo Forestale, l’archeologo, volontari della Lipu, ci conduce a destinazione.

 All’interno della Tenuta di Castelporziano

All’ingresso della Tenuta ci sono i controlli di sicurezza e, rimontati sulla navetta raggiungiamo dopo qualche Km l’ingresso del Castello.

Tenuta Castelporziano: Ingresso del Borgo

Ingresso del Borgo

Entrati nel grande cortile ci fanno accomodare in una sala teatro dove assistiamo ad una proiezione di un filmetto di una decina di minuti che illustra la tenuta, la sua storia, le sue caratteristiche.

Finita la proiezione andiamo a visitare un piccolo museo allestito con il mate

Tenuta di Castelporziano: Cortile interno del Borgo

Cortile interno del Borgo

riale dei ritrovamenti  archeologici rinvenuti nel territorio della Tenuta di Castelporziano.

RisTenuta di Castelporziano: Discoboloultati immagini per discobolo castelporziano

Discobolo di Castelporziano

Ci sono i resti e gli arredi di due tombe (una maschile e una femminile)  risalenti al VII a.C. trovati nella necropoli di Castel di Decima, al confine della tenuta con la Via Pontina, monete varie, una splendida copia romana del “discobolo” di Mirone  (originale al Museo delle Terme), mancante della testa,  ritrovata nel 1906 nella villa detta “del Discobolo”, una parte di un soffitto dipinto, ritrovato nella Villa Imperiale a Tor Paterno e altri reperti (circa 200 in tutto).

Uno splendido mosaico risalente al II secolo d.C .,con scene di caccia e marine trovato nel Vicus Augustanus  , ora fa bella mostra di se nei giardini del Castello baronale all’interno della Tenuta di Castelporziano.

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Risaliti sul bus navetta percorriamo alcuni Km fino alla località Tor Paterno molto vicina al mare.

Durante il percorso attraversiamo una rigoglioso foresta di pini, lecci, querce e sugherete, oltre che arbusti sempreverdi e piante aromatiche, e riusciamo ad intravvedere dai finestrini qualche cinghiale, ma ci sono tantissimi altri animali, domestici (mucche,cavalli) e non: daini, caprioli, cervi, volpi, lepri ,conigli, etc. oltre che a innumerevoli uccelli, sia stanziali che di passo.

La tenuta di oltre 6000 ettari, è ricca di foreste, radure, praterie, frammiste a specchi d’acqua naturali e palustri l’ambiente viene conservato integro con cura maniacale così da non compromettere l’habitat e cercare di limitare l’impatto umano.

Nella Tenuta ci sono delle attività di allevamento di bovini di razza maremmana e cavalli selezionati, oltre che la produzione del foraggio per l’alimentazione di questi animali.

La Villa Imperiale

Dopo qualche Km di percorso con la navetta, arriviamo alla Villa Imperiale (II° sec. d.C.) i cui resti hanno ancora un’evidenza notevole.

Nei pressi corrono la Via Laurentina e la Via Severiana   che conduce agli altri scavi sulla fascia costiera fino al Vicus Augustanus e alla villa magna, verso la Pineta di  Castelfusano e la villa c.d. di Plinio.

Tenuta Castelporziano: Terme della Villa Imperiale

Terme della Villa Imperiale. Scorcio nel pavimento.

Nella Villa Imperiale dove soggiornava Augusto e, successivamente Claudio e poi Commodo, (figlio di Marco Aurelio) che vi si rifugiò nel 189 d.C. durante una grave pestilenza a Roma, si intravvedono i resti di due grandi complessi termali ed anche delle zone residenziali. Nel grande ambiente termale vicino alla strada, protetto da una grande tettoia, con un pavimento con mosaici,  riusciamo a vedere (da uno spaccato nel pavimento) le suspensurae (pilastrini per il sostegno del pavimento) tra cui circolava l’aria calda e anche gli ambienti di servizio dove gli schiavi portavano la legna da bruciare al praefurnium. , Lungo le pareti, i tubi (fistulae) che portavano l’aria calda agli ambienti superiori delle terme.

Tenuta di Castelporziano: Terme della Villa Imperiale

Terme della Villa Imperiale

Fuori, poco lontano , ci sono i resti di una imponente cisterna che conteneva l’acqua necessaria alle terme e a poca distanza le mura dell’ acquedotto che portava l’acqua.

Tenuta Castelporziano: Acquedotto della Villa Imperiale

Acquedotto della Villa Imperiale

Tra le rovine c’è anche una Chiesa dedicata a S.Maria del Soccorso e S.Filippo Neri risalente probabilmente al XV secolo e risistemata nella seconda metà dell’800.

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Di fronte alle rovine ci sono dei grossi frammenti di di mura che sembrano essere residui dei moli del porticciolo per le imbarcazioni imperiali.

Tenuta di Castelporziano: muri del molo

Muri del molo

Il mare, oggi a circa 500 metri di distanza,

Tenuta Castelporziano: Chiesa S.Filippo Neri

Chiesa S.Filippo Neri

all’epoca delle costruzioni doveva lambire la villa.

Percorrendo la Via Severiana in direzione Pineta di Castelfusano, sono state trovati i resti di numerose ville , a partire dagli scavi fatti nell’800 fino ai nostri giorni. Tra le ville scoperte (e poi ricoperte), la Villa del Discobolo (a sud della Villa Imperiale, in località Pantan di Lauro) , la c.d. Villa Magna in località Grotte di Piastra, il Vicus Augustanus , poi un’altra Villa Magna in località Chiesuola ma siamo a ridosso del muro di recinzione con la Pineta di Castelfusano. Tutti i ritrovamenti sono a ridosso della Via Severiana e non sono attualmente visitabili, molti scavi sono stati nuovamente interrati e la vegetazione copre tutto.

Il Vicus Augustanus Laurentum, venuto alla luce alla fine dell’800 è un borghetto fondato in età imperiale come struttura di servizio per le numerose ville marittime della fascia costiera di Laurentum, e costituito da una grande piazza con molti edifici, alcuni adibiti a Terme , in funzione fino al tardo medioevo e poi abbandonato intorno al IV-V° secolo d.C..

La Stazione Ornitologica

Dopo la visita alla Villa Imperiale ci spostiamo di un centinaio di metri e, nella boscaglia, vicino ad altri resti archeologici, c’è una capanna in legno dove c’è un centro per l’inanellamento degli uccelli, per studiarne le loro abitudini, i loro spostamenti durante le migrazioni annuali.

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Ci sono delle persone del Corpo Forestale che ci spiegano come funziona questa importante attività.

Il personale stende delle reti dove si impigliano gli uccelli. Questi vengono catturati e poi esaminati. Si registra la specie, il peso, l’apertura alare, il grasso corporeo, dopo di che viene posto un piccolo anello su una zampa (che non da loro alcun fastidio) dove ci sono le indicazioni del sito a cui rivolgersi nel caso l’uccello venga ricatturato in altra zona, così da tracciare le abitudini della specie e le zone raggiunte nella loro migrazione annuale.

L’esperto inanellatore

Tenuta Castelporziano: inanellamento

inanellamento di un piccolo lui

ci ha mostrato la procedure con due piccoli uccelli al momento disponibili, una capinera e un piccolo lui (peso 5 gr.)

Una cosa molto interessante ma ha portato via un po’ di tempo che, unitamente all’attesa di una nuova navetta in quanto la nostra era rientrata per un guasto, ci ha impedito di recarci in un’altra località (c.d. Muraccioli) dove c’erano altri ritrovamenti da vedere.

Abbiamo fatto una bella passeggiata nel bosco (senza allontanarci dal sentiero principale e abbiamo ammirati delle straordinarie “sculture” vegetali.

Tenuta Castelporziano: Scultura vegetale

Scultura vegetale

Arrivata la navetta, siamo stati ricondotti al Borgo dove volendo si può mangiare al bar/mensa ad un prezzo minimo (€ 11,00) in attesa della partenza del primo bus che ci riporterà al parcheggio esterno.

Il tempo era favoloso e la visita molto interessante e penso che ci ritornerò nuovamente sperando di poter vedere molte altre cose.

Lello

 

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