Tra la vacca e il toro…

… troverai un gran tesoro.

Arco degli Argentari

Tra la vacca e il toro...: Arco degli Argentari

Arco degli Argentari

In via del Velabro, addossato alla Chiesa di S.Giorgio in Velabro si trova l’Arco degli Argentari.

Tra la vacca e il toro: S.Giorgio in Velabro e l'Arco degli Argentari

S.Giorgio in Velabro e l’Arco degli Argentari

La leggenda ci fa sapere che un inglese, avendo letto su un libro antico di questa profezia medioevale, girò per tutta la città alla ricerca del tesoro finchè non trovò la vacca ed il toro tra i bassorilievi dell’Arco degli Argentari. Allora fece un buco nel marmo tra i due animali e trovò un bel gruzzoletto di monete d’oro.

Secondo altre versioni, questo intraprendente personaggio sparì improvvisamente (forse con il tesoro) tra i cunicoli sotterranei che portavano alla Cloaca Massima, e non se ne ebbe più traccia.

La zona del Velabro era una zona bassa e paludosa in origine e soggetta ai straripamenti del Tevere durante le alluvioni.

La situazione migliorò con la costruzione della Cloaca Maxima un ramo della quale passa nel sottosuolo sotto il vicino Arco di Giano, ad una profondità di 12 metri per sfociare nel Tevere in corrispondenza del Tempio di Ercole Olivario vicino al Ponte Emilio (o ponte rotto).

In questa zona la leggenda colloca il ritrovamento, da parte del pastore Faustolo,

CEntrale Montemartini: Settimio Severo

Settimio Severo

dei gemelli Romolo e Remo qui arenati in una cesta.

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L’Arco degli Argentari, piuttosto una Porta monumentale fu costruito nel 204 e dedicato all’Imperatore Settimio Severo e alla sua famiglia dagli argentarii (i banchieri, ovvero i cambiavalute) e dai mercanti di animali che svolgevano la loro attività nel Foro Boario : “argentarii et negotiantes boari huius loci“.

L’Arco degli Argentari era probabilmente uno degli accessi al mercato e posto su un’antica strada che proveniva dal Vicus Jugarius sulle pendici del Campidoglio.

Arco degli Argentari: lato interno destro

Arco degli Argentari: lato interno destro

Sulle superfici interne dei due pilastri rivestiti in marmo, ci sono dei bassorilievi raffiguranti l’Imperatore Caracalla, a sinistra, in atto di sacrificare, con accanto degli spazi vuoti scalpellati forse per rimuovere le figure di Fulvia Plautilla, moglie di Caracalla, il padre prefetto Gaio Fulvio Plauziano o il fratello Geta fatti uccidere dallo stesso Imperatore e soggetti alla damnatio memoriae, come si può vedere anche su altri monumenti di Roma, come sull’Arco di Settimio Severo al Foro o anche sul capitello con dedica a Settimio Severo e al figlio Geta, trovato negli Scavi di S.Giovanni in Laterano, dove la presenza del nome di Geta era stata accuratamente cancellata e coperta da altre scritte.

S.Giovanni. Capitello con dedica a Settimio Severo

Capitello con dedica a Settimio Severo

Giulia Domna

Sulla parte destra interna del pilastro addossato alla Chiesa, ci sono le figure di Settimio Severo e Giulia Domna nell’atto di sacrificare con a lato ugualmente uno spazio scalpellato che probabilmente conteneva l’altro figlio Geta o la moglie di Caracalla, Fulvia Plautilla. Negli spazi liberi da figure o iscrizioni ci sono motivi vegetali che coprono tutte le superfici libere.

Arco degli Argentari: lato interno sinistro

Arco degli Argentari: lato interno sinistro

Sul lato esterno del pilastro sono raffigurati dei soldati romani con un barbaro prigioniero. Si pensa che sull’attico della Porta ci fossero cinque statue raffiguranti Settimo Severo, la moglie Giulia Domna, i figli Caracalla e Geta e Fulvia Plautilla.

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Lello

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