Treni e Tranvie di Roma

Vettura 404 "Urbinati"

Vettura 404 “Urbinati” (vista posteriore)

 

 

 

 

 

 

Situato accanto alla  Stazione di Porta S. Paolo, il parco-museo del Polo Museale Atac, a pochi passi dalla Piramide di Caio Cestio, dal Cimitero Acattolico di Roma , dalla Porta Ostiense (Porta San Paolo),

Treni e Tranvie di Roma: Plastico della Stazione di Porta San Paolo e dintorni

Plastico della Stazione di Porta San Paolo e dintorni

e poco lontano della Centrale Montemartini, mostra una serie di esempi della storia del trasporto su ferro a Roma e nel suo hinterland. Il materiale esposto, tutto restaurato magnificamente dalle maestranze Atac è un esempio delle varie Società che hanno operato a Roma e sono confluite via via nell’attuale Met.Ro (Stefer, Sefi, Sfv, Roma Nord).

Treni e tranvie di Roma: Stazione di Porta San Paolo

Stazione di Porta San Paolo

La Stazione di Porta San Paolo, capolinea dei treni per il Lido di Ostia, fu costruita su progetto dell’Architetto Marcello Piacentini, un archistar del periodo fascista, e fu inaugurata il 10 agosto 1924 alla presenza di Benito Mussolini.

Palina di fermata d'epoca (recente)

Palina di fermata d’epoca (recente) della tranvia circolare

 

Il Polo Museale Atac, a cui si accede dalla via Bartolomeo Bossi,7 , o da un ingresso interno alla Stazione, lungo il binario 6, ideato e allestito grazie alla passione dell’Ing. Angelo Curci venne inaugurato nel settembre 2004 in occasione della prima “Notte Bianca” organizzata dal Comune di Roma e mostra alcuni locomotori delle ferrovie del Lazio in concessione, un tram urbano oltre ad alcuni carri merci o di servizio unitamente ad altro materiale “ferroviario”.

Piramide Cestia e Porta Ostiense

Piramide Cestia e Porta Ostiense

Il materiale rotabile è comodamente accessibile anche all’interno, tramite delle piattaforme con gradini o rampe che ci portano a livello del treno.

All’interno dei treni si trovano anche numerose fotografie d’epoca che li ritraggono in servizio nelle piazze e vie di Roma o nelle località extraurbane dove viaggiavano.

  I Rotabili

Appena entrati troviamo esposto in posizione centrale dell’area espositiva il magnifico tram doppio che fino al 1980 svolgeva il tragitto urbano della

Tram e Tranvie di Roma. elettromotrice 404

Elettromotrice 404

linea Termini-Cinecittà ed il servizio limitato Cinecittà – Piazza Vittorio. ed anche la linea Termini – Capannelle.

La linea fu soppressa quando iniziò il servizio della Metro A sullo stesso percorso (Termini-Cinecittà), mentre la linea per Capannelle era già cessata il 30 giugno 1978 e sostituita da un servizio bus.

Termini-Cinecittà

Termini-Cinecittà

Si tratta dell’elettromotrice urbana articolata della serie 404 con in mezzo la cosiddetta “giostra” progettata dall’Ing. Mario Urbinati per consentire al lungo mezzo di effettuare le curve.

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La vettura fu costruita nel 1939 dalle Officine Meccaniche della Stanga (che si trovavano a Padova), per la parte meccanica (mentre l’equipaggiamento elettrico fu fornito dalla TIBB) e dove l’Ing. Urbinati della Società Stefer di Roma, brevettò appunto la famosa “giostra“, applicata poi a tutta la produzione successiva della fabbrica.

Elettromotrice 404, interno

Interno della vettura

Il tram figura anche in alcune scene del film “Roma Città Aperta” girato nel 1945 da Rossellini e qualunque romano (non adolescente) lo ricorderà con nostalgia.

Postazione del bigliettaio

Postazione del bigliettaio

L’interno è stato splendidamente

restaurato, ed è visibile la “giostra” di Urbinati , il pavimento ricoperto in gomma tassellata e la postazione del bigliettaio, ovvero “quando tutti (o quasi) pagavano il biglietto”. All’interno le scritte, che ci riportano ai tempi passatitipo: Prepararsi a scendere, Vietato scendere e così via. Prescrizioni a cui tutti scrupolosamente si attenevano, insieme ai richiami del bigliettaio (…avanti c’è posto), come vediamo anche in alcuni film d’epoca in b/n.

Sulla parte destra di questo Museo all’aperto, troviamo l’elettromotrice della linea Roma-Civitacastellana-Viterbo ovvero “Il treno della Tuscia” con sulla fiancata una buca delle regie poste che funzionava ovviamente come collettrice della corrispondenza in tutte le fermate.

Elettrotreno ECD21

Elettrotreno ECD21

ECD21 con la cassetta postale sulla fiancata

ECD21 con la cassetta postale sulla fiancata

 

 

 

 

 

 

L’elettromotrice in questione è l’ECD21 costruito nel 1931 dalle stesse Officine Meccaniche della Stanga di Padova per la parte meccanica (come abbiamo già visto per il tram 404) ed equipaggiamento elettrico della TIBB.

ECD21, l'interno

ECD21, l’interno

L’ECD21 apparteneva alla SRFN (Società Romana per le Ferrovie del Nord), ed è in discrete condizioni con arredamento interno in legno ed eleganti plafoniere elettriche sul soffitto. Nella parte adibita al personale si trova un piccolo ufficio postale con tanto di telegrafo morse a nastro e apparecchio telefonico di servizio.

ECD21: l'ufficio postale

ECD21: l’ufficio postale

Appresso troviamo l’elettromotrice 70 che per conto della STFER, in seguito STEFER (dal 1928, diventata Società pubblica)

Treno dei Castelli: automotrice 70

Treno dei Castelli, automotrice 70

 

 

 

percorreva l’itinerario extraurbano: Roma-Grottaferrata-Genzano-Squarciarelli-Valle Oscura-Rocca di Papa.

Treno dei Castelli

Il Treno dei Castelli

Il tratto terminale Valle Oscura –Rocca di Papa era servito da una funivia. In seguito furono aggiunte nuove linee che seguivano il percorso (più diretto)  della via Appia collegando Albano e Genzano e in seguito, prolungando il percorso fino a Velletri.

Treno dei Castelli: l'interno

Treno dei Castelli: l’interno

Queste linee furono dismesse negli anni ’60 del secolo scorso a seguito del miglioramento della viabilità con l’apertura di nuove strade e la diffusione sempre più crescente del mezzo privato.

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Proseguiamo la visita andando verso la parte sinistra del rigoglioso giardino dove contornata da palme e piante di lavanda, troviamo il glorioso locomotore della Roma-Lido numero 05 nel suo originario colore primitivo castano-isabella.

Elettromotrice 05 Roma-Lido

Elettromotrice 05 Roma-Lido

Si tratta di un locomotore costruito nel 1922 da un’azienda milanese, la Carminati e Toselli per la parte meccanica e la TIBB per la parte elettrica, per la Società SEFI, entrato in servizio nel 1925 e, dopo alcuni aggiornamenti, e una completa ricostruzione nel dopoguerra nelle Officine della Magliana in quanto gravemente danneggiato,rimasto in servizio fino alla seconda metà del secolo scorso.

Treni e Tranvie di Roma: Locomotore 05 Roma-Lido, targa della ricostruzione

Locomotore 05: Targa della ricostruzione

Treni e Tranvie di Roma: Locomotore 05 della Roma-Lido

Locomotore 05, vista laterale

 

 

 

 

 

 

Un tram restaurato (si tratta dell’elettromotrice n.82), costruito dalla stessa Azienda e che operava sulla rete tranviaria dei Castelli, dismessa negli anni ’80 del secolo scorso in seguito all’apertura della linea Metro A, è esposto all’ingresso della Stazione Anagnina, nel Quartiere Cinecittà.

Treni e Tranvie di Roma: Elettromotrice 01

Elettromotrice 01 : Roma -Fiuggi

Vicino allo 05 della Roma-Lido troviamo l’elettromotrice 01 della ferrovia a scartamento ridotto Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone e diramazioni locali, in servizio fino al 1983 quando la linea extraurbana fu soppressa, rimanendo solo la parte urbana Roma-Pantano Borghese.

Elettromotrice 01: Roma-Fiuggi-Frosinone

Roma-Fiuggi-Frosinone

La linea che, nel dopoguerra partiva dalle Roma Laziali (precedentemente da Piazza dei Cinquecento), seguiva grosso modo il tracciato delle vie  Casilina e Prenestina.

Recentemente, con la costruzione della Metro C (automatica), la ferrovia ora Roma-Giardinetti (nel 2008 venne soppresso il tratto Giardinetti-Pantano) è stata ulteriormente limitata fino alla Stazione Centocelle.

Treni e Tranvie di Roma. Elettromotrice 01, interno

Elettromotrice 01: interno

L’elettromotrice esposta 01, fu costruita nel 1915 dalle Officine Breda di Milano per la parte meccanica e Galileo Ferraris (AEG-Thomson Houston) per la parte elettrica per conto della SVF a cui nel 1941 subentrò la STEFER.

Carri di Servizio

Disposto vicino alla “Biglietteria Estiva”, attorniato da un rigoglioso giardinetto biologico,

Carro merci

Carro merci

c’è un carro merci con sponde, costruito nelle Officine della STEFER di Via Appia (Alberone) nel 1951 con materiale di recupero (dai bombardamenti della guerra), attaccato ad una piccola vettura coperta e usato come bagagliaio nella tratta dei Castelli:  Rocca di Papa-Roma.

Vagone con appendice merci

Vagone con appendice merci

Dalla parte opposta, vicino all’elettrotreno 05 della Roma-Lido, sotto una tettoia, c’è anche un curioso piccolo carrello di servizio e alcuni armadi casseforti usati per riporre i documenti ed i valori nelle piccole stazioni.

Carrello di servizio

Carrello di servizio

 

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Ci sono anche stadere, scambio binari manuale e numeroso altro materiale tecnico insieme a molte fotografie d’epoca. Altro materiale di documentazione è visibile e consultabile previa richiesta al cortese personale.

Ex Biglietteria Estiva della Roma-Lido

Finita la visita ai rotabili esposti, è possibile chiedere l’apertura del locale a suo tempo adibito a biglietteria estiva quando era necessario smaltire le richieste dei numerosissimi viaggiatori che volevano raggiungere le spiagge di Ostia.

Treni e Tranvie di Roma: Plastico Ferroviario Urbinati

Plastico Ferroviario Urbinati

Nello stanzone troviamo in bella mostra un grande plastico ferroviario (funzionante) in scala H0 che riproduce una stazione di una località sarda (Impianto idroelettrico di Osilo), costruito negli anni ’50 del secolo scorso, dall’Ing. Alessandro Urbinati figlio di Mario Urbinati (l’inventore della “giostra“).

Il plastico, molto bello, fu donato al Museo dalla famiglia Urbinati ed è perfettamente funzionante con soluzioni tecniche non indifferenti vista la relativa “penuria” in quegli anni di materiale ferromodellistico.

Nello stanzone anche alcune teche con blocchetti di biglietti d’epoca di vari valori (in Lire, ovviamente), documenti, berretti e materiale vario di Stazione.

Conclusioni

Consiglio la visita anche (soprattutto) a famiglie con bambini che possono ammirare dal vero i mezzi di trasporto usati a Roma dai loro nonni e bisnonni.

La visita è gratuita ed il personale del Museo è disponibile e cordiale al massimo.

Viene anche distribuito gratuitamente un foglio (quattro facciate) con un po’ di storia dei rotabili esposti, oltre alla possibilità di poter ammirare numerosissime fotografie d’epoca esposte all’interno dei treni e pannelli esplicativi all’esterno.

Treno di Pio IX: Carrozza con Cappella

Carrozza con Cappella

Ricordo agli appassionati di treni d’epoca che, nella vicina Centrale Montemartini, in Via Ostiense,106, sono esposte le tre carrozze del Treno di Pio IX, magnificamente restaurate (anche se si possono solo ammirare da vicino ma non toccare) con ausili audiovisivi che ne raccontano la storia e consentono una visita virtuale sui monitor.

Nel Parco degli Acquedotti a Cinecittà c’è ancora il Casale del Sellaretto dove una targa ci ricorda come lo stesso rappresentasse una casa cantoniera del Treno di Pio IX.

Sempre (relativamente) vicino al Polo Museale Atac, a Viale Trastevere, davanti alla vecchia Stazione di Trastevere, fino a pochi anni fa era esposta all’esterno una bellissima locomotiva a vapore (mod. 625) ora al deposito Atac di Portonaccio.

Lello

Nota: Gran parte delle notizie usate per comporre l’articolo le ho desunte dal materiale cartaceo consegnatomi all’ingresso e per cui ringrazio pubblicamente l’Atac. Mi auguro che il Parco treni possa espandersi in futuro salvando dalla distruzione altri modelli che appartengono alla memoria collettiva di tutti noi.

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Info:

Polo Museale Atac

Via Bartolomeo Bossi,7 o binario 6 della Stazione di Porta San Paolo

Orari: Lun-Gio dalle ore 9:00 alle ore 16:00; Ven dalle ore 9:00 alle ore 13:00

Tel. 0646958207

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