Il Tempio di Minerva Medica a Roma

Tempio di Minerva Medica

Tempio di Minerva Medica

Tempio di Minerva Medica

A questo nome, con cui è normalmente conosciuto ai nostri giorni questo iconico monumento del IV secolo d.C. eretto sul colle Esquilino, converrebbe anteporre un “cosiddetto”, vistane l’origine totalmente di fantasia, inventato e attribuitogli dall’ architetto Pirro Ligorio nel XVI secolo.

L’equivoco nacque in quanto si era saputo che nei suoi pressi era stata rinvenuta una statua della Dea Minerva con un serpente attorcigliato ai suoi piedi che rimandava al semidio greco Asclepio (Esculapio in latino), dio della medicina.

Tempio di Minerva medica: Athena Giustiniani

Athena Giustiniani

In realtà si ignora dove fosse stata effettivamente  rinvenuta la statua della Dea (Atena Giustiniani) oggi conservata nei Musei Vaticani.

Secondo il pittore Pietro Santi Bartoli, la statua fu rinvenuta nei pressi della Basilica di Santa Maria sopra Minerva nel rione Pigna.

Tempio di Minerva Medica non è l’unico nome di fantasia con cui è stato conosciuto in passato il monumento.

Altri nomi furono  quello di “Le Galluzze“, toponimo sulla cartografia, con riferimento ad un Tempio ( mai ritrovato) dedicato ad Ercole Callaico da Decimo Giunio Bruto, generale romano che aveva conquistato la Galizia in Spagna nel 137 a.C. e pertanto denominato “Callaico”.

Tempio di Minerva Medica (Tempio di Ercole Callaico secondo l'incisore G.Vasi)

Acquaforte di G.Vasi del 1753

Questa costruzione fu meta di visite di numerosi viaggiatori europei che compivano il cosiddetto Grande Tour a Roma, tra cui ricordiamo Stendhal che cita questo monumento nella sua opera “Promenade dans Rome“.

Stendhal

Stendhal

Ancora oggi questo monumento è il primo incontro con le antichità romane per chi arriva a Roma con il treno che passa a pochi metri di distanza.

Il c.d. Tempio di Minerva Medica, non è un tempio ma non è neanche un ninfeo come si era supposto fino a pochi anni addietro. Gli scavi archeologici e le rinnovate conoscenze intervenute negli ultimi quindici anni, hanno rivelato come questa struttura fosse un ambiente di ricevimento e svago appartenente forse al Palazzo Sessorio anche se un dubbio lo pone il passaggio nei pressi, della via Labicana che ne interrompeva in qualche modo la continuità territoriale.

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Percorrendo le Mura Aureliane sul lato esterno tra la Porta Tiburtina e la Porta Maggiore, notiamo che tra la quinta e la sesta torre, manca una torre alla consueta distanza di circa 30m e si notano sul muro le tracce di quella che sembrava essere una domus romana di tre piani con delle mensole che avrebbero dovuto sostenere un balcone e delle finestre ad arco murate insieme ad una porta.

Mura Aureliane in corrispondenza del Tempio di Minerva Medica

Ninfeo sulle Mura Aureliane

Questo fino a quando alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, facendo degli scavi dalla parte interna delle Mura in un’area non accessibile al pubblico in quanto occupata dall’Acea (Azienda elettrica di Roma), si è capito che la supposta Domus era in realtà un grande Ninfeo con le relative condotte per l’acqua, inglobato nelle Mura all’atto della costruzione delle stesse.

Testa di Costantino

Testa colossale di Costantino

Questo ninfeo si trova in corrispondenza del c.d. Tempio di Minerva Medica ad un centinaio o poco più metri di distanza, dall’altra parte del fascio dei binari ferroviari della Stazione Termini.

Si era ritenuto che questo c.d. Tempio facesse parte degli Horti Liciniani appartenuti all’Imperatore Gallieno e prima di allora alla famiglia dei Licini, in quanto parte della residenza imperiale (Palatium Licinianum insieme ad altre costruzioni nella zona destinati ad ospitare la sua corte quando l’Imperatore era presente).

Porta Esquilina

Porta Esquilina o Arco di Gallieno

L’Arco di Gallieno (Porta Esquilina) era il probabile punto di accesso all’area in quanto da lì si originavano le strade Labicana e Prenestina che conducevano fuori Roma rispettivamente a Labico e Palestrina..

Il ritrovamento, durante gli scavi di consolidamento e di messa in sicurezza del monumento, di bolli laterizi del tempo di Massenzio e Costantino,  (IV secolo), cozzano contro la supposta appartenenza del Tempio di Minerva Medica  al Palatium Licinianum a favore invece del vicino Palazzo Sessorio, residenza di Elena la madre di Costantino e la sua corte.

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La costruzione

Il c.d. Tempio di Minerva Medica si trova sulla parte del Colle Esquilino sud orientale che degrada verso la Porta Maggiore ed il Palazzo Sessorio.

Tempio di Minerva Medica

Tempio di Minerva Medica

In passato questa zona aveva un’ orografia più mossa ed era solcata da piccole valli e colline che alla fine del 1800 nella generale risistemazione della zona, vennero livellate con circa 2,5 metri di terra di riporto.

Il c.d. Tempio di Minerva Medica, datato agli inizi del IV secolo d.C.,  un tempo visibile da lontano, ora si trova immiserito, stretto com’è tra i binari della ferrovia per Termini e il binario del trenino a scartamento ridotto per Centocelle, con di fronte gli anonimi palazzi di Via Giolitti, con un triste destino di declino, appaiato in questo anche dalla vicina Chiesa di S.Bibiana.

Chiesa di S.Bibiana

Chiesa di S.Bibiana – Incisione di G.B.Falda, sec.XVII (Gabinetto Comunale delle stampe)

La sua cupola, del diametro di 25 m. e alta 24 m. (dagli originali 32 m)., era la terza per dimensioni dopo quella del Pantheon e quella delle Terme di Caracalla.

La cupola, sia per l’ardita costruzione oltre che per l’incuria e l’abbandono nei secoli, franò in notevole parte nel 1828 e necessitò in varie riprese negli anni avvenire, di interventi murari per migliorarne la staticità compromessa anche dalle notevoli vibrazioni dovute al passaggio dei treni.

Tempio di Minerva Medica

Tempio di Minerva Medica

La sua superficie ha una pianta decagonale che, verso la cupola assume un andamento circolare, e con ai lati delle nicchie semicircolari che probabilmente ospitavano delle statue.

L’impronta sul terreno è come di una grande margherita.

Alla base della cupola ci sono 10 grandi aperture che davano luce alla grande sala. Il soffitto della cupola era decorato da un mosaico a pasta vitrea come da tracce ritrovate poi ricoperte da intonaco.

Dei grossi pilastri esterni di sostegno aggiunti forse già in fase di costruzione davano stabilità all’ardita opera e ortogonalmente all’ingresso si aprivano verso l’esterno due grandi aule absidate.

Tempio di Minerva Medica

Tempio di Minerva Medica

Durante alcuni scavi condotti tra il 1875 e il 1878, che comunque interessarono tutta l’area dell’Esquilino, in massima parte la zona di Piazza Vittorio e via Merulana, furono scoperte alcune terrecotte votive e, tra le altre cose, due statue dette dei Magistrati, che erano coloro che lanciavano la mappa per dare inizio alle corse dei carri o dei cavalli al Circo Massimo.

Centrale Montemartini: Magistrato giovane

Magistrato giovane

Queste due meravigliose statue del Magistrato anziano e l’altro più giovane, ed ad altri ritrovamenti, sono esposte alla Centrale Montemartini insieme ad un grande mosaico trovato nelle vicinanze della Chiesa di S.Bibiana.

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La superficie delle pareti del Tempio di Minerva Medica in laterizi, era ricoperta di marmi ora non più presenti in quanto depredati nel corso dei secoli, di cui rimangono le grappe ai muri.

Alcuni ambienti con funzioni tricliniari erano riscaldati come si vede da alcuni forni (praefurnium) e dalle suspensurae e le sedi di tubuli fittili da riscaldamento di cui sono state trovate le tracce insieme alle vasche termali.

Tempio di Minerva Medica: Praefurnium

Praefurnium

Questo sistema era usato anche nelle terme come ad esempio quelle del Palazzo Imperiale nella Tenuta di Castelporziano o come abbiamo visto anche nella Villa di Procoio a Pianabella o anche nella Villa romana di Torvaianica.

E’ un esempio di audace architettura purtroppo viziata da gravi problemi strutturali sin dall’inizio per l’uso di materiale inadatto ed esecuzione non proprio impeccabile a cui si tentò di porre rimedio in corso d’opera con non brillanti risultati come dal crollo rovinoso di due spicchi della cupola nel 1828.

Il c.d. Tempio di Minerva Medica è stato chiuso al pubblico per moltissimi anni sia per effettuare delle prospezioni nelle fondamenta, sia per ovvi motivi di sicurezza.

Da poco è stata riaperta la possibilità di poter visitare all’interno il monumento anche se solo con visite di gruppo e con prenotazione.

Lello

Per approfondimenti e prenotazioni:

www.soprintendenzaspecialeroma.it/schede/tempio-di-minerva-medica-cosiddetto_3117/

Bibliografia;

F.Coarelli-Guide Archeologiche: Roma-Mondadori

Mariarosaria Barbera-Marina Magnani Cianetti-Minerva Medica- Mondadori Electa 2019

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