Mitreo del Circo Massimo

 

Mitreo del Circo Massimo: la tauroctonia

Mitreo del Circo Massimo: la tauroctonia

Mitreo del Circo Massimo

Il Mitreo del Circo Massimo, conosciuto anche come Mitreo dell’Ara Massima di Ercole, si trova, come indica il nome, a qualche decina di metri di distanza dal Circo Massimo e dalla zona dove si trovavano i Carceres (le gabbie di partenza dei carri per le corse).

Il Mitreo si trova nel sotterraneo del magazzino per le scenografie del Teatro dell’Opera di Roma, nel complesso dell’ex Pastificio Pantanella.

A partir dalla seconda metà dell’800, questa zona fu adibita a zona industriale, vi si trovavano infatti il Gazometro per la produzione e distribuzione del gas, i molini e il Pastificio Pantanella, che usufruivano dell’abbondanza di acqua data dal fosso della Marrana e dalla vicinanza del Tevere.

ex Pastificio Pantanella

Ex Pastificio Pantanella

Successivamente, alla fine degli anni ’30 del secolo scorso, la zona fu risistemata e le attività industriali vennero trasferite in zone periferiche. Nel complesso del Pastificio Pantanella, venne insediato il Museo di Roma (che nel 1939, venne poi trasferito a Palazzo Braschi) e, nella parte prospiciente al Circo Massimo, venne creato il Deposito delle attrezzature del Teatro dell’Opera. Proprio per la sistemazione di questo magazzino, nel 1931 vennero scavati gli ambienti sottostanti e rinvenuto questo Mitreo.

Negli scavi del Mitreo del Circo Massimo cominciati nel 1931 e anni successivi, condotti da C. Pietrangeli, furono rinvenuti anche molti oggetti fittili, ben 48 frammenti di ceramiche chiare con fondo scuro con iscrizioni che si riferivano al mito di Ercole, molto diffuso in questa zona, sede del Foro Boario, frequentata dai mercanti Greci, grazie al vicino Porto sul Tevere, che avevano importato anche i loro culti, e questo anche prima della fondazione di Roma.

Infatti l’Ara Maxima fu inserita nel Pomerio all’atto della fondazione di Roma, segno evidente di una preesistenza di questo culto tra gli abitanti Greci in esilio nella zona.

Questa era un’area sacra dedicata ad Ercole. Infatti a poca distanza c’è il Tempio circolare di Ercole o Tempio di Ercole Olivario, (erroneamente noto come Tempio di Vespa) e sotto l’adiacente S.Maria in Cosmedin, o comunque nelle immediate vicinanze ci doveva probabilmente essere il tempio di Hercules Invictus.

Tempio rotondo di Ercole Vincitore

Tempio rotondo di Ercole Vincitore

Crateri e vasi con riferimenti ad Ercole sono stati trovati anche in altri Mitrei a Roma (Mitreo di Via Passalacqua, Mitreo di Piazza Dante), come riporto nel precedente articolo sul Mitraismo a Roma.

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Il Mitreo del Circo Massimo fu adattato nel IV° Sec. d.C., in preesistenti strutture in mattoni risalenti al I° Sec., si tratta di quattro ambienti comunicanti tra loro probabilmente  adibiti a stabula per gli animali  che venivano commercializzati nel vicino Foro Boario.

In una seconda fase, i muri della costruzione furono rafforzati per sostenere la spinta di una volta a botte e un piano superiore.

Verso la parte che guarda il Circo Massimo, c’erano due grandi scale che portavano a  questo piano superiore ora non più esistente e all’esterno.

Mitreo del Circo Massimo: resti della scala al piano superiore

sul fondo i resti della scala al piano superiore

Nel terzo secolo, questi ambienti, tutti intonacati, furono riadattati a Mitreo con poche aggiunte, con un pavimento di marmi di pregio di vario tipo e colori, di riutilizzo, nella zona dell’altare, mentre all’ingresso  (odierno) troviamo il pavimento ad opus spicatum seguito da uno di mattoni quadrati di grandi dimensioni (bipedali) che portano allo spelaeum.

Mitreo del Circo Massimo: pavimento marmoreo

Pavimento marmoreo

Il primo ambiente che troviamo a destra è un apparitorium (sagrestia) per riporre i paramenti e gli attrezzi per le cerimonie del culto. C’è una soglia di marmo e buchi nelle pareti dove c’erano delle mensole.

Nel secondo vano a cui si accede da una porta, ci sono delle nicchie nelle pareti, sedi probabilmente di piccole statue.

Tramite un arco, ai cui lati ci sono due grandi nicchie semicircolari con basi di marmo per le statue di Cautes e Cautopates, si accede a un terzo vano a destra dove ci sono i banconi rivestiti in marmo per permettere ai fedeli di partecipare al rito. A sinistra del corridoio,su un muro di mattoni ci sono applicate delle tavolette con le dediche dei fedeli.

Mitreo del Circo Massimo: nicchia semicircolare alla base dell'arco

nicchia semicircolare ai lati dell’arco

Dopo questo muro, notiamo a sinistra un’enorme plinto in cemento armato (dei tre visibili) che sostiene la costruzione moderna sovrastante, e che, fortunatamente, non ha distrutto il Mitreo, ma ha rovinato irrimediabilmente la grande scala d’ingresso.

Proseguendo nel Mitreo , troviamo un grande arco che introduce agli ultimi ambienti. Ai lati dell’arco, due grandi nicchie semicircolari, come quelle precedenti che contenevano i dadofori, con delle basi per due colonnine che dovevano sorreggere un trave con sopra un timpano. Sotto la nicchia di destra c’è anche un’olla interrata. Al centro sotto l’arco, sul pavimento, un foro circolare con un  recipiente, ricoperto da una chiusura in marmo.

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Nell’ultimo ambiente a destra, troviamo un piccolo bancone in origine rivestito in marmo, dove si accomodavano i fedeli,e, sul muro, grazie ad una sapiente opera di restauro (fatta in tempi molto recenti) e pulitura dell’intonaco grigio della parete di fondo, sono venute alla luce ben 12 cerchi, probabilmente rappresentanti i 12 Dei dell’Olimpo ( i pianeti , nella simbologia mitraica) e su lato destro dell’intonaco, una decorazione con delle righe verticali a colori . Sulla parte opposta c’è  vano, al di sotto della scala (ora distrutta) che portava al piano superiore, dove, su una base moderna di mattoni poggia un grande rilievo con la tauroctonia, in origine trovata adagiata a terra.

Mitreo del Circo Massimo: rilievo della tauroctonia

rilievo con la tauroctonia

Questo rilievo che, probabilmente originariamente si trovava sulla parete di fondo prospiciente l’arco centrale, mostra la consueta figura del Mitra che uccide il toro con ai lati i dadofori e Sol e Luna. A sinistra in basso si vede  il Mitra che trasporta il toro per le zampe posteriori, e sulla cornice in alto la dedica del fedele che ha donato l’opera:Tiberio Claudio  Hermes. Ai lati due colonnine: quella a destra, vicina a Cautes , è in posizione corretta, mentre quella a sinistra, a fianco di Cautopates, è capovolta a significare il trascorrere del tempo. In alto, a sinistra, la raffigurazione di una lucertola, elemento inconsueto nella simbologia mitraica, che sta a significare anch’essa il sorgere del sole, quando esce dalla sua tana per godere del calore dei sui raggi.

Ai lati dell’arco , altre due grandi nicchie, con un recipiente di terracotta interrato in quella di destra. Al centro sotto l’arco, sul pavimento, un foro circolare con un  recipiente, ricoperto da una chiusura in marmo.

Davanti, di fronte a noi, sul muro di fondo ci sono ai lati in alto, due nicchie. La nicchia di sinistra è vuota mentre, in quella di destra, c’è un rilievo con una piccola tauroctonia in marmo in cui si possono ancora notare delle tracce di colore. Ai lati ci sono delle mensole che forse reggevano la tauroctonia che si trova nel sottoscala di sinistra di cui abbiamo già detto.

Mitreo del Circo Massimo: rilievo con la tauroctonia

nicchia di destra: rilievo con una piccola tauroctonia

Sulla parte sinistra del muro, sull’intonaco c’è un graffito scritto in corsivo che è possibile leggere se si fa molta attenzione (magari potendo usare la luce radente di una torcia elettrica), il seguente graffito disposto su cinque righe, la cui lettura ed interpretazione sono tuttora piuttosto controverse:” Magicas / inbiti fas / ey bene Gentio / Aternius / Biro “.

Mitreo del Circo Massimo: Graffito

Graffito

Per alcuni studiosi potrebbe significare “(E’) lecito entrare nelle (arti) magiche. Evviva Gentio, Aternio, Biro”. Per altri,la lettura potrebbe essere diversa: Magicas / inbictas / cede Degentio, ovvero “cedi le arti magiche invitte a Decentio, etc”, dove Decentio potrebbe essere l’autore del graffito.

Mitreo del Circo Massimo: Edicola in mattoni

Edicola in mattoni

Al centro di questo muro si apre un grande arco che inquadra una piccola edicola in mattoni con al centro una cavità in cui doveva essere posta una statua del Mitra. In basso, sul pavimento c’è un canale di scolo per i liquami prodotti dai sacrifici. Ai lati dei gradini di marmo altre dediche di fedeli.

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L’ingresso al Mitreo del Circo Massimo avveniva in origine dalle scale che scendevano dal primo piano dalla parte del Circo Massimo, mentre oggi usiamo un ingresso secondario.

Alcune parti del Mitreo, quelle verso il Circo Massimo, devono ancora essere scavate, ma si intravvede quello che doveva essere l’ingresso principale e, dall’altra parte, le tracce di una delle due grandi scale di accesso originarie.

Lello

Info: www.sovraintendenzaroma.it

Bibliografia:

F.Coarelli – Guida Archeologica di Roma – Mondadori 2000

C.Pavia – Guida dei Mitrei di Roma Antica – Gangemi 1999

 

Nota:

Ho visitato questo Mitreo con visita guidata nell’ambito della lodevole iniziativa di Archeologia in Comune che apre al pubblico siti di solito chiusi con la guida di Archeologi della Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Andate sul sito www.sovraintendenzaroma.it per avere il calendario delle aperture ai vari siti. La prenotazione (obbligatoria) al num.: 060608

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