Villa Altieri all’Esquilino

                                           VILLA ALTIERI

La Villa Altieri si trova nella parte bassa del Rione Esquilino, tra la Piazza Vittorio Emanuele II e la Chiesa di S.Croce in Gerusalemme, unica superstite, seppure rimaneggiata , insieme alla vicina Villa Astalli, delle numerose ville seicentesche che andarono ad occupare i preesistenti Horti romani che occupavano il colle Esquilino.

Portale d’ingresso a Villa Altieri

L’attuale ingresso alla Villa Altieri si trova in Viale Manzoni n,47 , chiuso da un elegante portale bugnato sormontato da un grande arco con le volute e la scritta “VILLA ALTIERI“.

La Villa Altieri fu costruita intorno all’anno 1665 dall’architetto

Clemente X

Giovanni Antonio De Rossi, che aveva costruito anche il Palazzo Altieri su via del Plebiscito a Piazza del Gesù.

L’Architetto De Rossi ristrutturò un vecchio casale compreso nella vasta proprietà, trasformandolo in un elegante Casino delle Delizie.

La Villa Altieri fu commissionata probabilmente dal Cardinale Emilio Altieri, divenuto poi Papa Clemente X (1670-76).

Emilio Bonaventura Altieri, nacque a Roma il 13 luglio del 1590 figlio di Lorenzo Altieri, erede di una famiglia che vantava nobili antenati romani.

Questo rivendicare antiche presunte nobili radici romane, nel caso specifico la discendenza addirittura dalla Gens Hostilia, era un vezzo comune anche ad altre importanti e ricche famiglie romane medioevali.

La Gens Hostilia era una delle più antiche nobili famiglie romane esistente già all’epoca del fondatore Romolo.

La famiglia Altieri possedeva una vasta estensione di terreno coltivato a vigna di circa 80 ettari di forma grosso modo triangolare e delimitata a nord dalla Strada Felice, a ovest dall’antica Via Merulana (solo in parte coincidente con l’odierna omonima via) a sud dall’odierna Via di S.Quintino e dalla Via Statilia, su quelli che anticamente erano gli Horti Lamiani e dove venne costruita la Villa Altieri. Questa Villa con un viale alberato si congiungeva, come detto, alla Strada Felice, strada rettilinea voluta dal Papa Sisto V (Felice Peretti) per collegare il Pincio con la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

La Villa Altieri

Vasi: Casino della Villa Altieri sul Monte Esquilino

Da alcune stampe dell’epoca riusciamo a vedere l’aspetto del Casino di Villa Altieri come appariva nel settecento.

Nell’incisione di Gjuseppe Vasi si vede a sinistra anche la sagoma dell’Acquedotto Neroniano che passa a poche centinaia di metri dalla Villa nel terreno su cui oggi sorge la Villa Wolkonsky.

Davanti alla facciata della Villa Altieri c’era un cortile rettangolare ornato all’ingresso da due obelischi che inquadravano una importante facciata costituita da tre piani più un’altana con tre finestre inquadrate in tre archi e con quattro statue antiche in cima.

La facciata era sottolineata da eleganti paraste in corrispondenza delle quali erano collocate altrettanti busti marmorei di coronamento ora scomparsi insieme a quasi tutte le statue che ornavano anche la scalinata d’ingresso.

Ingresso e Fontana dei Tritoni

All’ingresso della villa c’è una grande fontana con due delfini e due tritoni, inquadrata da due grandi rampe di scale semicircolari che portano al piano nobile e ad una grande porta finestra sormontata dallo stemma della famiglia degli Altieri.

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Ai lati della villa c’erano quattro archi di falsa roccia con delle statue e altre fontane, oggi danneggiate e con le statue mancanti , comprese quelle che adornavano i scaloni d’ingresso e il terrazzo posteriore che dava nei giardini, che sottolineavano l’importanza e la ricchezza della costruzione.

Ingresso al Piano Nobile con lo stemma degli Altieri

Al pianterreno, dietro la fontana dei tritoni, c’era l’ingresso di servizio che conduceva ad un portico posteriore con vista su un magnifico parco.

Questa loggia era dotata di due ali laterali aggettanti e una terrazza da cui si scendeva ai giardini che comprendevano dei viali, un grande labirinto di vegetazione, una grande fontana circolare e diversi giochi d’acqua, il tutto circondato da mura.

Villa Altieri era famosa anche per importante collezione di opere d’arte, statue, bassorilievi, epigrafi, per la maggior parte andate disperse per l’Europa.

Statue nella Sala di ingresso

Un elenco settecentesco delle opere (corredato da disegni) appartenenti alla vasta collezione Altieri si trova in un manoscritto di Richard Topham ora conservato nella biblioteca dell’ Eton College in Inghilterra.

Tra le opere importanti già appartenute alla collezione Altieri, alcuni pannelli con tre frammenti di affreschi tratti dal “Sepolcro dei Nasoni“, ritrovato sulla Via Flaminia nel 1674 (a pochi passi da Viale Tor di Quinto) e ora al British Museum di Londra.

Statua di Asklepios

C’è anche un rilievo marmoreo del Dio Mitra ritrovato durante gli scavi al Celio da parte degli Altieri nei loro possedimenti nel XVI secolo, che si trova in mani private.

La Villa Altieri fu venduta nel 1857 e passò in varie mani fino a giungere nella disponibilità del Card. De Merode (di origine Belga) e poi dei suoi eredi.

Nel corso di quegli anni furono apportate molte modifiche alla Villa Altieri che snaturarono in larga parte il  l’armonioso progetto iniziale, per esempio aggiungendo un piano alla costruzione.

Totem multimediale

Villa Altieri conobbe vari cambi di proprietà nei secoli ma anche di destinazioni d’uso: passò da carcere femminile a convento di suore che vi installarono un collegio femminile fino agli anni trenta del secolo scorso, per poi finire, alla soglia dei nostri giorni come sede di un edificio scolastico pubblico fino al 2009.

Nel 1975 la Villa Altieri fu acquistata dalla Provincia di Roma che continuò ad ospitare nei suoi locali una scuola professionale.

Epigrafi

Poi, a partire dal recente 2010, Villa Altieri è stata finalmente coinvolta in una grande opera di ristrutturazione e valorizzazione della residenza e oggi adibita in parte a Museo delle collezioni antiche rimaste, con uso di postazioni multimediali, a Biblioteca della Città Metropolitana con relativo Archivio Storico, a Centro studi per la ricerca letteraria Pio Rajna.

Giardino posteriore con vasca

I vasti possedimenti di Villa Altieri, dopo il 1871 erano stati via via alienati dal Card. De Merode, proprietario di vastissimi terreni intorno alla Stazione Termini, Via Nazionale e appunto l’Esquilino, e destinati all’edilizia privata in seguito ad una convenzione stipulata con la nuova Amministrazione della Capitale per la creazione di un nuovo quartiere Esquilino destinato alle abitazioni della nuova classe di impiegati ministeriali necessari all’amministrazione del Regno d’Italia.

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In questa parte dell’Esquilino, fu invece privilegiata la costruzione di singoli villini piuttosto che gli anonimi e intensivi palazzi umbertini costruiti intorno alla Stazione Termini e a Piazza Vittorio.

Un esempio di queste abitazioni, costruite nei primi anni del ‘900, le possiamo ancora vedere nella vicina Via Luzzatti,

All’inizio di questa via, a pochi passi da Viale Manzoni, nel 1919 nel corso di scavi per la realizzazione di una rimessa auto per uno di questi villini, fu casualmente scoperto l’Ipogeo degli Aureli, un pregevole sepolcro a due piani, riccamente affrescato, costruito nella prima metà del III secolo d.C., e che, dopo la costruzione delle vicine Mura Aureliane fu abbandonato (come tutti i sepolcri della zona)  per la nota proibizione di seppellire i defunti entro le mura cittadine.

Di fronte alla Via Luzzatti, su Viale Manzoni, fino agli anni settanta del secolo scorso esistevano ancora delle casette (alquanto malfamate), poi rase al suolo per costruire al loro posto un grande edificio di sette piani da adibire a Sede dell’ex Provveditorato agli Studi.

Il risultato è che Villa Altieri oggi è ormai ridotta al solo Casino, con il cortile giardino anteriore e un minuscolo giardinetto posteriore con una fontana. e tutta la zona intorno è ormai completamente urbanizzata.

Nelle sue immediate vicinanze si trovano la Villa Astalli, costruita anch’essa nel XVII secolo e di proprietà dello stesso Ordine di Suore che possedeva la Villa Altieri, e la Villa Wolkonsky, costruita nel 1830, l’unica ancora dotata di un grande parco di undici ettari e oggi sede dell’Ambasciatore Britannico dopo essere stata fino al 1945 sede dell’Ambasciata Tedesca.

Questa parte del colle Esquilino, nei secoli XVII, XVIII e fino al 1870 era una distesa di vigne e zone di produzione agricola punteggiate da qualche isolato rudere antico come il vicino  Tempio della Minerva Medica o l’Acquedotto Neroniano che passava a poca distanza.

L’area occupata dalla Villa Altieri, i suoi giardini e i suoi possedimenti agricoli, era quella degli Horti Lamiani, abitati in antichità dalla Gens Aelia, di cui un importante esponente fu Lucius Aelius Lamia, console romano amico di Tiberio che poi donò le proprietà dell’Esquilino al demanio imperiale come aveva già fatto anche Mecenate, suo confinante proprietario degli Horti Maecenatiani..

Nel 2006, nel corso degli scavi per la ricostruzione di un palazzo nella parte sud di Piazza Vittorio, poi sede dell’ENPAM, sono stati ritrovati importanti tracce di una lussuosa villa con giardini degradanti verso Piazza Dante, appartenuta al Console Lamia e poi in uso a Caligola.

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Tracce di questo lussuoso edificio erano già stati ritrovati durante gli scavi per l’edificazione dei palazzi umbertini di Piazza Vittorio negli anni immediatamente successivi al 1870.

Oggi

Oggi si entra nella Villa Altieri  dall’ingresso al Pianterreno, dietro la Fontana dei Tritoni e si accede ad un’ampia sala con una reception e il servizio di guardia.

Da questa sala si accede al portico (la Loggia) con vista sul piccolo giardino posteriore e con una zona dove è possibile vedere le emergenze archeologiche relative a costruzioni precedenti e, dall’altra parte della sala, una serie di esposizioni tematiche del materiale archeologico facente parte del patrimonio della Villa Altieri.

Il pavimento della Loggia è ricoperto da una spessa lastra di vetro che lascia vedere l’acciottolato  originario.

Ovviamente, per quanto detto prima, il materiale esposto in sala è  un interessante quanto  modesto gruppo residuale rispetto a quello che era il primitivo enorme patrimonio di statue, epigrafi, bassorilievi, etc., raccolto dalla famiglia Altieri.

L’esposizione museale è dotata di vari totem dotati di touch screen che consentono di avere tutte le informazioni possibili sui reperti mostrati.

Di seguito la disposizione degli altri piani della Villa:

Al Primo Piano a cui si accede anche dalla scenografica scala esterna, si trova una Sala Conferenze con ausili multimediali, l’area del personale che coordina le attività della Villa e sale per riunioni.

Al Secondo Piano, si trova la Biblioteca Provinciale e l’Archivio Storico con sala di lettura per gli utenti. La zona, come del resto tutta la palazzina è dotata anche di collegamento WiFi.

Al Terzo Piano si trova il Centro Pio Rajna, un Centro di Studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica e comprende anche una vasta Biblioteca Storica Dantesca.

Al Quarto Piano, dietro l’Altana, si trova un grande terrazzo che gode di una splendida vista sul territorio e, all’occorrenza potrà ospitare anche eventi.

La Villa Altieri si trova a pochi passi dalla fermata Manzoni della Metro A e la visita al Museo archeologico è gratuita.

Vengono organizzate anche visite guidate previa prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni  tel. 06 67668093 – 7607

Lello

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