Le Terme di Traiano a Roma

Terme di Traiano a Roma

Terme di Traiano

Su tutta l’area del Colle Oppio fino alla Domus Aurea di Nerone, sorgono i resti di diversi edifici delle Terme di Traiano, le più grandi di tutto l’Impero Romano.

Marco Ulpio Traiano (Optimus Princeps) fu il primo Imperatore Romano nato all’estero, nella provincia romana dell’ Hispania Baetica, l’odierna Andalusia.

Egli nacque, secondo lo scrittore del IV secolo Eutropio, ad Italica (odierna Santiponce) nel 18 settembre 53 (d.C.) e morì di malattia a Selinus (Selinunte) nella Cilicia (Turchia) l’8 agosto 117, durante una campagna militare.

L’Imperatore Traiano portò l’Impero Romano alla sua massima espansione territoriale come possiamo anche vedere dalle cartine murali poste sui muraglioni che costeggiano Via dei Fori Imperiali.

Traiano

Quest’anno, l’8 agosto ricorre la 1900° ricorrenza della sua morte.

Le sue grandi Terme furono costruite sul Colle Oppio, vicine alle più piccole Terme di Tito.

Il Colle Oppio insieme al Fagutale (dove sorge la Chiesa di S.Pietro in Vincoli) e al Cispio (su cui sorge la Basilica di Santa Maria Maggiore), sono le tre alture che compongono il Colle Esquilino, il più esteso e alto di Roma.

Le Terme di Traiano furono costruite su una vasta area inglobando parte dei resti della Domus Aurea, distrutta da un rovinoso incendio nel 104 d.C.

Questa enorme struttura, a differenza delle precedenti terme, come quella di Nerone al Campo Marzio e quella di Tito nelle immediate vicinanze del Colosseo, era orientata a sud-ovest per poter sfruttare nel modo migliore i raggi solari che andavano ad intiepidire il Calidarium. Questo stesso schema fu poi seguito nella costruzione delle Terme di Diocleziano, delle Terme di Caracalla, nelle Terme di Decio.

Le Terme di Traiano furono costruite a partire dal 104 d.C. ed inaugurate cinque anni dopo, il 22 giugno 109 come risulta dai bolli laterizi ritrovati durante gli scavi e nei Fasti Ostiensi.

Le Terme di Traiano furono progettate da Apollodoro di Damasco, una vera archistar dell’epoca (come si direbbe oggi con un neologismo), autore, tra l’altro, anche del Foro di Traiano e della Colonna Traiana.

Terme di Traiano e di Tito

Tutto il complesso delle Terme misurava circa m.330×315 con un complesso centrale che misurava m. 190×212.

Intorno ad un corpo centrale delle Terme vere e proprie con le piscine del frigidarium il tepidarium ed il caliidarium, e con una grande basilica centrale, c’erano dei vasti giardini con un ampio recinto porticato, una grande esedra centrale a sud e delle esedre minori ai quattro lati. Il tutto era perfettamente simmetrico con ingressi da ogni lato ed un ingresso principale posto a nord della struttura.

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La descrizione dell’intera struttura la troviamo su la Forma Urbis Severiana che, come sappiamo era una grande pianta di Roma in marmo posta su una parete di un’aula del Tempio della Pace.

L’ingresso principale alla struttura avveniva dalla parte nord attraverso un ambiente colonnato da dove si accedeva ad una grande piscina scoperta, e girando poi o a destra o a sinistra di questa natatio (piscina) si passava per una delle due sale rotonde, una delle due palestre (erano simmetriche) e si arrivava infine al calidario.

Ingresso da Viale delle Terme di Traiano

Ingresso da Viale delle Terme di Traiano

Da qui che voleva fare il bagno faceva il percorso inverso passando dal tepidario alla basilica centrale ed infine nella natatio centrale.

Ai lati della parte nord troviamo due grandi esedre, probabilmente dei Ninfei, di cui è visibile parte di quella a destra sulla pianta.

Entrando nel parco dal viale delle Terme di Traiano, dopo una costruzione biabsidata alla nostra destra, troviamo l’esedra sulla nostra sinistra e, proseguendo nel Parco verso la Domus Aurea, troviamo sulla sinistra un’altra esedra (della palestra orientale) e l’abside di un’aula con su un marmo la mappa delle Terme.

Terme di Traiano a Roma: Esedra di Nord Est

Esedra di Nord Est

Nelle vicinanze ci sono dei muri inglobati in una piccola costruzione già adibita a casino di caccia dei Brancaccio (ora è un Centro Anziani).

Attraversando la strada all’altezza della costruzione ora adibita a Centro Anziani troviamo la grande esedra del lato sud occidentale con delle grandi nicchie dove si è ipotizzato ci fossero gli scaffali di una Biblioteca al servizio dei frequentatori.

Nel corso di scavi e restauri a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, si sono trovati un Ninfeo a nord della struttura e un grande dipinto (conosciuto come la Città dipinta) in un criptoportico sotto l’esedra occidentale.

Esedra della Palestra orientale

Esedra della Palestra orientale

Questo dipinto che raffigura la vista dall’alto di una città con gli edifici visti in prospettiva, una grande statua di Apollo citaredo e, nella parte bassa il mare o un fiume, era probabilmente la decorazione della facciata esterna di un edificio pubblico di cui ad oggi s’ignorano le caratteristiche e le funzioni.

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Questo edificio e la decorazione sono antecedenti alla costruzione delle Terme di Traiano e forse coeve alla costruzione della  Domus Aurea e quindi di epoca Neroniana.

Una frana di terra che aveva coperto il criptoportico ha fortunatamente contribuito a proteggere il dipinto nei secoli.

Il sotterraneo si sviluppa da Sud a Nord in direzione dell’ incrocio con Viale delle Terme di Traiano e dove è stato rinvenuto un piccolo ninfeo a cui si accede da una botola.

Il Ninfeo probabilmente faceva parte di una grande Domus. In questa zona, molto prima dell’edificazione delle Terme di Traiano, c’era la famosa Porticus Liviae costruito da Augusto nel 15 a.C. (e terminato nel 7 a.C.) in onore della moglie Livia Drusilla Claudia, sui resti della casa di Publio Vedio Pollone, ritornata nella disponibilità imperiale.

In questa zona era situato anche il Ludus Dacicus, scuola gladiatoria formata da combattenti ex prigionieri delle guerre daciche condotte dall’Imperatore Domiziano. Si trovava tra il Ludus Magnus e le Terme di Traiano (a nord dell’odierna Via Labicana).

Alcune strutture delle Terme, già esistevano all’epoca della costruzione e facevano parte della Domus Aurea, altre,  dovettero essere costruite come gli ambienti sotterranei di servizio per collegare i vari settori delle Terme.

Terme di Traiano a Roma: Biblioteca

Biblioteca

Nella parte a sud est si trova parte di un’altra esedra simmetrica e probabilmente anch’essa adibita a Biblioteca.

Le Terme di Traiano erano alimentate da una grande struttura posta a nord est ed esterna alle Terme, conosciuta come Cisterna delle Sette Sale.

Cisterna delle Sette Sale

Cisterna delle Sette Sale

La Cisterna delle Sette Sale che non è al momento visitabile per motivi di sicurezza, si trova nella parte posteriore del Palazzo Brancaccio in quelli che erano gli Horti Maecenatis della grandiosa Villa di Mecenate e di cui è rimasto solo il c.d. Auditorium di Mecenate a Largo Leopardi.

L’ingresso ai resti, abbastanza ben conservati si trovano in corrispondenza del civico 5b del Viale delle Terme di Traiano e si intravvedono da un cancello con una rete.

Terme di Traiano a Roma: Cisterna delle Sette Sale

Cisterna delle Sette Sale

Le cisterne in realtà sono nove, poste parallelamente, larghe oltre cinque metri e lunghe da trenta a quaranta metri cadauna in quanto la parete posteriore è curva. E’ una struttura a due piani e le cisterne si trovano al piano superiore in comunicazione tra loro da aperture sfalsate per evitare gorghi o acque stagnanti. Le acque che venivano alimentate da un acquedotto proveniente dall’Esquilino, forse da una diramazione dell’Acquedotto Claudio o dell’Anio Novus che viaggiavano sovrapposti e alimentavano il Ninfeo di Alessandro Severo (o Trofei di Mario) nella vicina Piazza Vittorio, scendevano in un collettore che andava a rifornire le vicine Terme di Traiano e di cui sono state scoperte le tracce nei pressi dell’esedra a nord est del complesso.

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Per altri, l’Acquedotto usato era quello dell’Aqua Traiana che proveniva da Trastevere e le cui sorgenti si trovavano vicino al Lago di Bracciano.

La Cisterna delle Sette Sale si conservò, anche se non funzionante per lo scopo per cui era stata costruita, nei secoli successivi, quando venne usata a lungo come luogo di sepoltura dei defunti.

Il terrazzo di copertura della struttura reca le tracce di una grande domus sviluppatasi su una grande superficie in tempi tardo antichi su quelli che, all’inizio, erano serviti probabilmente come locali di servizio della cisterna stessa.

Un piccolo impianto termale fu costruito alla fine del IV secolo d.C., al servizio della domus usando parte delle vecchie murature e con nuovi pavimenti a mosaico bianco e nero.

In epoca medioevale la cisterna e la domus ormai abbandonate ed in parte interrate servirono come detto, ad un grande sepolcreto, specialmente le sale otto e nove dove in occasione di scavi archeologici, sono state ritrovate migliaia di salme.

Sotto le cisterne sono state ritrovate le tracce di un Ninfeo originariamente rivestito con marmi bianchi. Il Ninfeo fu distrutto in seguito ad un incendio e partanto si ipotizza facesse parte della Domus Aurea di Nerone anche per la tecnica costruttiva in laterizio usata.

Conclusione

Con l’apertura al popolo romano di queste Terme grandiose, l’Imperatore Traiano intese restituire alla collettività una parte degli enormi spazi che la megalomania di Nerone aveva requisito per costruirvi la sua Domus Aurea.

Queste rovine sono liberamente visitabili (protette da inferriate ma con cartelli esplicativi) nel Parco del Colle Oppio a poca distanza dal Colosseo.

Lello

Bibliografia:

F.Coarelli – Guida Archeologica di Roma – Mondadori 2000

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Note:Ho rivisto questi monumenti dopo tanti anni nel corso della visita al Ninfeo di Via degli Annibaldi con l’Associazione culturale Tuscola e i loro competenti archeologi.

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